Archeologia

Archeologia

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo

18 DICEMBRE 2019
ore 15.30

Esposizione

FIRENZE
Giovedì        12 dicembre   10-18
Venerdì        13 dicembre   10-18
Sabato         14 dicembre   10-18
Domenica    15 dicembre   10-18
Lunedì         16 dicembre   10-18

Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
info@pandolfini.it

Tutte le categorie

Visualizzazione tipo lista
Visualizzazione tipo griglia
91 - 120  di 212 LOTTI
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TESTA DI ZEUS AMMONE

MONDO ELLENISTICO, III-II SECOLO a.C.

 

Testa di Zeus Ammone in marmo bianco a grana fine, probabilmente pentelico. Fratta alla base del collo, la testa è caratterizzata dal volto di un uomo di età matura, nel pieno del suo vigore. Il tratti sono resi con tenui e sensibili passaggi di piano, che accentuano il modellato soprattutto in corrispondenza degli zigomi, delle tempie e delle arcate sopraorbitarie. Il volto è quadrangolare, robusto, il naso diritto, la bocca piccola e con labbra carnose. Una ricca barba copre il tratto inferiore delle gote. La capigliatura presenta due masse dipartite separate da una scriminatura centrale. Queste masse coprono le corna di montone del dio poste all’altezza delle orecchie. Sul retro i capelli si annodano in una grande massa da cui pendono due bende. Se l’incarnato del dio è reso dalla politura del marmo, la consistenza dei capelli e della barba è resa da superfici scabre. H. 14 cm.

Questa testina, prodotto di fine qualità, presenta il dio Zeus Ammone con il suo peculiare attributo delle corna ovine: a differenza di quanto avviene in altre raffigurazioni della stessa divinità, in cui le corna tendono ad essere particolarmente accentuate, in questo caso, queste si limitano ad essere piccole volute al posto delle orecchie, ben visibili di scorcio.

 

Provenienza

Collezione privata, Svizzera

Collezione privata, US (acquisto nel 1988)

Ward and Company Fine Art, inv. (acquisto 27.10.2005)

Charles Ede Ltd., London (acquisto 25.04.2007)

Collezione privata

 

Lotto corredato di attestato di libera circolazione

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Stima    18.000 / 25.000
Λ L'opera è corredata di certificato di libera circolazione
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CRATERE

ATENE, SECONDO QUARTO DEL V SECOLO a.C.

 

Cratere a colonnette con orlo inclinato verso l’esterno, collo troncoconico, corpo ovoidale, piede a doppio echino. Le anse verticali sono poste sulla spalla e si inseriscono sull’orlo mediante una placchetta.

La decorazione figurata è posta in ampi riquadri metopali marginati ai lati da coppie di punti e sopra da linguette verticali. Lato A: al centro Dioniso in movimento verso sinistra, retrospiciente, tiene nella mano destra un kantharos, mentre nella sinistra regge un tralcio di vite. Davanti al dio è un satiro nudo coronato con una pelle animale appesa al braccio. Il dio è accompagnato da una capra e si volge verso una figura femminile completamente vestita che suona una cetra. Lato B: figura femminile (menade) con in mano una torcia, fra satiri itifallici danzanti. La decorazione secondaria consiste in palmette e corona di boccioli sull’orlo e sul collo, corona di raggi sul piede. Diam. orlo 32 cm; h. 37,8 cm

Questo grande cratere è stato realizzato nel Kerameikos di Atene nel secondo quarto del V secolo a.C. ed è stato ascritto da sir J.D. Beazley - Paralipomena (Oxford 1971), p. 393, n. 26bis – alla produzione dei primi manieristi, ceramografi che si ispiravano in età classica ai capolavori formali del tardo arcaismo (su cui, concentrato più sulla fase avanzata del fenomeno T. Mannack, The Late Mannerists in Athenian Vase-Painting, Oxford 2001). Il vaso è schedato nel Beazley Archive Pottery Database al numero 255753.

 

Provenienza

Collezione prof. dr. G. Marschall (1913 - 1997)

Gorny & Mosch, 2017, asta 248, lotto 3

 

Lotto corredato di attestato di libera circolazione

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Stima    10.000 / 15.000
Λ L'opera è corredata di certificato di libera circolazione
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KYLIX

ATENE, FINE VI - INIZIO V SECOLO a.C.

 

Grande kylix con orlo indistinto arrotondato, ampia vasca non profonda, piede a profilo concavo con discontinuità nel suo tratto inferiore. Due grandi anse orizzontali sono impostate a metà circa della vasca. La decorazione, a figure rosse, occupa un tondo all’interno della vasca e un’ampia fascia su entrambi i lati. Entro il tondo compare un giovane uomo nudo (atleta o comaste?) in movimento verso destra e retrospiciente. I lati della coppa sono di qualità analoga - non è pertanto possibile riconoscere dei veri e propri lati A e B – e presentano cinque comasti su ogni lato, raffigurati mentre attingono al cratere o danzano nudi. Su entrambi i lati della figura si vedono resti di testi: καλος (bello)… ο παις (il ragazzo). Diam. vasca 34 cm, lung. max. 43,2, h.12 cm.

Questa grande coppa, databile con ogni probabilità a poco dopo il 500 a.C. e decorata con una scena di komos presenta stringenti affinità con la produzione del pittore di Epeleios, cui può con ogni probabilità essere attribuito. Si confrontino per esempio, le coppe al Metropolitan Museum of Art (inv. 09.221.48, J.D. Beazley, ARV 2 , p. 146, n.5; BAD 201293 e inv. 96.18.71, J.D. Beazley, ARV 2 , p. 147, n. 14, BAD 201302), quella a Brussels, Musees Royaux, inv. A3407, J.D. Beazley, ARV 2 , p. 146, n.7; BAD 201295 - in particolare per la figura nel tondo.

 

Provenienza

Collezione privata (prima della seconda guerra mondiale)

Collezione privata (anni ‘50)

Collezione privata

Stima    2.000 / 4.000
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KALPIS

ATENE, 470 a.C. circa

 

Kalpis (hydria a profilo continuo) attica con corpo ovoidale compresso, orlo a tesa con labbro rovesciato, basso piede conico. Sul punto di massima espansione sono poste due anse orizzontali a sezione circolare; un’altra ansa è sul retro del vaso. La decorazione, a figure rosse, consiste in due grandi figure femminili alate (Nikai) volte a sinistra. Le due nikai sono raffigurate mentre portano l’una un’ hydria e l’altra una kalpis e una patera ombelicata. Fini tratti a vernice bruna rendono i dettagli elaborati delle vesti e delle ali delle figure. La scena è delimitata inferiormente da una fascia campita da meandri e croci di sant’andrea. Un motivo a merli copre il tratto rovescio dell’orlo. H. 26,5 cm; diam. orlo 12 cm.

Questo vaso, un contenitore per liquidi, può essere ascritto ad un’officina operante nel Kerameikos di Atene, intorno al 470 a.C. circa: nonostante il vaso sia ricomposto da frammenti la qualità formale e disegnativa del pezzo è chiaramente riscontrabile. Il soggetto (nike raffigurata nell’atto di portare un contenitore con liquidi) è lo stesso che compare su un’altra  kalpis a figure rosse a Varsavia, Museo Nazionale, inv. 142228 (J.D. Beazley, ARV 2 , p. 496, n. 8; BAD 205993), e su di una lekythos al Metropolitan Museum di New York, inv. 07.286.67 (J.D. Beazley, ARV 2 , p. 641, n. 90; BAD 207442)

 

Provenienza

Joseph Khawam e co. Antiquities, Cairo (acquisto 7.10.1973)

Documento di importazione dogana di Segrate (7.11.74)

Collezione privata

 

La Soprintendenza di Firenze ha intenzione di dichiarare l’interesse archeologico particolarmente importante di questo lotto

Stima    2.400 / 3.500
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CRATERE

ATENE, FINE VI SECOLO a.C. - INIZIO V SECOLO a.C.

 

Cratere a colonnette, con orlo appiattito, collo troncoconico, corpo ovoidale, piede a doppio echino. Le anse verticali sono poste sulla spalla e si inseriscono sull’orlo mediante una placchetta. Il lato A, meno conservato, è decorato da una scena di partenza di Dioniso, il dio del vino e dell’ebbrezza, su una quadriga volta a destra, mentre due menadi ed una terza figura lo salutano; nella scena compaiono tralci di vite. Il lato B è decorato da una scena di komos, con una danza di due satiri e due menadi, una delle quali solleva dei crotali. I satiri sono nudi, le menadi vestite con pelli di capretti sopra le loro vesti. La decorazione secondaria, sulla tesa dell’orlo, mostra pantere gradienti a sinistra ed erbivori a destra, mentre lo spazio delle placchette presenta due palmette. H. 34,5 cm; diam orlo 28,5 cm

Questo cratere, contenitore destinato a mescolare vino ed acqua durante i banchetti antichi, è decorato con un’esaltazione della bevanda, del suo dio e dei suoi effetti. Se il lato A presenta infatti il dio in atto di partire (o di arrivare), le menadi e i satiri sul lato B alludono agli effetti del vino sui simposiasti. Dal punto di vista stilistico, il cratere può essere avvicinato, se non attribuito, al pittore del Louvre C11287, noto solo da altri quattro crateri decorati con scene dionisiache. Lo si confronti in particolare, oltre che con il vaso eponimo, anche con un cratere al Museo Nazionale di Agrigento (inv. R 143: A. Calderone, CVA Agrigento 1, Roma 1985, pp. 8-9, tav. 7).

 

Provenienza

Collezione privata

Pandolfini 18 dicembre 1998, lotto 204

Collezione privata

 

Oggetto dichiarato d’interesse archeologico particolarmente importante (D.M. 22 gennaio 1986)

Stima    4.500 / 6.500
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TOGATO

MONDO ROMANO, I SECOLO a.C.

 

Scultura in calcare compatto, di dimensioni monumentali, raffigurante una figura maschile stante, con il peso sulla gamba sinistra e la gamba destra lievemente arretrata e flessa. L’uomo è totalmente avvolto nella toga, con la mano sinistra a stringere l’umbo della veste e il braccio destro allungato lungo il fianco, anche in quel caso la mano tiene un tratto del sinus. La testa, in marmo bianco, non è pertinente ed è di dimensioni ancora più grandi della scultura. Il limite inferiore della veste è sopra il polpaccio, lascia scoperte parte delle gambe e i piedi della figura, che indossa dei sandali molto elaborati. H. 220 cm.

Destinata a essere posta entro una grande nicchia (il retro è solo sommariamente sbozzato), questa scultura, che possiamo immaginare essere una statua onorifica o funeraria, presenta un ricco civis romanus nel suo abito più tradizionale e ideologicamente significativo, la toga, su cui si veda la recente pubblicazione: M. Tellenbach, R. Schulz (a cura di), Die Macht der Toga: Dresscode im Römischen Weltreich, Berlin 2013. Ed è proprio la veste, con le numerose pieghe e l’elaborata forma, ad essere il vero soggetto della scultura: il fatto che si arresti sopra le caviglie consente di datare la scultura al più tardi fra la fase finale della repubblica e gli anni del principato di Augusto.

 

Provenienza

Mercato antiquario, Austria

Collezione privata

 

Oggetto dichiarato d’interesse particolarmente importante (Toscana)

Stima    13.000 / 16.000
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Stima    3.500 / 5.500
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Stima    5.000 / 10.000
91 - 120  di 212 LOTTI