Arte Moderna e Contemporanea

Arte Moderna e Contemporanea

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo
20 GENNAIO 2021
Ore 15.30

Esposizione

FIRENZE
Venerdì      15 gennaio    10-18
Sabato       16 gennaio    10-18
Domenica   17 gennaio    10-18
Lunedì        18 gennaio    10-18

In relazione all’evoluzione dell’emergenza sanitaria in corso, l’accesso all’esposizione e alla sala d’asta potrà essere limitato ad un numero massimo di persone. Vi consigliamo di annunciare la vostra presenza prendendo un appuntamento.


Contatti: 
info@pandolfini.it
Tel. +39 055 2340888
 
 
 
Stima   500 € - 50000 €

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1 - 30  di 109
     TOTI SCIALOJA - SCIALOJA TOTI
1

TOTI SCIALOJA

TOTI SCIALOJA

(Roma 1914 - 1998)

Senza titolo

tecnica mista su cartoncino

cm 50,2x46,2

firmato e indistintamente datato in basso a destra

 

Untitled

mixed media on cardboard

50.2x46.2 cm

signed and indistinctly dated lower right

 

L'opera è in fase di archiviazione.

Stima 
  1.500 / 2.500
     GIUSEPPE SANTOMASO - SANTOMASO GIUSEPPE
2

GIUSEPPE SANTOMASO

GIUSEPPE SANTOMASO

(Venezia 1907 - Venezia 1990)

Senza titolo

tecnica mista su carta applicata su tavola

cm 9,5x14,5

firmato in basso a sinistra

 

Untitled

mixed media on paper applied on board

9,5x14,5 cm

signed bottom left

 

“M’accorgo che nulla di quello che segno sulla carta ha a che fare con una rappresentazione o descrizione oggettiva, ma avverto anche che senza quel “pretesto visivo”, senza quel bleu o il taglio nero di un palo contro un intonaco, il rotolare d’un osso od il cigolare d’una ruota quei segni non avrebbero preso vita, non si sarebbero disposti in ordine espressivo. Si è dentro le cose e con le cose. Non v’e’ immagine senza le cose.” 

                                                                                   Santomaso 1962

                  

 

Stima 
  1.000 / 2.000
     FERNANDEZ ARMAN - ARMAN
4

FERNANDEZ ARMAN

FERNANDEZ ARMAN

(Nizza 1928 - New York 2005)

Demi-violon

1972

lampada in tubo di neon modellata a caldo su base di plexiglas nera

alt. cm 68, su base cm 11x20x20

non firmato e non numerato

Editore: Atelier A, Parigi

 

Demi-violon

1972

neon tube lamp heat-molded, on black plexiglas base

h. 68 cm, on basement 11x20x20 cm

Editor: Atelier A, Paris

 

Bibliografia:

Les Visiteurs: Ouvres d'aujourd'hui dans 20 monuments nationaux, 25 juin 2005 - 3 novembre 2006.

Collection du Fonds national d'art contemporain, Reprod. en coul p.28

Stima 
  2.000 / 3.000
     GIORGIO DE CHIRICO - DE CHIRICO GIORGIO
5

GIORGIO DE CHIRICO

GIORGIO DE CHIRICO

(Volos 1888 - Roma 1978)

Bestiario

matita su carta

cm 11,5x15,7

firmato in basso a sinistra

 

Bestiary

pencil on paper

11.5x15.7 cm

signed lower left

 

L'opera è accompagnata da autentica rilasciata dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico il 18 ottobre 2007.

L'opera è archiviata al n. 0052/10/07 OT dell'archivio della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico.

 

Stima 
  2.500 / 4.500
     MARINO MARINI - MARINI MARINO
6

MARINO MARINI

MARINO MARINI

(Pistoia 1901 - Viareggio 1980)

Cavallo

1963

inchiostro nero su carta

cm 28x47

il disegno è realizzato sul volume "Marino Marini, pitture e disegni" di Franco Russoli, stampato a Milano nel 1963

dedicato a Erberto Carboni

 

Horse

1963

black ink on paper

28x47 cm

the drawing is made on the volume "Marino Marini, pitture e disegni" by Franco Russoli, printed in Milan in 1963

dedicated to Erberto Carboni

 

L'opera è accompagnata da autentica rilasciata dalla Fondazione Marino Marini.

L'opera è inserita nell'archivio delle opere autografe di Marino Marini con il numero 615.

Stima 
  4.000 / 6.000
     MARIO SIRONI - SIRONI MARIO
7

MARIO SIRONI

MARIO SIRONI

(Sassari 1885 - Milano 1961)

Figura in un interno

matita su carta spessa

cm 13,8x11,1

firma apocrifa "Sir" in basso a destra

 

Figure in an interior

pencil on thick paper

13.8x11.1 cm

apocryphal sign "Sir" lower right

 

L'opera è archiviata dall'Associazione per il Patrocinio e la Promozione della Figura e dell'Opera di Mario Sironi, Milano, con il numero 197/19 RA.

L'opera è accompagnata da autentica su fotografia di Francesco Meloni.

 

 

Stima 
  1.000 / 1.500
     RENATO GUTTUSO - GUTTUSO RENATO
8

RENATO GUTTUSO

RENATO GUTTUSO

(Bagheria 1912 - Roma 1987)

Senza titolo

tecnica mista su carta applicata su tela

cm 32,5x27,5

firmato in basso al centro

 

Untitled

mixed media on paper applied on canvas

32.5x27.5 cm

signed in the lower center

 

L'opera è accompagnata da autentica su fotografia rilasciata dalla Galleria d'Arte Ferretti di Viareggio.

L'opera è accompagnata da autentica su fotografia rilasciata dagli Archivi Guttuso il 18 novembre 2020, con numero 1815412560.

 

 

 

 

Stima 
  2.000 / 3.000
     GINO SEVERINI - SEVERINI GINO
9

GINO SEVERINI

GINO SEVERINI

(Cortona 1883 - Paris 1966)

Le concert

pochoir a colori

cm 46x32

firmato in basso a destra

tratto da libro edito a Parigi nel 1930 contenente 16 tavole in 120 esemplari non numerati, tavola n. 4

 

The concert

coloured pochoir

46x32 cm

signed lower right

based on a book edited in Paris in 1930, containing 16 tables in 120 unnumbered samples, table number 4

 

Stima 
  800 / 1.200
     GINO SEVERINI - SEVERINI GINO
10

GINO SEVERINI

GINO SEVERINI

(Cortona 1883 - Paris 1966)

Paysage et nature morte sur une table

pochoir a colori

cm 46x32

firmato in basso a destra

tratto da libro edito a Parigi nel 1930 contenente 16 tavole in 120 esemplari non numerati, tavola n. 15

 

Landscape and still life on a table

coloured pochoir

46x32 cm

signed lower right

based on a book edited in Paris in 1930, containing 16 tables in 120 unnumbered samples, table number 15

 

Stima 
  800 / 1.200
     KEES VAN DONGEN - VAN DONGEN KEES
11

KEES VAN DONGEN

KEES VAN DONGEN

(Delfshaven 1877 - 1968)

Profilo femminile con cappello

acquerello su carta pesante

cm 43,8x35,8

firmato in basso a sinistra 

 

Female profile with a hat

watercolor on thick paper

43.8x35.8 cm

signed lower left

 

Corneils Van Dongen, detto Kees, nel 1894 si iscrive  all’Accademia di Belle Arti di Rotterdam. Si stabilisce a Parigi nel 1897 svolgendo diversi mestieri per sopravvivere, a partire dal 1901 realizza disegni umoristici, stilizzati e graffianti, per numerose testate giornalistiche: Le Rire, L’Indiscret oltre ad illustrazioni per “L’Assiette au beurre”.  Dipinge in stile post-impressionista, rappresentando scene di vita parigina con uno sguardo particolare per le figure femminili. Nel 1904 tiene la sua prima personale a Parigi e inizia ad esporre regolarmente al Salone degli Indipendenti e al Salon d’Automne.  Sono anni di grande fermento artistico, fa amicizia con Gauguin e molti altri artisti. Nel 1905 incontra Picasso che lo indirizza al cubismo, nel 1906 entra a far parte del movimento dei fauves, particolarmente congeniale al suo temperamento istintivamente espressionistico. L’artista espone nel 1908 con il gruppo Die Brücke a Dresda e, nel 1910, alla Nuova Secessione di Monaco. Sono gli anni in cui diventa un ricercato ritrattista d’elezione nel mondo della borghesia e della mondanità, artisticamente allunga la silhouette dei personaggi ritratti, crea un modello femminile dal corpo lezioso, dal volto raffinato e dallo sguardo languido. Dimostrazione di come si appropri degli elementi caratteristici dei vari movimenti e tendenze artistiche: dal fauvismo prende i colori  accesi e decisi, dal cubismo trae ispirazione nella forma per la semplicità delle linee e il totale disinteresse per le leggi del chiaroscuro, e dall’espressionismo il tratto forte e crudele. I suoi ritratti femminili sono contesi dalle dame della borghesia, rappresentano in maniera acuta e sfrontata le signore immerse nel loro contesto sociale.  I soggetti dei suoi ritratti sono solitamente posti in posizione frontale rispetto all’osservatore, a volte con pose caste e dagli sguardi dolci, altre volte in pose provocanti, ma sempre un gioco più di sguardi che di posa. Dopo la prima guerra mondiale si trasferisce a Monte Carlo e frequenta la Costa Azzurra, ove si stabilirà abbandonando le opere di grandi dimensioni a favore della ritrattistica. Muore all’età di 91 anni dimenticato dal mondo che per tanti anni ha ritratto.

 

Stima 
  6.000 / 8.000
     GEORGE GROSZ - GROSZ GEORGE
12

GEORGE GROSZ

GEORGE GROSZ

(Berlino 1893 - 1959)

Figura femminile con cappello

pennarello su carta

cm 31x24

firmato in basso a destra

 

Female figure with a hat

marker pen on paper      

31x24 cm

signed lower right

 

L’opera è accompagnata da autentica rilasciata da Tobias Grosz The Estate of George Grosz l’8 dicembre 2020.

 

Stima 
  2.500 / 3.500
     VIRGILIO GUIDI - GUIDI VIRGILIO
13 *

VIRGILIO GUIDI

VIRGILIO GUIDI

(Roma 1891 - Venezia 1984)

San Giorgio

olio su tela

cm 40x50

firmato in basso a destra

al retro firmato, titolato e autenticato il 25.4.1982

 

San Giorgio

oil on canvas

40x50 cm

signed lower right

on the reverse signed, titled and authenticated on 25.4.1982

 

Stima 
  800 / 1.200
     ANTONIO BUENO - BUENO ANTONIO
14

ANTONIO BUENO

ANTONIO BUENO

(Berlino 1918 - Fiesole 1984)

Torero fondo azzurro ossia "Toreador"

1979

olio su masonite

cm 30x20

firmato in alto a destra

al retro numerato con il numero di archivio 138 AByR

 

Bullfighter blue background or "Toreador"

1979

oil on masonite

30x20 cm

signed upper right

on the reverse numbered with the archive number 138 AByR

 

L'opera è accompagnata da autentica rilasciata dall'Archivio fotografico generale delle opere di Antonio Bueno, con il numero 138 AByR.

 

Esposizioni

Prato, Galleria Metastasio, ottobre - novembre 1983

 

 

Stima 
  2.500 / 4.500
     GINO ROSSI - ROSSI GINO
15

GINO ROSSI

GINO ROSSI

(Venezia 1884 - Treviso 1947)

Colloquio

pastello su carta applicata su cartoncino

cm 22x29

al retro timbro Galleria Annunciata Milano, timbro e cartiglio Galleria La Bussola Torino “Coll. Dott. Luigi Carluccio”, timbro e cartiglio Galleria Gian Ferrari Milano n. cat. 2278, cartiglio XXIV Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 1948 n. 348, timbro e cartiglio Soprintendenza alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Mostra di Gino Rossi, gennaio-febbraio 1956, Roma

opera non firmata

 

Conversation

pastel on paper applied on cardboard

22x29 cm

on the reverse stamp Galleria Annunciata Milan, stamp and label Galleria La Bussola Turin “Coll. Dott. Luigi Carluccio”, stamp and label Galleria Gian Ferrari Milan catalogue number 2278, label “XXIV Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 1948” number 348, stamp and label “Soprintendenza alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Mostra di Gino Rossi, gennaio-febbraio 1956, Roma”

work not signed

 

L’opera è accompagnata da autentica su fotografia rilasciata da Claudia Gian Ferrari.

 

Esposizioni

XXIV Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, 1948

Mostra di Gino Rossi, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, gennaio – febbraio 1956

 

Stima    3.000 / 5.000
     GIUSEPPE ZIGAINA
16 *

GIUSEPPE ZIGAINA

GIUSEPPE ZIGAINA

(Cervignano del Friuli 1924 - Palmanova 2015)

Bambini che giocano

1948

olio su masonite

cm 79x131

titolato, firmato e datato "48" in alto a sinistra

 

Children playing

1948

oil on masonite

79x131 cm

titled, signed and dated "48" upper left

 

Esposizioni

Giuseppe Zigaina. Dipinti 1944-2002, Castello, Salone del parlamento, Udine, 18 maggio - 30 giugno 2002

Zigaina. Opere 1942-2009, Villa Manin, Passariano, 21 marzo - 30 agosto 2009

 

Bibliografia

Giuseppe Zigaina. Dipinti 1944-2002, catalogo della mostra (Castello, Salone del parlamento, Udine, 18 maggio - 30 giugno 2002), p. 48 n. 8

M. Goldin (a cura di), Zigaina. Opere 1942-2009, catalogo della mostra (Villa Manin, Passariano, 21 marzo - 30 agosto 2009), p. 96

 

 

Stima 
  2.800 / 4.000
     EMILIO VEDOVA - VEDOVA EMILIO
17

EMILIO VEDOVA

EMILIO VEDOVA

(Venezia 1919 - Venezia 2006)

Senza titolo

1980

inchiostro su carta intelata

cm 29,5x42 cm

firmato e datato in basso a destra

 

Untitled

1980

ink on paper mounted on canvas

29.5x42 cm

signed and dated lower right

 

L’opera è accompagnata da autentica su fotografia rilasciata dall’Archivio Emilio Vedova il 27-10-03, con numero 921.

Stima 
  6.000 / 8.000
     ROBERTO CRIPPA - CRIPPA ROBERTO
18

ROBERTO CRIPPA

ROBERTO CRIPPA

(Monza 1921 - Bresso 1972)

Spirali

1952

olio su tela

cm 40x50

al retro firmato e datato “52”

al retro etichetta Archivio Roberto Crippa, Galleria Pace, Milano, n. repertorio 1193

 

Spirals

1952

oil on canvas

40x50 cm

on the reverse signed and dated “52”

on the revers label Archivio Roberto Crippa, Galleria Pace, Milano, inventory number 1193

 

L’opera è accompagnata da autentica su fotografia rilasciata dall’Archivio opere di Roberto Crippa, Galleria Pace di Milano, con numero di repertorio 1193.

 

Stima 
  3.000 / 5.000
     FRANCO MENEGUZZO
19 *

FRANCO MENEGUZZO

FRANCO MENEGUZZO

(Valdagno, Vicenza 1924 - Milano 2008)

Marcinelle

1955-56

bassorilievo in bronzo

cm 125x71x56, su base in ferro cm 194x71x56

firmato e datato "1955-56"

 

Marcinelle

1955-56

bronze low relief

126x79x56 cm, on an iron base cm 194x71x56

signed and dated "1955-56"

 

"La personale dell’artista alla Galleria dell’Ariete, Milano, 1956, ove un bassorilievo drammatico e fratto come Marcinelle è testimone anche della tensione civile dell’artista, mostra quale intendimento della superficie come campo complesso e concitato di accadimenti plastici e pittorici sia in gioco.”

 

DEM. Danese e Meneguzzo, pionieri, in “La Ceramica”, 23, Milano, dicembre 2014

 

 

Franco Meneguzzo nasce nel 1924 a Valdagno in provincia di Vicenza, rinomato ceramista e scultore passato dall'astrazione concreta alla grande stagione dell'Informale è stato un artista indipendente e controcorrente che ha trasformato la sua rabbia creativa in forza vitale. Intraprese il proprio cammino artistico negli anni del dopoguerra anche se nel 1942 frequenta il Conservatorio di Vicenza e fino al 1951 lavora come operaio tessile al lanificio Marzotto. Parallelamente ai lavori di sostentamento economico frequenta dal 1949 il laboratorio di ceramica di Tarciso Tosin di Vicenza. Partecipa attivamente alle attività artistiche che guardano alle avanguardie europee e americane, e all’astrattismo. Presto diviene pittore, scultore, ceramista, grafico e disegnatore capace di rielaborare in maniera indipendente le rivoluzionarie innovazioni stilistiche dell'epoca. Nel 1953 si tiene la prima personale alla Galleria del Calibano di Vicenza dove l’astrattismo geometrico delle sue opere suscita reazioni contrastanti, non sempre positive. Nel 1955 si trasferisce a Milano e insieme a Bruno Danese fonda la Dem (Danese e Meneguzzo), attività dedita alla produzione e la diffusione di oggetti di design; Danese si occupa della parte commerciale e Franco Meneguzzo realizza ceramiche in edizione limitata, che riscossero un grande successo di pubblico, in particolare tra gli architetti e i designer. Nel 1956 si tiene la personale dell’artista alla Galleria dell’Ariete a Milano presentata da Gillo Dorfles, così come nel 1960 e nel 1962 la Galleria il Milione organizza una sua personale. Negli anni ’70 si dedica prevalentemente alla scultura, in particolare alla serie i “ferri”, sculture riconducibili al modulo geometrico. Si susseguono importanti esposizioni e partecipa al M.A.C. (Movimento Arte Concreta). In seguito Meneguzzo collabora con Bruno Munari ed Enzo Mari.  Le sue ceramiche e sculture in ferro sono custodite in numerose collezioni pubbliche e private, in Italia e in Europa.

Muore a Milano nel 2008.

 

 

Stima 
  2.000 / 3.000
     GIUSEPPE ZIGAINA
20 *

GIUSEPPE ZIGAINA

GIUSEPPE ZIGAINA

(Cervignano del Friuli 1924 - Palmanova 2015)

Paesaggio dell'Aussa

1953

olio su tela

cm 73x90

firmato e datato “53” in basso a sinistra

retro: etichetta Galleria del Girasole di Udine, cartiglio “Mostra nazionale di arti decorative Spoleto 26 settembre 1953”, cartiglio La Colonna Galleria d'arte Milano, cartiglio con inscritto "Pubblicato: Comanducci terza edizione p. 2105, Mario De Micheli "Zigaina" Edizione del Milione tav. 36, Renata Usiglio "Zigaina" edizione la Colonna Milano 1954"

 

Aussa's landscape

1953

oil on canvas

73x90 cm

signed and dated "53" lower left

on the reverse: label Galleria del Girasole Udine, label "Mostra nazionale di arti decorative Spoleto 26 settembre 1953", label La Colonna Galleria d'arte Milano, label inscribed "Pubblicato: Comanducci terza edizione p. 2105, Mario De Micheli "Zigaina" Edizione del Milione tav. 36, Renata Usiglio "Zigaina" edizione la Colonna Milano 1954"

 

Esposizioni

Giuseppe Zigaina. Dipinti 1944-2002, Castello, Salone del parlamento, Udine, 18 maggio - 30 giugno 2002

Zigaina. Opere 1942-2009, Villa Manin, Passariano, 21 marzo - 30 agosto 2009

 

Bibliografia

M. De Micheli, Giuseppe Zigaina, Milano 1966, tav. 36

Giuseppe Zigaina. Dipinti 1944-2002, catalogo della mostra (Castello, Salone del parlamento, Udine, 18 maggio - 30 giugno 2002), p. 63 n. 22

M. Goldin (a cura di), Zigaina. Opere 1942-2009, catalogo della mostra (Villa Manin, Passariano, 21 marzo - 30 agosto 2009), p. 118

 

“Ci sono opere degli anni Cinquanta che mi piacciono ancora. E continuo a essere affascinato dalle biciclette”

 

                                                                                                                                                                    G. Zigaina,2009

 

Giuseppe Zigaina iniziò instancabilmente a dipingere fin da bambino, e decise poi di seguire questa vocazione artistica, studiando a Venezia e terminando la sua formazione all’Accademia di Architettura. I suoi esordi risalgono al 1943 quando la Fondazione Bevilacqua La Masa organizzò la sua prima personale; seguirono poi la Galleria d’Arte Moderna di Roma, la storica Galleria del Cavallino e la Biennale di Venezia del 1948, dove tornerà anche nelle successive edizioni.  Fondamentale per lui fu nel 1946 l’incontro a Udine con Pier Paolo Pasolini, con il quale instaurò un rapporto cardine di profonda amicizia e di fruttuosa collaborazione, destinata a durare fino alla morte del poeta e anche oltre. L'ammirazione tra i due Maestri fu sempre reciproca: se Pasolini gli dedicò il poemetto Quadri friulani contenuto nel volume Le ceneri di Gramsci, Zigaina collaborò in alcuni dei suoi film e fece della sua poetica soggetto di numerosi saggi. Tra i suoi contributi si ricordano ad esempio Pasolini e la morte. Mito, alchimia e semantica del nulla lucente (1987), Pasolini tra enigma e profezia (1989) e Pasolini. Un’idea di stile: uno stilo (1999).

 

L’ispirazione principale dei lavori degli anni Cinquanta giungeva dal mondo rurale e della natura, dal sentimento che unisce l’uomo alla sua terra di origine. Nei suoi quadri, come in alcune poesie di Pasolini, questo legame richiamava un universo antico di miti contadini: riti sacrificali che servivano a propiziare il raccolto. Affermava infatti Gillo Dorfles in quel periodo: “La tua è una visione animistica!”. Le sue biciclette, definite realistiche, erano invece fortemente simboliche, così come la falce, che altro non era se non un inamovibile segno di morte. La posizione di Zigaina nei confronti di quello che definiva territorio dell’anima è sempre stata una forma di proiezione dell’Io, di autoidentificazione in cui oggetto e soggetto erano inscindibilmente concatenati.

 

Ad essi affiancò progressivamente altri contenuti come la figura paterna, una costante intersecante, anche quando la resa figurativa venne progressivamente sostituita dall’astrazione delle forme, tesa a cogliere l’essenza piuttosto che l’apparenza della vita, tramite chiaroscuri e ambivalenze.

 

La sua pittura conobbe una prima adesione al Neorealismo e a un intenso impegno socio-politico, coltivato nel segno di Picasso e del Cubismo, che negli anni successivi si trasformò in uno stile dai toni marcatamente espressionistici, proprio della Nuova Oggettività tedesca, con colori contrastanti e forme aggrovigliate. Fino ad arrivare negli anni Ottanta ad incorporare nei suoi lavori anche l’incisione, una tecnica che assumerà un ruolo di fondamentale rilievo nella sua produzione.

 

Stima 
  2.500 / 3.500
     ROBERTO CRIPPA - CRIPPA ROBERTO
21

ROBERTO CRIPPA

ROBERTO CRIPPA

(Monza 1921 - Bresso 1972)

Composizione

1955

olio su tela

cm 70x80

firmato e datato “55” in basso a sinistra

al retro cartiglio Galleria Schettini di Milano con rif. PS / 2749, cartiglio Esposizione culturale Maestri Contemporanei Cesenatico, timbro Collezione Grossi

al retro iscritto “N. 2749 / Z. H. H”, serie di timbri illeggibili

al retro iscritto a penna “Opera autentica di / Roberto Crippa n. 3521 / Baggini Rosangela / Milano 21.3.77 / rivisto il 27.2.78 / Roberta Baggini”

 

Composition

1955

oil on canvas

70x80 cm

signed and dated “55” lower left

on the reverse label Galleria Schettini Milan with reference PS / 2749, label Esposizione culturale Maestri Contemporanei Cesenatico, stamp Collezione Grossi

on the reverse inscribed “N.2749 / Z.H.H.”, series of illegible stamps

on the reverse inscribed in pen “Opera autentica di / Roberto Crippa n. 3521 / Baggini Rosangela / Milano 21.3.77 / rivisto il 27.2.78 / Roberta Baggini”

 

[...] le Spirali diventano immagine di un avventuroso diario: sono astratte, da considerarsi dunque sulla linea degli sviluppi “ghestaltici” della più autonoma percezione visiva, ma si affidano al vitalismo del gesto puro, che si trasmette e si concreta sulla superficie. Presuppongono dunque una concezione pragmatica, che esalta l’azione, e non la contemplazione degli oggetti della realtà: c’è una partecipazione comunicativa che ha origini nell’espressionismo, tendenza con cui iniziano i viaggi all’interno di noi stessi, e quindi gli strappi dalle radici espressive; c’è anche, per la spazialità in movimento, il legame con il primo futurismo, specialmente in Boccioni, e infine la spinta dell’automatismo surrealista, di quella tendenza cioè che cercava di risalire al nostro inconscio, in una meccani psichica al di là di ogni tabù. Il segno-gesto si attua cosi come pura energia di vita, da percepire nel groviglio dello spazio che diventa tempo: nel momento dunque di una quarta dimensione, da intendere come dinamismo di uno spazio attivo: e risponde senza equivoci [...] alla vita stessa di Roberto Crippa, ai suoi giri di aviatore acrobatico [...] I giri delle spirali sulle tele richiamano appunto questi giri virtuosi e acrobatici, eseguiti con l’aereo nello spazio libero del cielo [...].


Guido Ballo, “Roberto Crippa”, Palazzo Reale, Sala delle Cariatidi, Comune di Milano, novembre- dicembre 1971

 

Stima 
  5.000 / 7.000
     SEBASTIAN MATTA - MATTA SEBASTIAN
22

SEBASTIAN MATTA

SEBASTIAN MATTA

(Santiago del Cile 1911 – Civitavecchia 2002)

Senza titolo

matite su carta Fabriano

cm 46,5x63,5

doppia firma in basso a destra e in basso a sinistra

 

Untitled

pencils on Fabriano paper

46.5x63.5 cm

double sign lower right and lower left

 

 

Stima 
  4.000 / 6.000
     ENRICO BAJ - BAJ ENRICO
23

ENRICO BAJ

ENRICO BAJ

(Milano 1924 - Vergiate (VA) 2003)

Testa

1975

acrilico, assemblage di tessuto, passamaneria, tappi Campari su tavola

cm 24x18

firmato in basso al centro

 

Head

1975

acrylic, fabric assemblage, passementerie, Campari caps on board

24x18 cm

signed lower centre

 

Provenienza

Galleria Gissi, Torino

Collezione privata

 

Bibliografa

Enrico Baj. Catalogo generale delle opere dal 1972 al 1996, Marconi-Menhir, Milano 1997, p. 213  n. 1876

 

“In un momento come l’attuale dove assistiamo all’esplodere di una minaccia che nega ogni umorismo la grande opera di Baj costituisce una sicura esortazione a prendere di petto gli errori e le pecche dell’umanità.”

Gillo Dorfles.

 

Con questa affermazione ora più che mai contingente, Dorfles delinea il significato profondo del lavoro di Enrico Baj, che, a partire dagli Anni Cinquanta con la sua adesione al Movimento Nucleare, si dedicò assiduamente alla critica tagliente della società moderna, servendosi del paradosso, dell’assurdo e dell’ironia, nonché le uniche arme di difesa rimaste all’umanità.

Le sue opere sono un’incessante satira rivolta ad una contemporaneità sempre più schiava della tecnologia, mutilata man mano della sua vitalità immaginista, e dominata dalla tecno-scienza.

Ma, a differenza di Dix e di Grosz, che per raggiungere il loro scopo si affidavano alla deformazione caricaturale, l’artista milanese decise di operare tramite una generalizzazione, sintetizzando la folla o follia nell’individuo e l’individuo nella maschera, “persona” o personaggio. E così nel ‘73 approccia il primo ciclo di Personaggi, tralasciando momentaneamente l’utilizzo della pittura e soffermandosi sulla riflessione circa l’estetica degli oggetti, e sulla loro valenza ornamentale e decorativa. Dal ‘74, dopo aver realizzato Nixon Parade, torna ad occuparsi di questa serie, di cui fa parte l’opera qui presentata. In questa seconda fase la presenza del colore riappare prepotentemente accanto a medaglie, strass e tappi e tessuti che concorrono alla creazione bidimensionale e mostrificata di teste e mezzi busti, ovvero di quelle parti del corpo che raffigurano nell’immediato il carattere e l’espressività del soggetto. Si manifesta definitivamente la vena ludica con cui questi quadri vengono eseguiti, il piacere puro di fare pittura tramite ogni mezzo e materiale, senza mai abbandonare però il potere sociale e salvifico dell’arte.

 

 

 

Stima 
  5.000 / 8.000
     SOREL ETROG
24

SOREL ETROG

SOREL ETROG

(Iasi, Romania 1933 - Toronto, Canada 2014)

Zoro Study

1969

scultura in bronzo

alt. cm 19, su base cm 7x12x7

 

Zoro Study

1969

bronze sculpture

h. 19 cm, on basement 7x12x7 cm

 

 

Stima 
  3.000 / 4.000
     ANDRE' MASSON - MASSON ANDRE'
25

ANDRE' MASSON

ANDRE' MASSON

(Balagny 1896 - Parigi 1987)

Disegno Automatico

1926            

inchiostro su carta

cm 41,5x31

firmato in basso a destra

al retro etichetta Galerie Louise Leiris, Parigi

 

Automatic drawing

1926

ink on paper

41.5x31 cm

Signed lower right

on the reverse label Galerie Louise Leiris, Paris

 

Provenienza

Galerie du Dragon, Parigi

Collezione privata

 

Bibliografia

André Masson, les dessins automatiques, Florence de Meredieu, 1988, Edition Blusson,

p. 58 n.69  ill.

 

 

Stima 
  6.000 / 8.000
     MARIA LAI - LAI MARIA
26

MARIA LAI

MARIA LAI

(Ulassai 1919 - Cardedu 2013)

Presepe

cinque statuette rappresentanti Maria, Giuseppe, Gesù e due pastorelle

tecnica mista su tela di juta

elementi di varie misure, misura minima cm 5,8x4x9, misura massima cm 15,7x13,5x11,6

opera non firmata

 

Nativity scene

five statuettes representing Mary, Joseph, Jesus and two shepherdesses

mixed media on jute cloth

elements of different sizes, minimum size 5,8x4x9 cm, maximum size 15,7x13,5x11,6 cm

work not signed

 

Stima 
  5.000 / 8.000
     CARLA ACCARDI - ACCARDI CARLA
27

CARLA ACCARDI

CARLA ACCARDI

(Trapani 1924 – Roma 2014)

Favoloso N.1

1954

tempera su carta

cm 34,2x49

firmato e datato “1954” in basso a destra

 

Fabulous N.1

1954

tempera on paper

34.2x49 cm

signed and dated “1954” lower right

 

L’opera compare nel registro originario dell’artista con il n. 10 del 1954.

 

“I segni si scambiano questa loro vita solitaria e l’insieme che compongono, intrecciandosi e inserendosi nella superficie del quadro, rappresenta con infinite varianti la vita e indica all’osservatore un modo per riconoscersi e capirsi. Il mio scopo è di rappresentare l’impulso vitale che è nel mondo”

                                       
Carla Accardi in conversazione con Vanni Bramanti.

 

«Dare vita a un’immagine astratta, oggettiva, primaria e libera» è stato da sempre l’obiettivo di Carla Accardi che, sulla scia dei concetti pubblicati nel manifesto formalista del ‘47 dagli artisti del Gruppo Forma 1 (“ci interessa la forma del limone, non il limone”), iniziò a studiare le strutture che contraddistinguono la vita dell’uomo e la natura, esplicandole attraverso un suo personale linguaggio.

Fu l’inizio del suo lungo percorso artistico, dal quel momento in poi realizzò molteplici realtà caratterizzate da un’armonia disordinata, da una perpetua oscillazione tra una logica istintiva e una più razionale, in cui “non esiste solo un ordine geometrico e al di fuori di esso un disordine casuale, ma piuttosto un ordine casuale”.

La tempera su carta qui raffigurata è del 1954, un anno di imprescindibile svolta, in cui l’incontro con il critico Michel Tapié determinò il passaggio dalla pittura costruttivo-concretista alla purezza del “segno”. Non un algoritmo assoluto e immutabile come quello di Giuseppe Capogrossi, ma piuttosto un intimo alfabeto, che si dirama in intrecci astratti ondeggianti e sinuosi, nati dall’alternanza di pieni e di vuoti, da contrasti di colori e da accostamenti di luce.

Tale poetica così personale deriva senza dubbio dalle suggestioni visive che il paesaggio mediterraneo le offriva, scriveva infatti “vissuta in Sicilia fino ai vent’anni, ho assorbito molto di quella luce e di quei colori mediterranei e dello spirito di confine che vi si respira, e dei resti delle civiltà antichissime che vi sono fiorite.”

Stima 
  4.000 / 6.000
     GIANFRANCO BARUCHELLO - BARUCHELLO GIANFRANCO
28

GIANFRANCO BARUCHELLO

GIANFRANCO BARUCHELLO

(Livorno 1924)

Seiche, Sec, Sex

1985

china e colori ad acqua su cartoncino applicato su cartone

cm 36x47,5

titolato, siglato "GB" e datato "85" in basso a destra

al retro datato, firmato, titolato e dedicato

al retro cartiglio Galleria Milano

 

Seiche, Sec, Sex

1985

Indian ink and water colors on card applied on cardboard

36x47.5 cm

titled, signed with initials "GB" and dated "85" lower right

on the reverse dated, signed, titled and dedicated

on the reverse label Galleria Milano

 

Esposizioni

Baruchello. Faraone dei sentimenti, Galleria Milano, Milano, maggio 1987

 

Bibliografia

Baruchello. Faraone dei sentimenti, catalogo della mostra (Galleria Milano, Milano, maggio 1987), Milano 1987, n. 12

 

“Fa dei grandi quadri bianchi, con delle cose piccole piccole che bisogna guardare da vicino”

                                                                                                                                                                          M. Duchamp

 

L’11 settembre 1962 Gianfranco Baruchello incontra il suo maestro e punto di riferimento Marcel Duchamp in un ristorante milanese “El Ronchett di ran", e dal quel momento la sua poetica si allinea perfettamente alle parole pronunciate dall’artista francese. Da quel momento l’arte non è più uno spazio, ma - come scriveva Achille Bonito Oliva - un campo un “luogo aperto a tutte le possibili relazioni, policentrico e slittante su cui transitano parole, objet trouvè, immagini che vogliono fondare sempre percorsi del molteplice”. Le tele diventano quindi dei paesaggi invisibili grandi e bianchi, un punto zero all’interno dei quali troviamo segni misteriosi, che ci invitano ad entrare, volenti o nolenti, in una diversa dimensione dello spazio e del tempo, tra il mondo che vediamo quotidianamente e quello invisibile ad occhio nudo.

Il disegno qui presentato racchiude in sé la sintesi di queste tematiche che caratterizzano il lavoro di un artista così poliedrico. Si tratta infatti di una china e colori ad acqua su cartone, intitolata “Seiche, Sec, Sex” del 1985 ed esposta alla Galleria Milano nel maggio del 1987 in occasione della sua personale “Faraone dei Sentimenti”.

 

 

Stima 
  2.500 / 4.500
     PIERO DORAZIO - DORAZIO PIERO
29

PIERO DORAZIO

PIERO DORAZIO

(Roma 1927 - Perugia 2005)

Senza titolo

1985

tempera su carta intelata

cm 43x58

firmato e datato "1985" in basso a destra

 

Untitled

1985

tempera on paper laid down on canvas

43x58 cm

signed and dated "1985" lower right

 

L'opera è accompagnata da autentica su fotografia rilasciata dall'artista nel 2002.

Stima 
  7.000 / 10.000
     GIULIO TURCATO - TURCATO GIULIO
30

GIULIO TURCATO

GIULIO TURCATO

(Mantova 1912 - Roma 1995)

Composizione

acrilico su tela

cm 70x100

al retro firmato e titolato

al retro iscritto “SP91217ME04CA”, dichiarazione di autentica con firma indecifrabile

 

Composition

acrylic on canvas

70x100 cm

on the reverse signed and titled

on the reverse inscribed “SP91217ME04CA", declaratioon of authenticity with illegible sign

 

L’opera è accompagnata da autentica su fotografia rilasciata dall’Archivio Giulio Turcato.

L’opera è registrata con il numero di repertorio SP91217ME04CA.

 

[...] Turcato lavora sull’immagine, integrandole il supporto: lo coglie prima che si formi e costituisca allo stato di nebulosa colorata e iridescente, e le costruisce una delicata armatura, quasi un reticolo nervoso che le permette di levarsi, sostenersi, vibrare e planare, libera nello spazio arioso dell’esistenza, come un aquilone. Regala al mondo un istante di felicità, di libertà autentica ed è tutto, ma è molto. [...]


Giulio Carlo Argan “Ruba i colori alle farfalle”, L’Espresso, Roma, 13 ottobre 1974; “Occasioni di critica” Editori Riuniti, Roma, 1981 pp. 29-31

 

Stima 
  6.000 / 8.000
     GIULIO TURCATO - TURCATO GIULIO
31

GIULIO TURCATO

GIULIO TURCATO

(Mantova 1912 - Roma 1995)

Arcipelago

1972

tecnica mista su tela

cm 80x100

al retro firmato, timbro Orler, iscritto “B6316312127 Rpost”

 

Archipelago

1972

mixed media on canvas

80x100 cm

on the reverse signed, stamp Orler and inscribed “B6316312127 Rpost”

 

L’opera è accompagnata da autentica su fotografia rilasciata dall’Archivio Giulio Turcato, firmata dall’artista.

L’opera è registrata con il numero di repertorio B6316312127 Rpost.

 

Stima 
  7.000 / 9.000
1 - 30  di 109

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