Oggetti d'arte e sculture

Oggetti d'arte e sculture

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
30 GIUGNO 2020
ore 15.30

Esposizione

FIRENZE
Venerdì        26 giugno 2020   10-18
Sabato         27 giugno 2020   10-18
Domenica    28 giugno 2020   10-18
Lunedì         29 giugno 2020   10-18

Palazzo Ramirez Montalvo
Borgo degli Albizi 26
info@pandolfini.it

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1 - 30  di 164 LOTTI
     Toscana, secolo XVII
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Toscana, secolo XVII

Toscana, secolo XVII

PROFILO DELL'IMPERATORE ADRIANO

medaglione in marmo, cm 58x45, entro cornice in pietra serena, cm 83x69

 

Tuscan, 17th century, profile relief of emperor Hadrian

Stima   € 8.000 / 12.000
Aggiudicazione:  Registrazione
     Roma, ultimo quarto secolo XVI
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Roma, ultimo quarto secolo XVI

Roma, ultimo quarto secolo XVI

MASCHERONE DA FONTANA

in marmo bianco raffigurante testa di putto, cm 22,5x19,5

 

Roman, last quarter 16th century, fountain mask

Stima   € 2.000 / 3.000
Aggiudicazione:  Registrazione
     Italia Centrale, secolo XVII
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Italia Centrale, secolo XVII

Italia Centrale, secolo XVII

PROFILO DI ERCOLE

altorilievo in marmo di forma ovale, l’eroe raffigurato di profilo con corona di foglie e la pelle di leone, cm 20,5x28,5

 

Central Italian, 17th century, profile of Hercules

Stima   € 3.000 / 5.000
Aggiudicazione:  Registrazione
     Italia Settentrionale, secolo XVI
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Italia Settentrionale, secolo XVI

Italia Settentrionale, secolo XVI

COPPIA DI MENSOLONI

in marmo scolpiti in foggia di mascheroni, fianchi sformellati, cm 88x37x28

 

Northern Italian, 16th century, a pair of corbels

 

 

Stima   € 4.000 / 6.000
Aggiudicazione:  Registrazione
     Roma, secolo XVII
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Roma, secolo XVII

Roma, secolo XVII

BUSTO DI TITO

in marmo, imperatore raffigurato con busto loricato con mantello fermato sulla spalla sinistra mediante fibula circolare e centrato da volto di Medusa, mentre la spalla destra è decorata con un mascherone, montato su base circolare modanata in terracotta, cm 30,5x19,5x13

 

Roman, 17th century, bust of Titus

Stima   € 1.500 / 2.500
     Roma, secolo XVII
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Roma, secolo XVII

Roma, secolo XVII

BUSTO DI TOGATO

in marmo montato su base circolare modanata in terracotta, cm 29x19x11

 

Roman, 17th century, bust of a Togatus

Stima   € 1.500 / 2.500
     Bottega di Severo Calzetta da Ravenna, prima metà secolo XVI
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Bottega di Severo Calzetta da Ravenna, prima metà secolo XVI

Bottega di Severo Calzetta da Ravenna, prima metà secolo XVI

MARCO AURELIO

in bronzo, su base esagonale cesellata a volute e terminante su tre zampe ferine, cm 21x16,5x16

 

Workshop of Severo Calzetta da Ravenna, first half 16th century, Marcus Aurelius

 

Bibliografia di confronto

C. Avery, La Spezia, Museo Civico Amedeo Lia, Sculture, Bronzetti, Placchette, Medaglie, Cinisello Balsamo (Mi) 1998, pp. 108-109 n. 62;

P. Cannata, Museo Nazionale del Palazzo Venezia. Sculture in Bronzo, Roma 2011, pp. 54-55 n. 50

 

L’esemplare qui presentato mostra evidenti affinità con simili bronzetti conservati al Museo di Palazzo Venezia e al Museo Civico Amedeo Lia, il primo ricondotto da Cannata alla temperie padovana di inizio Cinquecento, il secondo circoscritto da Avery alla cerchia di Severo Calzetta da Ravenna (Ravenna 1465 circa - Ravenna 1543 circa). Il gran numero di esemplari simili accostati alla produzione dell’artista ben evidenzia il diffuso gusto per la scultura classica tradotta in scala ridotta tipico delle Wunderkammer. La statua equestre di Marco Aurelio, allora visibile a Roma presso la basilica di San Giovanni in Laterano, era già stata riprodotta da Antonio Averlino detto il Filarete come dono per Piero di Cosimo de’ Medici nel 1465, ma fu Severo Calzetta a riadattarla a una molteplicità di usi e composizioni: se con la sola aggiunta di una cornucopia nella mano sinistra dell’imperatore poteva prestarsi a essere impiegata come portacandela, con l’aggiunta di piccoli recipienti per l'inchiostro e il polverino poteva diventare un calamaio, con la cornucopia a fungere da alloggio per la penna.

Stima   € 12.000 / 18.000
     Toscana, secolo XIX
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Toscana, secolo XIX

Toscana, secolo XIX

CAVALLO RAMPANTE

in bronzo, su base rettangolare in marmo Portoro poggiante su piccola base in breccia rossa, cm 25,5x21x10,5, alt. cavallo cm 18

 

Tuscan, 19th century, a rearing horse

Stima   € 500 / 700
Aggiudicazione:  Registrazione
     Fiandre, secolo XVII
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Fiandre, secolo XVII

Fiandre, secolo XVII

CACCIA AL CINGHIALE

in bronzo, su base in marmo bianco modanata alle estremità e ornata da decoro a commesso in porfido rosso e porfido verde a motivi geometrici, complessivamente cm 15,5x9x10,5, gruppo alt. cm 7

 

Flemish, 17th century, pig hunting

Stima   € 4.500 / 6.500
     Bottega di Giambologna, secolo XVII-XVIII
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Bottega di Giambologna, secolo XVII-XVIII

Bottega di Giambologna, secolo XVII-XVIII

PICCOLO TORO

in bronzo su base in marmo nero del Belgio, complessivamente 10,5x6,5x10, toro alt. cm 4,5

 

Workshop of Giambologna, 17th-18th century, a small bull

 

Bibliografia di confronto

C. Avery, La Spezia, Museo Civico Amedeo Lia, Sculture, Bronzetti, Placchette, Medaglie, Cinisello Balsamo (Mi) 1998, p. 223 n. 142;

P. Cannata, Museo Nazionale del Palazzo Venezia. Sculture in Bronzo, Roma 2011, pp. 174 n. 197

 

La piccola scultura, raffigurante un toro in posizione di combattimento con la testa china, la schiena bassa e tesa e la zampa anteriore sinistra sollevata, si presenta in tutto simile agli esemplari presenti nel Museo Nazionale del Palazzo Venezia e nel Museo Civico Amedeo Lia di La Spezia, variamente attribuiti dagli studiosi a uno scultore fiammingo del Seicento così come alla bottega del Susini o a quella del Giambologna, con la quale presenta affinità soprattutto per la tipologia di soggetti trattati.

 

 

Stima   € 5.000 / 7.000
     Da Giambologna, secolo XVIII
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Da Giambologna, secolo XVIII

Da Giambologna, secolo XVIII

TORO

in bronzo, poggiante su base in legno modanato, cm 32x26x11,5, alt. toro cm 21

 

After Giambologna, 18th century, a bull

 

Bibliografia di confronto

C. Avery, La Spezia, Museo Civico Amedeo Lia, Sculture, Bronzetti, Placchette, Medaglie, Cinisello Balsamo (Mi) 1998, pp. 221-222 n. 141;

P. Cannata, Museo Nazionale del Palazzo Venezia. Sculture in Bronzo, Roma 2011, pp. 89-90 n. 95;

M. G. D'Apuzzo, La collezione dei bronzi del Museo Civico Medievale di Bologna, San Casciano Val di Pesa (Fi) 2017, pp. 177-181 n. 53

 

Questa figura di toro, colto al passo con la zampa anteriore sinistra sollevata e la testa rivolta verso sinistra, guarda a un modello estremamente diffuso a partire dal secolo XVII, dopo essere stato proposto da Giambologna (Douai 1529 - Firenze 1608) sia in scene composite che come modello a sé stante. Pensato come oggetto da Kunstkammer, la sua ispirazione è probabilmente da ricercarsi nell’antichità classica, dai rilievi romani con scene di sacrificio alle piccole statue erette in epoca greco-romana in onore del dio Apis. Il prototipo cui la nostra scultura sembra direttamente riferirsi è da ravvisarsi nel toro conservato al Museo del Bargello di Firenze, in tutto simile nelle dimensioni, ritenuto opera autografa del Giambologna. Diverse sono le testimonianza che legano il nome dello scultore fiammingo a questa tipologia di raffigurazione. Se nell’inventario del 1609 di Benedetto Gondi, amico dell’artista, si fa riferimento a un “toro di cera di mano del detto” (Giambologna), la prima invenzione potrebbe risalire a un tempo ancora precedente: è infatti del 1573 un documento relativo al pagamento per la fusione di un toro in bronzo effettuato dal cugino del Granduca Cosimo I a Girolamo di Zanobi Portigiani, spesso attivo come fonditore delle opere di Giambologna. Dopo la nascita all’interno della bottega di Giambologna, il modello di questa scultura conobbe un immediato successo, in primis tra i collaboratori del maestro quali Antonio Susini, con repliche anche di dimensioni più contenute per venire incontro alle svariate esigenze del pubblico, trovando un posto d'onore anche nel dipinto del 1628 di Willem van Haecht il Giovane raffigurante la Galleria di Cornelis van der Geest: qui un bronzetto modellato come un toro analogo a quello presentato in catalogo è posto su un tavolo, in primo piano assieme ad altri bronzi attribuiti al Giambologna.

Stima   € 3.500 / 5.500
     Firenze, secolo XVII
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Firenze, secolo XVII

Firenze, secolo XVII

CAVALLO RAMPANTE

in bronzo patinato, su base circolare modanata in marmo nero del Belgio, cm 22x17x10 complessivamente, cavallo alt. cm 15

 

Florentine, 17th century, a rearing horse

Stima   € 4.000 / 6.000
Aggiudicazione:  Registrazione
     Da Giambologna, secolo XVII
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Da Giambologna, secolo XVII

Da Giambologna, secolo XVII

MARTE

in bronzo, alt. cm 38,5, su base in legno ebanizzato e modanato, alt. cm 12,8

 

After Giambologna, 17th century, Mars

 

Bibliografia di confronto

C. Avery, La Spezia, Museo Civico Amedeo Lia, Sculture, Bronzetti, Placchette, Medaglie, Cinisello Balsamo (Mi) 1998, p. 239 n. 158

 

Si tratta di un esemplare derivante dal modello di Giambologna (Douai 1529 - Firenze 1608), creazione tra le più conosciute dello scultore e più volte riproposto già a partire dalla fine del secolo XVI. Variamente descritto nelle fonti come Marte o come Gladiatore, il primo riferimento documentario risale al 1587, quando la Kunstkammer di Dresda inventariò la versione donata da Giambologna a Cristiano I, Principe Elettore di Sassonia, sebbene il primo modello potrebbe risalire anche al decennio precedente.

Stima   € 4.000 / 6.000
Aggiudicazione:  Registrazione
     Arte Bizantina
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Arte Bizantina

Arte Bizantina

COSTANTINO ED ELENA

placchetta rettangolare in bronzo, cm 5,2x5,4, incassata entro cornice in ulivo, cm 7,2x6,6

 

Byzantine Art, Costantino and Elena

Stima   € 800 / 1.200
     Toscana, secolo XV
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Toscana, secolo XV

Toscana, secolo XV

MADONNA ADDOLORATA

terminale di croce in bronzo dorato ad altorilievo entro formella mistilinea, cm 9,7x9x2,3, montato su base in ferro

 

Tuscan, 15th century, Mourning Virgin

 

Stima   € 500 / 800
Aggiudicazione:  Registrazione
     Lombardia, secolo XVII
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Lombardia, secolo XVII

Lombardia, secolo XVII

DIO PADRE BENEDICENTE

placca d’applique di forma ovale in vetro con bordo profilato a ovoli dorati, Dio in vetro dorato raffigurato in atto di benedire e con il globo in mano, cm 7,5x6

 

Lombard, 17th century, God the Father

Stima   € 800 / 1.200
     Nicola da Guardiagrele (Guardiagrele, Chieti 1385 - 1462 circa)
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Nicola da Guardiagrele (Guardiagrele, Chieti 1385 - 1462 circa)

Nicola da Guardiagrele (Guardiagrele, Chieti 1385 - 1462 circa)

SAN BARTOLOMEO E SANTO APOSTOLO

in lamina d’argento, alt. cm 7 e cm 7,5, montati su supporto rivestito in velluto rosso, cm 14,5x9x6,5

 

Nicola da Guardiagrele (Guardiagrele, Chieti 1385 - 1462 circa), Saint Bartholomew and Saint Apostle

 

 

Stima   € 2.000 / 3.000
Aggiudicazione:  Registrazione
     Italia Centrale, secolo XVI
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Italia Centrale, secolo XVI

Italia Centrale, secolo XVI

SAN MATTEO E L’ANGELO

placchetta in bronzo dorato scolpito a bassorilievo, cm 7,5x5,2, montato su supporto di forma centinata rivestito in velluto rosso, cm 13,6x10x7,2

 

Central Italian, 16th century, Saint Matthew and the Angel

 

 

Stima   € 500 / 800
     Toscana, inizi secolo XVII
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Toscana, inizi secolo XVII

Toscana, inizi secolo XVII

RELIQUIARIO

in bronzo e rame dorato sbalzati e cesellati. Base circolare, fusto a sezione cilindrica con nodo piriforme sormontato da foglie che ritornano anche alla base della teca. Quest’ultima ha aperture scandite da semicolonne con capitelli dorici ed è sormontata da una cupola decorata da embricatura con finale a Croce.

Il reliquiario presenta elementi tipicamente rinascimentali, fra tutti l’uso della teca architettonica fra semicolonne doriche, ed è databile già alla prima parte del secolo XVII per la presenza del nodo piriforme e dell’embricatura a decoro della cupola; alt. cm 20

 

Tuscan, early 17th century, a reliquary

 

Bibliografia di confronto

M. Collareta, A. Capitanio (a cura di), Oreficeria Sacra Italiana, Museo del Bargello, Firenze 1990, n. 73 pp. 234-235

Stima   € 800 / 1.200
Aggiudicazione:  Registrazione
     Italia Centrale, secolo XVII
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Italia Centrale, secolo XVII

Italia Centrale, secolo XVII

RELIQUIARIO

in rame e bronzo dorati e argento, base circolare gradinata con iscrizione S • MARIE • MADALENE • RELIQUIE entro cornice di foglie, fusto con nodo piriforme decorato anch’esso da foglie e fascia centrale con iscrizione SOR • MADALENA • IACOMINI. La teca, poggiante su corolla, è di forma architettonica a pianta quadrata con semicolonne doriche ai quattro angoli e cupola ornata da racemi vegetali in rilievo, pinnacoli e volti di cherubini applicati; l’estremità termina con una croce, alt. cm 35,5

 

Central Italian, 17th century, a reliquary

Stima   € 1.800 / 2.500
Aggiudicazione:  Registrazione
     Toscana, fine secolo XVI
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Toscana, fine secolo XVI

Toscana, fine secolo XVI

RELIQUIARIO

in bronzo e rame fuso, cesellato,  inciso e dorato, base circolare ornata da simboli della Passione entro riserve sagomate, fusto a sezione circolare con ampio nodo ovoidale su cui si svolgono le rappresentazioni della Croce, dell’Ecce Homo e degli strumenti e simboli della Passione. La struttura della teca ha forma circolare con aperture scandite da cariatidi e poggia su un’ampia base cesellata con teste di cherubini che sorreggono festoni. Il coperchio, analogamente decorato, ha il finale in forma di Crocefisso; alt. cm 37,5

 

Tuscan, late 16th century, a reliquary

 

La forma architettonica dell’opera rientra pienamente nel periodo artistico della “Rinascenza” in cui proliferavano le speculazioni teoriche sugli edifici a pianta centrale. Stilisticamente complesso nel decoro per la compresenza di elementi come le teste di cherubini con festoni, che decorano la base e il coperchio della teca, o le cariatidi della stessa, il reliquiario dimostra di essere un’opera creata per mano di un orefice ben aggiornato sugli allora “moderni” gusti artistici rinascimentali. Per la ricchezza degli sbalzi e dei ceselli e per la forma strutturale, l’opera è ben paragonabile con il reliquiario dei Santi Pietro e Paolo della Chiesa di San Salvatore di Ognissanti a Firenze, realizzato da manifattura fiorentina della fine del XVI secolo

Stima   € 1.200 / 1.800
Aggiudicazione:  Registrazione
     Lombardia, inizi secolo XVI
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Lombardia, inizi secolo XVI

Lombardia, inizi secolo XVI

RELIQUIARIO

in argento, bronzo e rame dorato incisi, sbalzati e cesellati. Sulla base mistilinea, gradinata e decorata da motivi vegetali interrotti da un motivo di chiavi incrociate entro riserve intrecciate, ricade un cespo d’acanto. Fusto con due rocchetti a sezione esagonale che presentano tracce di smalti; il nodo schiacciato presenta fascia mediana iscritta con riferimento a una santa badessa del Monastero di San Lazaro di Betania ed è ornato da elementi a palmetta esplosa. La teca a ostensorio è racchiusa tra due colonne e poggia su una corolla di acanto. La cupola sovrastante presenta anch’essa un decoro a palmetta esplosa e alla sua estremità si trova una figura di Santa con libro; alt. cm 35,5

 

Lombard, early 16th century, a reliquary

 

Bibliografia di confronto

M. Collareta, A Capitanio (a cura di), Oreficeria Sacra Italiana, Museo del Bargello, Firenze 1990, n. 59 pp. 208, 209, 210 e n. 63, p. 220

 

Il reliquiario presenta caratteri del lessico decorativo rinascimentale, si veda l’uso dell’elemento a palmetta esplosa, affiancati ad elementi strutturali ancora tipicamente gotici, come la base mistilinea. Questa caratteristica permette di inquadrarlo nella produzione di oreficeria sacra lombarda nel periodo in cui, tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, accolse le “antiche” forme gotiche dentro le “moderne” linee decorative rinascimentali.

Stima   € 2.000 / 3.000
Aggiudicazione:  Registrazione
     Firenze, secolo XVII
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Firenze, secolo XVII

Firenze, secolo XVII

CORNICE

di forma ottagonale in ebano e pietre dure con applicazioni in bronzo dorato, battuta a gole lisce su sagoma a cassetta in commesso di diaspro giallo con medaglioni ovali in lapislazzulo a ornare gli angoli, fascia rilevata a gole lisce e rovesce alla quale si applicano all'esterno di ogni lato decori in bronzo dorato scolpiti a giorno in foggia di volute alternate a fregi vegetali; ingombro cm 24,8x22,4, luce cm 9,3x6,9

 

Florentine, 17th century, a frame

Stima   € 2.300 / 3.500
Aggiudicazione:  Registrazione
     Francia, periodo Neoclassico
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Francia, periodo Neoclassico

Francia, periodo Neoclassico

FIGURA DI PRIGIONIERO

in bronzo raffigurante prigioniero legato con una catena a una colonna in marmo con basamento in bronzo, su base in marmo nero scolpita in foggia di tre gradoni, cm 37x21,5x14,2

 

French, Neoclassical period, figure of a prisoner

 

La figura è una vera e propria citazione da uno dei due personaggi dei Cavalli di Marly (“Chevaux de Marly”), un colossale gruppo scultoreo realizzato in marmo di Carrara da Guillaume Coustou, nipote e allievo di Antoine Coysevox. Raffigurante due cavalli impennati con il loro “domatore”, l’opera fu commissionata da Luigi XV di Francia per l’Abreuvoir del castello di Marly e fu posta in opera nel 1745. Considerato da subito come un capolavoro della scultura nazionale francese, il gruppo riuscì a salvarsi dalla distruzione del Castello di Marly durante la rivoluzione francese e nel 1795 fu collocato, per ordine del pittore David, in Place de la Révolution (attuale Place de la Concorde) all'ingresso agli Champs-Élysées; sostituito in seguito da una copia, si trova oggi all’interno del Louvre. Il notevole successo che il gruppo ebbe fin da subito è ben dimostrato dalle numerose repliche del quale fu oggetto, molte delle quali in scala ridotta, tra le quali si può annoverare il nostro esemplare. La particolare composizione, in cui il domatore di cavalli diventa uno schiavo incatenato a una sorta di essenziale capriccio architettonico composto da una colonna di marmo in rovina, ci porta ad avvicinare quest’opera a quella particolare tipologia di “souvenir” che gli artisti del tempo realizzavano per coloro che intraprendevano il Grand Tour, viaggiatori desiderosi di portarsi al casa, al rientro, un ricordo della loro avventura alla scoperta dell’Europa.

Stima   € 4.500 / 6.500
     Firenze, secolo XVIII
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Firenze, secolo XVIII

Firenze, secolo XVIII

BUSTO DI VENERE

bronzo con tracce di doratura, alt. busto cm 54; montata su base circolare in scagliola, cm 65x44x20 complessivamente

 

Florentine, 18th century, a marble bust of the Venus de' Medici

 

Bibliografia di riferimento

T. Montanari, D. Zikos (a cura di), La fabbrica della bellezza, Firenze 2017, pp. 112-113 n. 1

 

Questo busto si rifà in maniera evidente alla famosa Venere de’ Medici, scultura rinvenuta a Roma presso le terme di Traiano nella vigna del vescovo di Viterbo Sebastiano Gualtieri, acquistata nel 1566 da Alfonso d’Este e ceduta qualche anno più tardi, nel 1575, a Ferdinando de’ Medici, che decise di esporla tra le antichità di Villa Medici a Roma. Nel 1677 fu trasferita a Firenze insieme a capolavori quali l’Arrotino e i Lottatori, per essere esposta nell’ambiente più prezioso degli Uffizi, la Tribuna, e diventare simbolo dell’intera raccolta museale fiorentina.

La Venere de’ Medici fu una delle sculture antiche maggiormente riprodotte in età barocca, e tra gli artisti che si cimentarono in quest’impresa va sicuramente menzionato lo scultore Massimiliano Soldani Benzi (Montevarchi 1656 - Firenze 1740), autore tra l’altro di una copia in bronzo a grandezza naturale fusa nel 1702 su commissione del principe del Liechtenstein, tutt’ora in collezione (Vaduz-Vienna, The Princely Collections, inv. SK 537), e di altre copie di diverse dimensioni.

 

Stima   € 15.000 / 25.000
Aggiudicazione:  Registrazione
     Firenze, secolo XVII
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Firenze, secolo XVII

Firenze, secolo XVII

FAUNO DANZANTE

in bronzo, su base circolare modanata in bronzo, alt. cm 34 complessivamente

 

Florentine, 17th century, dancing faun

 

Il bronzetto trova il suo modello di riferimento in una replica romana di un esemplare ellenistico del III secolo a. C. appartenente alle collezioni medicee della Tribuna di Firenze, nel Museo degli Uffizi

Stima   € 2.500 / 4.000
Aggiudicazione:  Registrazione
     A. Röhrich, Roma, 1830 circa
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A. Röhrich, Roma, 1830 circa

A. Röhrich, Roma, 1830 circa

ERCOLE FARNESE

in bronzo su base rettangolare modanata, firmato lateralmente sulla base "A. Rochrich Roma", alt. cm 33,5

 

A. Röhrich, Roman, circa 1830, Farnese Hercules

 

Attivo a Roma tra la fine del XVIII secolo e la prima metà del XIX, Röhrich era specializzato nella riproduzione bronzea di modelli antichi, gareggiando con il laboratorio di Benedetto Boschetti nel commercio di oggetti destinati ai turisti. In questo caso, lo scultore riprende la modellistica ellenistica dell’Ercole Farnese, conservata al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove l’eroe è ritratto in posa rilassata al termine delle fatiche affrontate.

 

 

Stima   € 2.500 / 4.000
Aggiudicazione:  Registrazione
     Severo Calzetta da Ravenna? (Ravenna 1465 circa - 1543 circa)
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Severo Calzetta da Ravenna? (Ravenna 1465 circa - 1543 circa)

Severo Calzetta da Ravenna? (Ravenna 1465 circa - 1543 circa)

BACCO

in bronzo, raffigurato stante nell’atto di portarsi alla bocca con una mano un grappolo di uva, mentre l’altra tiene un fascio di uva e altri frutti e poggia su un tronco di albero sul quale si arrampica una pantera, base in legno ebanizzato con corpo svasato modanata alle estremità, cm 41x12x10, Bacco alt. cm 32,5

 

Severo Calzetta da Ravenna? (Ravenna circa 1465 - circa 1543), Bacchus

Stima   € 5.000 / 7.000
     Italia centrale, secolo XVII
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Italia centrale, secolo XVII

Italia centrale, secolo XVII

STEMMA DELLA FAMIGLIA D’ESTE MARTINOZZI MAZZARINO

in pietra scolpita, cm 90x82

 

Central Italian, 17th century, armorial panel of the family d’Este Martinozzi Mazzarino

 

L’importante stemma documenta il matrimonio fra Alfonso IV d’Este (1636-1662), duca di Modena e Reggio, e Laura Martinozzi, una delle cosiddette Mazarinettes, le famose nipoti del potente cardinale Mazzarino, unione che generò la futura moglie di Giacomo II d'Inghilterra, Maria Beatrice d’Este. Sulla sinistra dunque è stata scolpita l’arma della famiglia estense con aquile bicefale, gigli e al centro aquila con tiara e chiavi, mentre sulla destra quella della famiglia Martinozzi Mazzarino dove spicca il fascio di verghe e scure con banda caricata da tre stelle dei Mazzarino.

Stima   € 5.000 / 8.000
     Italia Centrale, secolo XVII
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Italia Centrale, secolo XVII

Italia Centrale, secolo XVII

COPPIA DI CHERUBINI

in marmo bianco, raffigurati con ali socchiuse, cm 65x41x25 e cm 56x46x25, completi di basi in ferro

 

Central Italian, 17th century, a pair of cherubs

Stima   € 5.000 / 7.000
1 - 30  di 164 LOTTI