•      Toscana, secolo XVII

    1 Toscana, secolo XVII Toscana, secolo XVII PROFILO DELL'IMPERATORE ADRIANO medaglione in marmo, cm 58x45, entro cornice in pietra serena, cm 83x69   Tuscan, 17th century, profile relief of emperor Hadrian Stima   
    € 8.000 / 12.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  •      Roma, ultimo quarto secolo XVI

    2 Roma, ultimo quarto secolo XVI Roma, ultimo quarto secolo XVI MASCHERONE DA FONTANA in marmo bianco raffigurante testa di putto, cm 22,5x19,5   Roman, last quarter 16th century, fountain mask Stima   
    € 2.000 / 3.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  •      Italia Centrale, secolo XVII

    3 Italia Centrale, secolo XVII Italia Centrale, secolo XVII PROFILO DI ERCOLE altorilievo in marmo di forma ovale, l’eroe raffigurato di profilo con corona di foglie e la pelle di leone, cm 20,5x28,5   Central Italian, 17th century, profile of Hercules Stima   
    € 3.000 / 5.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  •      Italia Settentrionale, secolo XVI

    4 Italia Settentrionale, secolo XVI Italia Settentrionale, secolo XVI COPPIA DI MENSOLONI in marmo scolpiti in foggia di mascheroni, fianchi sformellati, cm 88x37x28   Northern Italian, 16th century, a pair of corbels     Stima   
    € 4.000 / 6.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  •      Roma, secolo XVII

    5 Roma, secolo XVII Roma, secolo XVII BUSTO DI TITO in marmo, imperatore raffigurato con busto loricato con mantello fermato sulla spalla sinistra mediante fibula circolare e centrato da volto di Medusa, mentre la spalla destra è decorata con un mascherone, montato su base circolare modanata in terracotta, cm 30,5x19,5x13   Roman, 17th century, bust of Titus Stima   
    € 1.500 / 2.500
    Dettaglio Lotto

  •      Roma, secolo XVII

    6 Roma, secolo XVII Roma, secolo XVII BUSTO DI TOGATO in marmo montato su base circolare modanata in terracotta, cm 29x19x11   Roman, 17th century, bust of a Togatus Stima   
    € 1.500 / 2.500
    Dettaglio Lotto

  •      Bottega di Severo Calzetta da Ravenna, prima metà secolo XVI

    7 Bottega di Severo Calzetta da Ravenna, prima metà secolo XVI Bottega di Severo Calzetta da Ravenna, prima metà secolo XVI MARCO AURELIO in bronzo, su base esagonale cesellata a volute e terminante su tre zampe ferine, cm 21x16,5x16   Workshop of Severo Calzetta da Ravenna, first half 16th century, Marcus Aurelius   Bibliografia di confronto C. Avery, La Spezia, Museo Civico Amedeo Lia, Sculture, Bronzetti, Placchette, Medaglie, Cinisello Balsamo (Mi) 1998, pp. 108-109 n. 62; P. Cannata, Museo Nazionale del Palazzo Venezia. Sculture in Bronzo, Roma 2011, pp. 54-55 n. 50   L’esemplare qui presentato mostra evidenti affinità con simili bronzetti conservati al Museo di Palazzo Venezia e al Museo Civico Amedeo Lia, il primo ricondotto da Cannata alla temperie padovana di inizio Cinquecento, il secondo circoscritto da Avery alla cerchia di Severo Calzetta da Ravenna (Ravenna 1465 circa - Ravenna 1543 circa). Il gran numero di esemplari simili accostati alla produzione dell’artista ben evidenzia il diffuso gusto per la scultura classica tradotta in scala ridotta tipico delle Wunderkammer. La statua equestre di Marco Aurelio, allora visibile a Roma presso la basilica di San Giovanni in Laterano, era già stata riprodotta da Antonio Averlino detto il Filarete come dono per Piero di Cosimo de’ Medici nel 1465, ma fu Severo Calzetta a riadattarla a una molteplicità di usi e composizioni: se con la sola aggiunta di una cornucopia nella mano sinistra dell’imperatore poteva prestarsi a essere impiegata come portacandela, con l’aggiunta di piccoli recipienti per l'inchiostro e il polverino poteva spanentare un calamaio, con la cornucopia a fungere da alloggio per la penna. Stima   
    € 12.000 / 18.000
    Dettaglio Lotto

  •      Toscana, secolo XIX

    8 Toscana, secolo XIX Toscana, secolo XIX CAVALLO RAMPANTE in bronzo, su base rettangolare in marmo Portoro poggiante su piccola base in breccia rossa, cm 25,5x21x10,5, alt. cavallo cm 18   Tuscan, 19th century, a rearing horse Stima   
    € 500 / 700
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  •      Fiandre, secolo XVII

    9 Fiandre, secolo XVII Fiandre, secolo XVII CACCIA AL CINGHIALE in bronzo, su base in marmo bianco modanata alle estremità e ornata da decoro a commesso in porfido rosso e porfido verde a motivi geometrici, complessivamente cm 15,5x9x10,5, gruppo alt. cm 7   Flemish, 17th century, pig hunting Stima   
    € 4.500 / 6.500
    Dettaglio Lotto

  •      Bottega di Giambologna, secolo XVII-XVIII

    10 Bottega di Giambologna, secolo XVII-XVIII Bottega di Giambologna, secolo XVII-XVIII PICCOLO TORO in bronzo su base in marmo nero del Belgio, complessivamente 10,5x6,5x10, toro alt. cm 4,5   Workshop of Giambologna, 17th-18th century, a small bull   Bibliografia di confronto C. Avery, La Spezia, Museo Civico Amedeo Lia, Sculture, Bronzetti, Placchette, Medaglie, Cinisello Balsamo (Mi) 1998, p. 223 n. 142; P. Cannata, Museo Nazionale del Palazzo Venezia. Sculture in Bronzo, Roma 2011, pp. 174 n. 197   La piccola scultura, raffigurante un toro in posizione di combattimento con la testa china, la schiena bassa e tesa e la zampa anteriore sinistra sollevata, si presenta in tutto simile agli esemplari presenti nel Museo Nazionale del Palazzo Venezia e nel Museo Civico Amedeo Lia di La Spezia, variamente attribuiti dagli studiosi a uno scultore fiammingo del Seicento così come alla bottega del Susini o a quella del Giambologna, con la quale presenta affinità soprattutto per la tipologia di soggetti trattati.     Stima   
    € 5.000 / 7.000
    Dettaglio Lotto

  •      Da Giambologna, secolo XVIII

    11 Da Giambologna, secolo XVIII Da Giambologna, secolo XVIII TORO in bronzo, poggiante su base in legno modanato, cm 32x26x11,5, alt. toro cm 21   After Giambologna, 18th century, a bull   Bibliografia di confronto C. Avery, La Spezia, Museo Civico Amedeo Lia, Sculture, Bronzetti, Placchette, Medaglie, Cinisello Balsamo (Mi) 1998, pp. 221-222 n. 141; P. Cannata, Museo Nazionale del Palazzo Venezia. Sculture in Bronzo, Roma 2011, pp. 89-90 n. 95; M. G. D'Apuzzo, La collezione dei bronzi del Museo Civico Medievale di Bologna, San Casciano Val di Pesa (Fi) 2017, pp. 177-181 n. 53   Questa figura di toro, colto al passo con la zampa anteriore sinistra sollevata e la testa rivolta verso sinistra, guarda a un modello estremamente diffuso a partire dal secolo XVII, dopo essere stato proposto da Giambologna (Douai 1529 - Firenze 1608) sia in scene composite che come modello a sé stante. Pensato come oggetto da Kunstkammer, la sua ispirazione è probabilmente da ricercarsi nell’antichità classica, dai rilievi romani con scene di sacrificio alle piccole statue erette in epoca greco-romana in onore del dio Apis. Il prototipo cui la nostra scultura sembra direttamente riferirsi è da ravvisarsi nel toro conservato al Museo del Bargello di Firenze, in tutto simile nelle dimensioni, ritenuto opera autografa del Giambologna. Diverse sono le testimonianza che legano il nome dello scultore fiammingo a questa tipologia di raffigurazione. Se nell’inventario del 1609 di Benedetto Gondi, amico dell’artista, si fa riferimento a un “toro di cera di mano del detto” (Giambologna), la prima invenzione potrebbe risalire a un tempo ancora precedente: è infatti del 1573 un documento relativo al pagamento per la fusione di un toro in bronzo effettuato dal cugino del Granduca Cosimo I a Girolamo di Zanobi Portigiani, spesso attivo come fonditore delle opere di Giambologna. Dopo la nascita all’interno della bottega di Giambologna, il modello di questa scultura conobbe un immediato successo, in primis tra i collaboratori del maestro quali Antonio Susini, con repliche anche di dimensioni più contenute per venire incontro alle svariate esigenze del pubblico, trovando un posto d'onore anche nel dipinto del 1628 di Willem van Haecht il Giovane raffigurante la Galleria di Cornelis van der Geest: qui un bronzetto modellato come un toro analogo a quello presentato in catalogo è posto su un tavolo, in primo piano assieme ad altri bronzi attribuiti al Giambologna. Stima   
    € 3.500 / 5.500
    Dettaglio Lotto

  •      Firenze, secolo XVII

    12 Firenze, secolo XVII Firenze, secolo XVII CAVALLO RAMPANTE in bronzo patinato, su base circolare modanata in marmo nero del Belgio, cm 22x17x10 complessivamente, cavallo alt. cm 15   Florentine, 17th century, a rearing horse Stima   
    € 4.000 / 6.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  •      Da Giambologna, secolo XVII

    13 Da Giambologna, secolo XVII Da Giambologna, secolo XVII MARTE in bronzo, alt. cm 38,5, su base in legno ebanizzato e modanato, alt. cm 12,8   After Giambologna, 17th century, Mars   Bibliografia di confronto C. Avery, La Spezia, Museo Civico Amedeo Lia, Sculture, Bronzetti, Placchette, Medaglie, Cinisello Balsamo (Mi) 1998, p. 239 n. 158   Si tratta di un esemplare derivante dal modello di Giambologna (Douai 1529 - Firenze 1608), creazione tra le più conosciute dello scultore e più volte riproposto già a partire dalla fine del secolo XVI. Variamente descritto nelle fonti come Marte o come Gladiatore, il primo riferimento documentario risale al 1587, quando la Kunstkammer di Dresda inventariò la versione donata da Giambologna a Cristiano I, Principe Elettore di Sassonia, sebbene il primo modello potrebbe risalire anche al decennio precedente. Stima   
    € 4.000 / 6.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  •      Arte Bizantina

    14 Arte Bizantina Arte Bizantina COSTANTINO ED ELENA placchetta rettangolare in bronzo, cm 5,2x5,4, incassata entro cornice in ulivo, cm 7,2x6,6   Byzantine Art, Costantino and Elena Stima   
    € 800 / 1.200
    Dettaglio Lotto

  •      Toscana, secolo XV

    15 Toscana, secolo XV Toscana, secolo XV MADONNA ADDOLORATA terminale di croce in bronzo dorato ad altorilievo entro formella mistilinea, cm 9,7x9x2,3, montato su base in ferro   Tuscan, 15th century, Mourning Virgin   Stima   
    € 500 / 800
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  •      Lombardia, secolo XVII

    16 Lombardia, secolo XVII Lombardia, secolo XVII DIO PADRE BENEDICENTE placca d’applique di forma ovale in vetro con bordo profilato a ovoli dorati, Dio in vetro dorato raffigurato in atto di benedire e con il globo in mano, cm 7,5x6   Lombard, 17th century, God the Father Stima   
    € 800 / 1.200
    Dettaglio Lotto

  •      Nicola da Guardiagrele (Guardiagrele, Chieti 1385 - 1462 circa)

    17 Nicola da Guardiagrele (Guardiagrele, Chieti 1385 - 1462 circa) Nicola da Guardiagrele (Guardiagrele, Chieti 1385 - 1462 circa) SAN BARTOLOMEO E SANTO APOSTOLO in lamina d’argento, alt. cm 7 e cm 7,5, montati su supporto rivestito in velluto rosso, cm 14,5x9x6,5   Nicola da Guardiagrele (Guardiagrele, Chieti 1385 - 1462 circa), Saint Bartholomew and Saint Apostle     Stima   
    € 2.000 / 3.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  •      Italia Centrale, secolo XVI

    18 Italia Centrale, secolo XVI Italia Centrale, secolo XVI SAN MATTEO E L’ANGELO placchetta in bronzo dorato scolpito a bassorilievo, cm 7,5x5,2, montato su supporto di forma centinata rivestito in velluto rosso, cm 13,6x10x7,2   Central Italian, 16th century, Saint Matthew and the Angel     Stima   
    € 500 / 800
    Dettaglio Lotto

  •      Toscana, inizi secolo XVII

    19 Toscana, inizi secolo XVII Toscana, inizi secolo XVII RELIQUIARIO in bronzo e rame dorato sbalzati e cesellati. Base circolare, fusto a sezione cilindrica con nodo piriforme sormontato da foglie che ritornano anche alla base della teca. Quest’ultima ha aperture scandite da semicolonne con capitelli dorici ed è sormontata da una cupola decorata da embricatura con finale a Croce. Il reliquiario presenta elementi tipicamente rinascimentali, fra tutti l’uso della teca architettonica fra semicolonne doriche, ed è databile già alla prima parte del secolo XVII per la presenza del nodo piriforme e dell’embricatura a decoro della cupola; alt. cm 20   Tuscan, early 17th century, a reliquary   Bibliografia di confronto M. Collareta, A. Capitanio (a cura di), Oreficeria Sacra Italiana, Museo del Bargello, Firenze 1990, n. 73 pp. 234-235 Stima   
    € 800 / 1.200
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  •      Italia Centrale, secolo XVII

    20 Italia Centrale, secolo XVII Italia Centrale, secolo XVII RELIQUIARIO in rame e bronzo dorati e argento, base circolare gradinata con iscrizione S • MARIE • MADALENE • RELIQUIE entro cornice di foglie, fusto con nodo piriforme decorato anch’esso da foglie e fascia centrale con iscrizione SOR • MADALENA • IACOMINI. La teca, poggiante su corolla, è di forma architettonica a pianta quadrata con semicolonne doriche ai quattro angoli e cupola ornata da racemi vegetali in rilievo, pinnacoli e volti di cherubini applicati; l’estremità termina con una croce, alt. cm 35,5   Central Italian, 17th century, a reliquary Stima   
    € 1.800 / 2.500
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  •      Toscana, fine secolo XVI

    21 Toscana, fine secolo XVI Toscana, fine secolo XVI RELIQUIARIO in bronzo e rame fuso, cesellato,  inciso e dorato, base circolare ornata da simboli della Passione entro riserve sagomate, fusto a sezione circolare con ampio nodo ovoidale su cui si svolgono le rappresentazioni della Croce, dell’Ecce Homo e degli strumenti e simboli della Passione. La struttura della teca ha forma circolare con aperture scandite da cariatidi e poggia su un’ampia base cesellata con teste di cherubini che sorreggono festoni. Il coperchio, analogamente decorato, ha il finale in forma di Crocefisso; alt. cm 37,5   Tuscan, late 16th century, a reliquary   La forma architettonica dell’opera rientra pienamente nel periodo artistico della “Rinascenza” in cui proliferavano le speculazioni teoriche sugli edifici a pianta centrale. Stilisticamente complesso nel decoro per la compresenza di elementi come le teste di cherubini con festoni, che decorano la base e il coperchio della teca, o le cariatidi della stessa, il reliquiario dimostra di essere un’opera creata per mano di un orefice ben aggiornato sugli allora “moderni” gusti artistici rinascimentali. Per la ricchezza degli sbalzi e dei ceselli e per la forma strutturale, l’opera è ben paragonabile con il reliquiario dei Santi Pietro e Paolo della Chiesa di San Salvatore di Ognissanti a Firenze, realizzato da manifattura fiorentina della fine del XVI secolo Stima   
    € 1.200 / 1.800
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  •      Lombardia, inizi secolo XVI

    22 Lombardia, inizi secolo XVI Lombardia, inizi secolo XVI RELIQUIARIO in argento, bronzo e rame dorato incisi, sbalzati e cesellati. Sulla base mistilinea, gradinata e decorata da motivi vegetali interrotti da un motivo di chiavi incrociate entro riserve intrecciate, ricade un cespo d’acanto. Fusto con due rocchetti a sezione esagonale che presentano tracce di smalti; il nodo schiacciato presenta fascia mediana iscritta con riferimento a una santa badessa del Monastero di San Lazaro di Betania ed è ornato da elementi a palmetta esplosa. La teca a ostensorio è racchiusa tra due colonne e poggia su una corolla di acanto. La cupola sovrastante presenta anch’essa un decoro a palmetta esplosa e alla sua estremità si trova una figura di Santa con libro; alt. cm 35,5   Lombard, early 16th century, a reliquary   Bibliografia di confronto M. Collareta, A Capitanio (a cura di), Oreficeria Sacra Italiana, Museo del Bargello, Firenze 1990, n. 59 pp. 208, 209, 210 e n. 63, p. 220   Il reliquiario presenta caratteri del lessico decorativo rinascimentale, si veda l’uso dell’elemento a palmetta esplosa, affiancati ad elementi strutturali ancora tipicamente gotici, come la base mistilinea. Questa caratteristica permette di inquadrarlo nella produzione di oreficeria sacra lombarda nel periodo in cui, tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, accolse le “antiche” forme gotiche dentro le “moderne” linee decorative rinascimentali. Stima   
    € 2.000 / 3.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  •      Firenze, secolo XVII

    23 Firenze, secolo XVII Firenze, secolo XVII CORNICE di forma ottagonale in ebano e pietre dure con applicazioni in bronzo dorato, battuta a gole lisce su sagoma a cassetta in commesso di diaspro giallo con medaglioni ovali in lapislazzulo a ornare gli angoli, fascia rilevata a gole lisce e rovesce alla quale si applicano all'esterno di ogni lato decori in bronzo dorato scolpiti a giorno in foggia di volute alternate a fregi vegetali; ingombro cm 24,8x22,4, luce cm 9,3x6,9   Florentine, 17th century, a frame Stima   
    € 2.300 / 3.500
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  •      Francia, periodo Neoclassico

    24 Francia, periodo Neoclassico Francia, periodo Neoclassico FIGURA DI PRIGIONIERO in bronzo raffigurante prigioniero legato con una catena a una colonna in marmo con basamento in bronzo, su base in marmo nero scolpita in foggia di tre gradoni, cm 37x21,5x14,2   French, Neoclassical period, figure of a prisoner   La figura è una vera e propria citazione da uno dei due personaggi dei Cavalli di Marly (“Chevaux de Marly”), un colossale gruppo scultoreo realizzato in marmo di Carrara da Guillaume Coustou, nipote e allievo di Antoine Coysevox. Raffigurante due cavalli impennati con il loro “domatore”, l’opera fu commissionata da Luigi XV di Francia per l’Abreuvoir del castello di Marly e fu posta in opera nel 1745. Considerato da subito come un capolavoro della scultura nazionale francese, il gruppo riuscì a salvarsi dalla distruzione del Castello di Marly durante la rivoluzione francese e nel 1795 fu collocato, per ordine del pittore David, in Place de la Révolution (attuale Place de la Concorde) all'ingresso agli Champs-Élysées; sostituito in seguito da una copia, si trova oggi all’interno del Louvre. Il notevole successo che il gruppo ebbe fin da subito è ben dimostrato dalle numerose repliche del quale fu oggetto, molte delle quali in scala ridotta, tra le quali si può annoverare il nostro esemplare. La particolare composizione, in cui il domatore di cavalli spanenta uno schiavo incatenato a una sorta di essenziale capriccio architettonico composto da una colonna di marmo in rovina, ci porta ad avvicinare quest’opera a quella particolare tipologia di “souvenir” che gli artisti del tempo realizzavano per coloro che intraprendevano il Grand Tour, viaggiatori desiderosi di portarsi al casa, al rientro, un ricordo della loro avventura alla scoperta dell’Europa. Stima   
    € 4.500 / 6.500
    Dettaglio Lotto

  •      Firenze, secolo XVIII

    25 Firenze, secolo XVIII Firenze, secolo XVIII BUSTO DI VENERE bronzo con tracce di doratura, alt. busto cm 54; montata su base circolare in scagliola, cm 65x44x20 complessivamente   Florentine, 18th century, a marble bust of the Venus de' Medici   Bibliografia di riferimento T. Montanari, D. Zikos (a cura di), La fabbrica della bellezza, Firenze 2017, pp. 112-113 n. 1   Questo busto si rifà in maniera evidente alla famosa Venere de’ Medici, scultura rinvenuta a Roma presso le terme di Traiano nella vigna del vescovo di Viterbo Sebastiano Gualtieri, acquistata nel 1566 da Alfonso d’Este e ceduta qualche anno più tardi, nel 1575, a Ferdinando de’ Medici, che decise di esporla tra le antichità di Villa Medici a Roma. Nel 1677 fu trasferita a Firenze insieme a capolavori quali l’Arrotino e i Lottatori, per essere esposta nell’ambiente più prezioso degli Uffizi, la Tribuna, e spanentare simbolo dell’intera raccolta museale fiorentina. La Venere de’ Medici fu una delle sculture antiche maggiormente riprodotte in età barocca, e tra gli artisti che si cimentarono in quest’impresa va sicuramente menzionato lo scultore Massimiliano Soldani Benzi (Montevarchi 1656 - Firenze 1740), autore tra l’altro di una copia in bronzo a grandezza naturale fusa nel 1702 su commissione del principe del Liechtenstein, tutt’ora in collezione (Vaduz-Vienna, The Princely Collections, inv. SK 537), e di altre copie di spanerse dimensioni.   Stima   
    € 15.000 / 25.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  •      Firenze, secolo XVII

    26 Firenze, secolo XVII Firenze, secolo XVII FAUNO DANZANTE in bronzo, su base circolare modanata in bronzo, alt. cm 34 complessivamente   Florentine, 17th century, dancing faun   Il bronzetto trova il suo modello di riferimento in una replica romana di un esemplare ellenistico del III secolo a. C. appartenente alle collezioni medicee della Tribuna di Firenze, nel Museo degli Uffizi Stima   
    € 2.500 / 4.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  •      A. Röhrich, Roma, 1830 circa

    27 A. Röhrich, Roma, 1830 circa A. Röhrich, Roma, 1830 circa ERCOLE FARNESE in bronzo su base rettangolare modanata, firmato lateralmente sulla base "A. Rochrich Roma", alt. cm 33,5   A. Röhrich, Roman, circa 1830, Farnese Hercules   Attivo a Roma tra la fine del XVIII secolo e la prima metà del XIX, Röhrich era specializzato nella riproduzione bronzea di modelli antichi, gareggiando con il laboratorio di Benedetto Boschetti nel commercio di oggetti destinati ai turisti. In questo caso, lo scultore riprende la modellistica ellenistica dell’Ercole Farnese, conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove l’eroe è ritratto in posa rilassata al termine delle fatiche affrontate.     Stima   
    € 2.500 / 4.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  •      Severo Calzetta da Ravenna? (Ravenna 1465 circa - 1543 circa)

    28 Severo Calzetta da Ravenna? (Ravenna 1465 circa - 1543 circa) Severo Calzetta da Ravenna? (Ravenna 1465 circa - 1543 circa) BACCO in bronzo, raffigurato stante nell’atto di portarsi alla bocca con una mano un grappolo di uva, mentre l’altra tiene un fascio di uva e altri frutti e poggia su un tronco di albero sul quale si arrampica una pantera, base in legno ebanizzato con corpo svasato modanata alle estremità, cm 41x12x10, Bacco alt. cm 32,5   Severo Calzetta da Ravenna? (Ravenna circa 1465 - circa 1543), Bacchus Stima   
    € 5.000 / 7.000
    Dettaglio Lotto

  •      Italia centrale, secolo XVII

    29 Italia centrale, secolo XVII Italia centrale, secolo XVII STEMMA DELLA FAMIGLIA D’ESTE MARTINOZZI MAZZARINO in pietra scolpita, cm 90x82   Central Italian, 17th century, armorial panel of the family d’Este Martinozzi Mazzarino   L’importante stemma documenta il matrimonio fra Alfonso IV d’Este (1636-1662), duca di Modena e Reggio, e Laura Martinozzi, una delle cosiddette Mazarinettes, le famose nipoti del potente cardinale Mazzarino, unione che generò la futura moglie di Giacomo II d'Inghilterra, Maria Beatrice d’Este. Sulla sinistra dunque è stata scolpita l’arma della famiglia estense con aquile bicefale, gigli e al centro aquila con tiara e chiavi, mentre sulla destra quella della famiglia Martinozzi Mazzarino dove spicca il fascio di verghe e scure con banda caricata da tre stelle dei Mazzarino. Stima   
    € 5.000 / 8.000
    Dettaglio Lotto

  •      Italia Centrale, secolo XVII

    30 Italia Centrale, secolo XVII Italia Centrale, secolo XVII COPPIA DI CHERUBINI in marmo bianco, raffigurati con ali socchiuse, cm 65x41x25 e cm 56x46x25, completi di basi in ferro   Central Italian, 17th century, a pair of cherubs Stima   
    € 5.000 / 7.000
    Dettaglio Lotto