DIPINTI E SCULTURE DEL SECOLO XIX

DIPINTI E SCULTURE DEL SECOLO XIX

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo

26 NOVEMBRE 2019
Ore 16.30

Esposizione

FIRENZE
Venerdì       22 novembre  10-18
Sabato        23 novembre  10-18
Domenica    24 novembre  10-18
Lunedì         25 novembre  10-18

Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
info@pandolfini.it

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1 - 30  di 52 LOTTI
Pietro Paoletti
61

Pietro Paoletti

Pietro Paoletti

(Belluno 1801 - 1847)

IL TRIONFO DI ANFITRITE

1838

olio e tempera su tela, diam. cm 110

 

THE TRIUMPH OF ANFITRITE

1838

oil and tempera on panel, diam. 110 cm

 

Provenienza

Roma, palazzo Torlonia (demolito nel 1903), Sala di Telemaco

Collezione privata

 

Bibliografia

G. Dal Mas, Pietro Paoletti (1801-1847), Belluno 2001, pp. 123-124

G. Dal Mas, Ritrovata (e già identificata) un’opera perduta di Paoletti, in “L’Amico del Popolo. Giornale di informazione generale della provincia di Belluno”, 23 marzo 2002, n. 12

 

Cugino di Ippolito Caffi, allievo dell’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la prestigiosa guida di Giovanni De Min dal 1821, una volta trasferitosi a Roma Paoletti divenne una tra i più interessanti pittori classicisti attivi a Roma nella prima metà dell’Ottocento. Sulla scorta della lezione di De Min, di Francesco Hayez e Pelagio Palagi, Paoletti – come Francesco Podesti – seppe ammodernare il linguaggio neoclassico e accademico sulle istanze realiste che l’Europa iniziava a saggiare già negli anni trenta dell’Ottocento.

Insieme a De Min lavorò a Padova dal 1821 al 1824. Nel 1827 si trasferì a Roma, dove ricevette la committenza di una serie di affreschi per il palazzo Lucernari di via del Babuino progettato da Giuseppe Valadier (oggi Hotel de Russie) e l’incarico di affrescare la chiesa cattedrale di Rieti. A Rieti decora anche palazzo Ricci su commissione dell’erudito, letterato e storico dell’arte Amico Ricci.

 

Già artista di successo, attivo anche a Napoli e Montecassino, Paoletti salì a maggiore notorietà nel 1832, quando fu eletto papa con il nome di Gregorio XVI il concittadino bellunese Alberto Cappellari Della Colomba, che di Paoletti fu un grande protettore. Per volere del papa, nel settembre-ottobre del 1833 accompagna il cardinale Placido Zurla in un viaggio in Sicilia, cui poi eseguirà un reportage pittorico per il pontefice stesso.

Nel 1836 si impegna con il principe Torlonia per dipingere in due anni le decorazione ad olio e tempera su tela della Sala di Telemaco al piano nobile del palazzo Torlonia di piazza Venezia a Roma, poi abbattuto nel 1903 per fare spazio alla risistemazione urbanistica e viaria della piazza. Questa grande impresa decorativa fu ultimata tra il 1838 e il 1839 e comprendeva ben 25 dipinti di diverse dimensioni che decoravano le pareti e il soffitto di questo grande salone.

Come si nota chiaramente in una delle fotografie degli interni del palazzo scattate nel 1901-1902 prima che fosse distrutto, il dipinto di Paoletti qui presentato, l’unico dell’intera decorazione ad oggi superstite, era collocato sul soffitto della sala assieme ad altri dello stesso formato e di formato rettangolare.

Negli anni seguenti Paoletti continua a lavorare per i Torlonia. Nel 1842 si reca a Padova per affrescare una delle sale del celebre caffè Pedrocchi. Nel 1842 affresca il palazzo Thiene di Vicenza, nel 1844-1845 la chiesa di Santa Maria Formosa a Venezia (lavori distrutti da un bombardamento di guerra nel 1918).

Stima   € 10.000 / 15.000
Gaetano Gigante- GIGANTE GAETANO
62

Gaetano Gigante

Gaetano Gigante

(Napoli 1770 - 1840)

BALLO DELLA ZEZA

olio su tela, cm 76x121

firmato in basso a destra

 

ZEZA DANCE

oil on canvas, 76x121 cm

signed lower right

 

La scena di carnevale, meglio identificabile col Ballo della Zeza, è una rara rappresentazione di una scena in costume popolare di un festeggiamento tipico del Carnevale della tradizione campana. L'usanza di festeggiare il carnevale col Ballo rimanda alla memoria delle più antiche commedie atellane (cfr. E. Bidera, Passeggiate per Napoli e contorni, Napoli 1844), esibizioni di strada con spettatori improvvisati da lazzari e gente del popolo. La scena è incentrata sui quattro personaggi in primo piano, vestiti in costume, tra i quali si riconosce la celebre maschera di Pulcinella (B. Croce, I teatri di Napoli, Napoli 1891). Nella Zeza i quattro personaggi hanno ruoli prestabiliti e ballano con passo ritmico cadenzato improvvisando una burla da offrire agli astanti. I protagonisti sono Pulcinella (padre), Zeza (la madre), che vorrebbe indurre a maritare la figlia Porzia e don Nicola, vestito da notaio che minaccia con un pistolone Pulcinella perché ostinato a non maritare la figlia. La recita andava svolgendosi tradizionalmente nelle quattro domeniche prima di carnevale, a partire dal 17 gennaio in poi (giorno dedicato a Sant'Antonio Abate) presentando caratteristiche differenti di ballo a seconda delle province dalle quali prendeva origine. Secondo gli approfondimenti di carattere antropologico avanzati da Roberto de Simone (A. Rossi - R. de Simone, Carnevale si chiama Vincenzo, Roma 1978), tale forma di commedia popolare presentava diverse varianti a seconda dei personaggi e dei costumi che risalivano alle tradizioni di provincia alle quali si lega il Carnevale nei secoli. La rappresentazione della Zeza si presenta come una scena fondata sul ballo dove l'esibizione teatrale improvvisata parte, tuttavia, dalle regole di un intreccio a forma di stella ed un ruolo attivo determinante è assegnato alla partecipazione improvvisata del popolo di strada. Gaetano Gigante è un artista di tradizione colta, non frequente sul mercato, attivo tra fine sec. XVIII e inizi sec. XIX, noto per le sue "bambocciate" di carattere popolare. L'opera più antica, a noi nota, firmata e datata, conservata alla Reggia di Caserta, è il Banchetto all'Albergo dei poveri alla presenza di Gioacchino Murat (1811), mentre la più celebre Festa popolare alla Madonna dell'Arco (Napoli, Museo di San Martino) risale al 1825. Altri dipinti più tardi, sempre con soggetti di feste di tradizione campana (Ritorno della Festa di San Paolino a Nola o Il ritorno dalla festa di San Gennaro a Pozzuoli), documentano la sua partecipazione alle esposizioni biennali borboniche nel 1833 e nel 1835. La pittura di Gaetano Gigante, padre del più celebre Giacinto, si contraddistingue per un linguaggio corsivo e semplice che traduce la tradizione delle scene di genere di fine Settecento, per intenderci alla Fedele Fischetti, in una versione popolare, attingendo al grande patrimonio antropologico delle feste campane, in una maniera realistica di notevole guizzo cromatico. Allievo di Giacinto Diano, Gigante senior risente della maniera tardo-settecentesca di Pietro Fabris e Alessandro d'Anna per la misura elegante della composizione scenica, non disgiunta da un'attenzione precipua alla tradizione scultorea presepiale di tradizione napoletana, di cui è ben nota la passione collezionista di famiglia (Sergio Ortolani, La pittura di paesaggio a Napoli e in Italia dal '600 all'800, a cura di Luisa Martorelli, Franco di Mauro ed., Napoli 2009). Il soggetto del Gigante, d’interesse così particolare, non ha precedenti. L’unica rappresentazione scenica della Zeza, nota a tutt’oggi, si riscontra in una versione, tuttavia molto diversa dalla nostra, di un piatto di maiolica napoletana di derivazione da una stampa del Seicento di Abraham Bosse (cfr. Guido Donatone, Maiolica napoletana del seicento, Napoli 1984, tav. 9). Sul retro del dipinto è visibile un’’etichetta con la scritta “M. De Baunly”, probabilmente il barone francese omonimo, primo tesoriere dell’’esercito napoleonico.

 Luisa Martorelli

Stima   € 35.000 / 50.000
Francesco Vinea- VINEA FRANCESCO
63

Francesco Vinea

Francesco Vinea

(Forlì 1845 - Firenze 1902)

IN OSTERIA

olio su tela, cm 60,5x91

firmato e datato "Firenze, 1892" in basso a destra

 

IN A TAVERN

oil on canvas, 60.5x91 cm

signed and dated "Firenze, 1892" lower right

Stima   € 5.000 / 8.000
Hermann Corrodi- CORRODI HERMANN
64

Hermann Corrodi

Hermann Corrodi

(Frascati 1844 - Roma 1905)

COSTIERA

olio su tela, cm 102x65

firmato e iscritto "Roma" in basso a sinistra

 

COSTIERA

oil on canvas, 102x65 cm

signed and inscribed "Roma" lower left

Stima   € 25.000 / 35.000
Giuseppe Haimann
65

Giuseppe Haimann

Giuseppe Haimann

(Milano 1828 - Alessandria d'Egitto 1883)

VEDUTA DI FIRENZE

olio su tela, cm 25x40

retro: etichetta della mostra La poesia agreste nell'Appenino Tosco Emiliano

 

VIEW OF FLORENCE

oil on canvas, 25x40 cm

on the reverse: label of the exhibition La poesia agreste nell'Appennino Tosco Emiliano

 

Esposizioni

La poesia agreste nell'Appennino Tosco Emiliano, Palazzo Malaspina, San Donato in Poggio, 27 settembre - 30 novembre 2015

Stima   € 1.200 / 1.800
Federico Moja- MOJA FEDERICO
66

Federico Moja

Federico Moja

(Milano 1802 - Dolo 1885)

SCORCIO DEL LAGO MAGGIORE

olio su tela, cm 55x73

firmato e datato "1852" in basso a sinistra

retro: sul telaio iscritto e firmato

 

LAKE MAGGIORE'S VIEW

oil on canvas, 55x73 cm

signed and dated "1852" lower left

on the reverse: on the stretcher inscribed and signed

Stima   € 3.500 / 4.500
Johann Baptist Berdellé
67

Johann Baptist Berdellé

Johann Baptist Berdellé
(Mayence 1813 - Munich 1876)
SIGFRIDO E LE TRE FIGLIE DEL RENO
olio su tela, cm 140x150
firmato in basso a sinistra "Berdelle"

SIEGFRID AND THE THREE RHINEMAIDENS
oil on canvas, 140x150 cm
signed lower left "Berdelle"

Il nostro dipinto raffigura una scena tratta dal Crepuscolo degli dei, quarta e ultima parte della tetralogia dell’Anello del Nibelungo di Richard Wagner, composta tra il 1853 e il 1874. Nell’atto terzo dell’opera le tre figlie del fiume Reno, Woglinde, Wellgunde e Flosshilde, giocano tra le onde e attendono l’arrivo di Sigfrido per la restituzione dell’anello d’oro. L’eroe, allontanandosi dagli altri cacciatori, giunge fino a loro ma non cede alle invocazioni delle ondine che predicono la sua imminente morte. Il soggetto dell’opera è ripreso dal mondo della mitologia nordica, dall'epopea tedesca del Nibelungenlied e dalle antiche saghe dell'EddaLe Rhinemaidens sono state descritte come personaggi seduttivi, giocosi, affascinanti, e dotate di grande bellezza, dalla quale deriva il loro ruolo di protettrici dell’oro. Sigfrido è invece qui ritratto con i suoi attributi, l’elmo e la spada magica che uccide al solo tocco.

Stima   € 12.000 / 18.000
Scuola tedesca, metà secolo XIX
68

Scuola tedesca, metà secolo XIX

Scuola tedesca, metà secolo XIX

FANCIULLA CON VASO DI FIORI

olio su tela, cm 87x63

 

German school, mid 19th century

YOUNG GIRL WITH A FLOWER VASE

oil on canvas, 87x63 cm

Stima   € 4.000 / 6.000
Urbano Lucchesi- LUCCHESI URBANO
69

Urbano Lucchesi

Urbano Lucchesi

(Lucca 1844 - Firenze 1906)

BUSTO DELLA PRINCIPESSA ELENA DEMIDOFF DI SAN DONATO

marmo, alt. cm 75

firmato e datato "1879"

 

BUST OF PRINCESS ELENA DEMIDOFF DI SAN DONATO

marble, h. 75 cm

signed and dated "1879"

 

Provenienza

S.A.R. Il principe Paolo di Jugoslavia

Sotheby's, Catalogo dell'Arredamento della Villa Demidoff, Pratolino, Firenze, 21-22-23-24 aprile 1969, lotto n. 192

Collezione privata

 

La bella scultura di Urbano Lucchesi che presentiamo in questa vendita è quasi a mezza figura, con  i capelli coperti da una mantiglia di trina, l’abito delimitato da una coroncina di fiori. Firmata e datata 1879 e con stemma sulla base, ritrae il busto della Principessa Elena Demidoff di San Donato, nata Troubetskoi.

La principessa Elena, nonna di  di S.A.R. il Principe Paolo di Jugoslavia, sposò il Principe Paulo Demidoff di San Donato nel 1870. Dopo la di lui morte, visse quasi sempre ad Odessa, e, ancora in vita, lasciò la proprietà di Pratolino a sua figlia Marie, principessa Abamalek Lazareff.

 

Stima   € 5.000 / 8.000
Vittorio Emanuele Bressanin- BRESSANIN VITTORIO EMANUELE
70

Vittorio Emanuele Bressanin

Vittorio Emanuele Bressanin

(Musile Di Piave 1860 - Venezia 1941)
EL BOCOLO DE SAN MARCO
olio su tela, cm 130x88,5
firmato e datato "88" in basso a destra

EL BOCOLO DE SAN MARCO
oil on canvas, 130x88.5 cm
signed and dated "88" lower right

Per i veneziani il 25 Aprile è ricorrenza assai più antica dell'attuale festa nazionale; si festeggiano il Patrono di Venezia San Marco Evangelista e la Festa del Bòcolo (bocciolo di rosa).In questa data ricorre la morte di San Marco le cui reliquie, che si trovavano in terra islamica ad Alessandria d'Egitto, furono avventurosamente traslate a Venezia nell'anno 828 da due leggendari mercanti veneziani: Buono da Malamocco e Rustico da Torcello.La tradizione popolare vuole che, nel giorno di San Marco, ad ogni donna venga regalato "il bocolo" come segno d'amore da parte del suo compagno. Sulle origini di questo dono ci sono due leggende. Una narra la storia del contrastato amore tra la nobildonna Maria Partecipazio ed il trovatore Tancredi. Nell'intento di superare gli ostacoli dati dalla diversità di classe sociale, Tancredi parte per la guerra cercando di ottenere una fama militare che lo renda degno di tanto altolocata sposa. Purtroppo però, dopo essersi valorosamente distinto agli ordini di Carlo Magno nella guerra contro i Mori di Spagna, cade ferito a morte sopra un roseto di rose bianche che si tingono di rosso con il suo sangue. Tancredi morente affida a Orlando il paladino un bocciolo di quel roseto perché lo consegni alla sua (di Tancredi, non di Orlando) amata. Orlando fedele alla promessa giunge a Venezia il giorno prima di San Marco e consegna alla nobildonna il bocciolo quale estremo messaggio d'amore del perito spasimante. La mattina seguente Maria Partecipazio viene trovata morta con il bocciolo rosso posato sul cuore e da allora gli amanti veneziani usano quel fiore come emblematico pegno d'amore.Secondo l'altra leggenda la tradizione del boccolo discende invece dal roseto che nasceva accanto alla tomba dell'Evangelista. Il roseto sarebbe stato donato a un marinaio della Giudecca di nome Basilio quale premio per la sua grande collaborazione nella trafugazione delle spoglie del Santo. Alla morte di Basilio il roseto, che era stato piantato nel giardino di casa, divenne il confine della proprietà suddivisa tra i due figli. Avvenne in seguito una rottura dell'armonia tra i due rami della famiglia e la pianta smise di fiorire. Un 25 aprile di molti anni dopo nacque amore a prima vista tra una fanciulla discendente da uno dei due rami e un giovane dell'altro ramo familiare. I due giovani si innamorarono guardandosi attraverso il roseto che separava i due orti. Il roseto accompagnò lo sbocciare dell'amore tra parti nemiche coprendosi di boccoli rossi, e il giovane cogliendone uno lo donò alla fanciulla.In ricordo di questo amore a lieto fine, che avrebbe restituito la pace tra le due famiglie, i veneziani offrono ancor oggi il boccolo rosso alla propria amata.
Stima   € 10.000 / 15.000
Augusto Benvenuti
71

Augusto Benvenuti

Augusto Benvenuti

(Venezia 1839 - 1899)

FIGURA DI GENTILUOMO  

bronzo, alt. cm 72, su base in legno dipinto alt. cm 101

firmato e datato "Venezia 1883"

 

PORTRAIT OF A GENTLEMAN

bronze, h. 72 cm, on a wooden base h. 101 cm

signed and dated "Venezia 1883"

 

Provenienza

Collezione privata

Stima   € 2.500 / 3.500
Vittorio Emanuele Bressanin- BRESSANIN VITTORIO EMANUELE
72

Vittorio Emanuele Bressanin

Vittorio Emanuele Bressanin

(Musile Di Piave 1860 - Venezia 1941)

CRISTO SPINATO

bronzo, alt. cm 45

firmato

 

BARBED WIRE CHRIST

bronze, h. 45 cm

signed

 

Provenienza

Collezione privata

Stima   € 1.800 / 3.000
Egisto Lancerotto- LANCEROTTO EGISTO
73

Egisto Lancerotto

Egisto Lancerotto

(Noale 1874 - Venezia 1916)

RITRATTO DI GIOVINETTO

olio su tela, 55x45,5

firmato in basso a destra

retro: etichetta della Bottega d'Arte di Livorno, sul telaio etichetta della collezione Giovanni Lazzara di Livorno

 

PORTRAIT OF A YOUNG MAN

oil on canvas, 55x45.5 cm

signed lower right

on the reverse: label of Bottega d'Arte Livorno, on the stretcher label of the collection Giovanni Lazzara in Livorno

 

Provenienza

Collezione Lazzara, Livorno

Bottega d'Arte, Livorno

Stima   € 1.500 / 2.500
Alessandro Milesi- MILESI ALESSANDRO
74

Alessandro Milesi

Alessandro Milesi

(Venezia 1856 - 1945)

IL RAGAZZO CON LA GABBIETTA

olio su tela, cm 60x48

firmato e iscritto "Venezia" in basso a destra

 

THE BOY WITH THE CAGE

oil on canvas, 60x48 cm

signed and inscribed "Venezia" lower right

Stima   € 3.500 / 5.000
Beppe Ciardi- CIARDI BEPPE
75

Beppe Ciardi

Beppe Ciardi

(Venezia 1875 - Quinto di Treviso 1932)

VENEZIA, LA SALUTE

olio su tela, cm 62x50

firmato in basso a destra

retro: firmato

 

VENICE, LA SALUTE

oil on canvas, 62x50 cm

signed lower right

on the reverse: signed

 

Il dipinto di Beppe Ciardi che presentiamo in questa vendita è databile al 1926, anno in cui l’artista si dedica a studiare la piccola figura della bimba davanti alla Chiesa della Salute a Venezia, elemento che si può riscontrare in alcuni dipinti pubblicati recentemente nella monografia dell’artista veneziano  come: Figurina rossa, Un giorno d’estate, Venezia, La Salute (cfr: A. Parronchi e S. Zampieri, Ciardi. Catalogo generale delle opere,Torino 2019, pag. 233 nn. 757, 758, 759, 760).

 

Stima   € 4.000 / 6.000
Alessandro Milesi- MILESI ALESSANDRO
76

Alessandro Milesi

Alessandro Milesi

(Venezia 1856 - 1945)

RITRATTO DI GIOVANNI TESORINI

olio su tela, cm 42x47

firmato, dedicato e datato "Venezia 26/4/1910" in basso a destra

retro: sul telaio timbro Galleria d'Arte Sacva di Bologna

 

PORTRAIT OF GIOVANNI TESORINI

oil on canvas, 42x47 cm

signed, dedicated and dated "Venezia 26/4/1910" lower right

on the reverse: on the stretcher stamp of Galleria d'Arte Sacva Bologna

Stima   € 3.500 / 4.500
Angelo Morbelli- MORBELLI ANGELO
77

Angelo Morbelli

Angelo Morbelli

(Alessandria 1853 - Milano 1919)

CANALE A MAZZORBO

olio su tela, cm 71,5x90

firmato e datato "1911" in basso a sinistra

retro: sul telaio timbri della Galleria Sacerdoti di Milano

 

CANAL IN MAZZORBO

oil on canvas, 71.5x90 cm

signed and dated "1911" lower left

on the reverse: on the stretcher stamps of the Galleria Sacerdoti in Milan

 

Provenienza

Galleria Edmondo Sacerdoti, Milano

Collezione privata

 

Dipinto di calcolata essenzialità ed equilibrio compositivo, condotto mediante un linguaggio divisionista raffinato e maturo, Tramonto sul canale di Mazzorbo, datato 1911, mai esposto vivente l’artista se non con altro titolo, è senza alcun dubbio, tra i lavori imperniati sul paesaggio della laguna veneziana elaborati da Morbelli fra il 1910 e il 1914, uno dei più significativi.

Come testimoniano i numerosi dipinti inviati dal pittore a pubbliche rassegne in quel giro di anni, tutti lavori ambientati alle prime luci dell’alba o a quelle del tramonto - tra questi sia sufficiente ricordare Era già l’ora che volge il desio… presentato nella sua prima redazione nell’autunno del 1910 a Milano nel corso dell’Esposizione Nazionale di Belle Arti, La prima messa e Tramonto a Burano inviati alla Mostra Internazionale di Roma del 1911 -, il soggiorno in laguna dei primi anni dieci si rivela particolarmente felice e proficuo per le sperimentazioni en plein air di Morbelli sulla luce e sul colore. Sfruttando al meglio i suggerimenti offerti dal luogo e dalla sua atmosfera, indagando con metodo il variare delle condizioni cromatico-luminose, Morbelli riesce, infatti, a licenziare dipinti di grande concretezza visiva e pittorica ma, nel contempo, anche di profonda suggestione emotiva. Dipinti, come nel caso di Tramonto sul canale di Mazzorbo, nei quali, in scoperta rottura con la raffigurazione aneddotica del mondo lagunare proposta da Favretto, da Nono, da Fragiacomo imperniata su scorci veristici animati da brani di vita quotidiana, Morbelli restituisce l’immagine di una Venezia crepuscolare, di una Venezia percepita come città al tramonto, di cui sensibilmente riesce a cogliere e trasmettere l’atmosfera di soffusa malinconia, propria del momento presente, nel quale nulla sopravvive degli antichi splendori e del glorioso passato.

Ed ecco che protagonista assoluto della tela qui proposta, visto in controluce e ravvivato solo da un ultimo fuggevole raggio di sole, è proprio un antico palazzo patrizio in rovina che, abbandonato da anni, si staglia silenzioso e inanimato sullo sfondo di un cielo percorso da nubi biancastre e languidamente si riflette sulle acque quasi immote della laguna.

Un’immagine di Venezia e della sua laguna, questa, non nuova, la quale trova riscontro e sostegno in campo letterario ne Le pietre di Venezia di John Ruskin, un vero e proprio inno alla bellezza, all’unicità ma anche alla fragilità di questa città, probabilmente noto all’artista alessandrino attraverso la traduzione di Alessandro Tomei pubblicata dall’editore Ulisse Carboni nel 1910, nel quale l’immagine di una Venezia da cartolina è accantonata a vantaggio della messa a fuoco degli aspetti più pertinenti di città “al tramonto”, aspetti che, come già i soggetti del Trivulzio affrontati negli anni precedenti, conducono Morbelli a “vedere” la città lagunare e le sue isole come luogo di attesa della fine. Lo spirito romantico che anima questa concezione, sotto l’aspetto più propriamente pittorico, trova puntuale espressione in una studiata gamma di rapporti cromoluminosi, di valenza evocativa e tendenzialmente simbolica, che consente al pittore di trasporre la veduta in un’immagine di struggente malinconia e di intensa suggestione psicologica, per cui il fatto pittorico, in sintonia con la teoria della Einfühlung, diventa visione di uno stato d’animo.

Di Tramonto sul canale di Mazzorbo ad oggi sono noti anche uno Studio dal vero nel quale il palazzo è colto tuttavia da un’angolazione diversa (olio su tela, 35 x 50, collezione privata), ed una redazione molto simile alla tela qui presentata, altrettanto suggestiva ed impegnata pur se di dimensioni inferiori e condotta ad impasto (olio su tela, 40 x 55, collezione privata).

Redazione, quest’ultima, che Morbelli avrebbe rielaborato nella tela in oggetto, non solo mediante   l’impiego di un fitto linguaggio divisionista, ma, anche, attraverso una sorta di ristrutturazione dell’impianto compositivo attuata tramite una riduzione della veduta agli elementi essenziali con la conseguente eliminazione di tutto ciò che riteneva superfluo al fine di raggiungere un’immagine assoluta e perfino “astratta” del luogo, un’immagine “oltre” la pura percezione visiva.

 

Giovanni Anzani, Elisabetta Chiodini

aprile 2018

 

Stima   € 80.000 / 120.000
Vittorio Cavalleri- CAVALLERI VITTORIO
78

Vittorio Cavalleri

Vittorio Cavalleri

(Torino 1860 - 1938)
NATURA MORTA CON CILIEGIE
olio su compensato, cm 55x69
firmato in basso a destra
retro: etichetta della mostra Vittorio Cavalleri nelle Collezioni Torinesi

STILL LIFE WITH CHERRIES
oil on plywood, 55x69 cm
signed lower right
on the reverse: label of the exhibition Vittorio Cavalleri nelle Collezioni Torinesi

 

Esposizioni

Vittorio Cavalleri nelle Collezioni Torinesi, Circolo degli artisti, Torino, 18 maggio - 9 giugno 1963

Bibliografia

A. Tomaselli, Vittorio Cavalleri nelle collezioni torinesi, catalogo della mostra (Palazzo Graneri, Torino, 18 maggio - 9 giugno 1963) a cura di A. Tomaselli, Torino 1963, n. 47

Vittorio Cavalleri, nato a Torino nel 1860 in una famiglia della piccola borghesia, si dedica inizialmente agli studi commerciali, trovando impiego in un negozio di stoffe. A diciotto anni, spinto dalla passione per la pittura, riesce ad iscriversi all’Accademia Albertina, dove segue i corsi di Enrico Gamba, Pier Celestino Gilardi e Andrea Gastaldi. Dopo aver conseguito il diploma nel 1883 espone per la prima volta al Circolo degli Artisti di Torino i quadri Sentiero e Raggio di sole. L’anno successivo consegue grande successo anche alla Promotrice delle Belle Arti, inaugurando una florida stagione presso questa rassegna. Amante della natura e della quiete, l’artista nel 1885 si stabilisce al Gerbido, nella periferia torinese, ospite della famiglia Gachet, presso la quale rimane sino alla morte avvenuta nel 1938. Cavalleri si dedica in particolare alla pittura di paesaggio, vivendo in immersione totale nella natura che lo circonda. Nella sua arte prevalgono l’attenzione al dato reale, alle variazioni atmosferiche e luministiche e una vena idilliaca. Uno dei  temi in cui riscontra maggior successo presso la critica e il pubblico sono le scene di genere, che figurano in numerose collezioni pubbliche e private. Le sue pennellate sono robuste, a tratti sintetiche, densi impasti luminosi influenzati dalla pittura francese vista nel suo viaggio a Parigi. Analizzando la sua opera, Marziano Bernardi scrisse: “Tutto lo interessava: il fulgore dell’estate come il niveo candore dell’inverno o l’opaco silenzio della nebbia autunnale; l’illimitata immensità del mare e la solenne ampiezza degli orizzonti subalpini; l’intimità di un salotto, come l’addensarsi d’un temporale sulla vuota campagna; l’atteggiamento d’un principe ed il gesto di una contadina; un bimbo ridente ed una vecchia assorta presso il fuoco; un giardino fiorito e un funerale; la gaiezza e la malinconia sia degli uomini che della natura. In ciascuno di questi argomenti egli metteva tutto se stesso, la sua raffinatezza di colorista, la sua bravura disegnativa, il senso innato della composizione, con uguale trasporto”. ( da M. Bernardi, Ottocento Piemontese, Torino 1946)

Stima   € 10.000 / 15.000
Vittorio Matteo Corcos- CORCOS VITTORIO MATTEO
79

Vittorio Matteo Corcos

Vittorio Matteo Corcos

(Livorno 1859 - Firenze 1933)

RITRATTO DI GENTILUOMO

olio su tela, cm 134x82,5                    

firmato e datato "1905" in basso a destra

retro: sul telaio targhetta con la scritta "Antonio Manetti 1853"

 

GENTLEMAN PORTRAIT

oil on canvas, 134x82.5 cm

signed and dated "1905" lower right

on the reverse: on the stretcher plaquette inscribed "Antonio Manetti 1853"

 

Il ritratto di Corcos qui presentato raffigura un gentiluomo d’aspetto distinto mentre fuma il sigaro e per la precisione un sigaro toscano.

Per tradizione orale gli attuali proprietari riferiscono notizie sul fatto che il ritrattato fosse di un imprenditore toscano e la targhetta in metallo apposta sul retro della cornice dell’opera, ancora quella originale, ne indicasse il nome, Antonio Manetti e la data di nascita 1853.

Stima   € 15.000 / 20.000
Giacomo Grosso- GROSSO GIACOMO
80

Giacomo Grosso

Giacomo Grosso

(Cambiano 1860 - Torino 1938)

RITRATTO DI SIGNORA IN PIAZZA CASTELLO A TORINO

olio su tela, cm 258x118, senza cornice

firmato in basso a destra

retro: sul telaio etichetta Guccio Gucci S.p.A.

 

PORTRAIT OF A LADY IN PIAZZA CASTELLO, TURIN

oil on canvas, 258x118 cm, unframed

signed lower right

on the reverse: on the stretcher label of Guccio Gucci S.p.A.

 

Provenienza

Guccio Gucci S.p.A.

Collezione privata

 

La grande tela di Giacomo Grosso raffigura un’elegante e affascinante signora torinese che attraversa piazza Castello, immersa nei suoi pensieri e intenta ad attraversare la piazza cittadina avvolta nell’elegante veste di velluto e la pelliccia. Una grande tela con un taglio compositivo trasversale, che risulta esser uno studio per la grande tela Ritratti che il pittore piemontese proporrà all’Esposizione Cinquantenaria Promotrice, Torino 1892, n. 344. La redazione finale dell’opera presentata alla Promotrice mostra però due gentildonne, entrambe elegantissime, che passeggiano per la fastosa piazza torinese. ( G. L. Marini, Giacomo Grosso, il pittore a Torino fra Ottocento e Novecento, Milano 1990, pagg. 138-139)

Stima   € 20.000 / 30.000
Santo Varni
81

Santo Varni

Santo Varni

(Genova 1807 - 1885)

BUSTO DELLA PRINCIPESSA MARGHERITA DI SAVOIA

marmo, alt. cm 75

 

BUST OF THE PRINCESS MARGHERITA DI SAVOIA

marble, h. 75 cm

 

La scultura qui presentata, per quanto comunicato oralmente agli attuali proprietari dal dott. Luca Leoncini, raffigura la Principessa Margherita di Savoia all'età di 18/20 anni e quindi la data di esecuzione potrebbe attestarsi tra gli anni  1868-70.

L'autografia dell'opera è stata confermata oralmente ai proprietari anche dalla dott.ssa Raffaella Fontanarossa.

Stima   € 7.000 / 10.000
Pierre Francis Connelly
82

Pierre Francis Connelly

Pierre Francis Connelly

(Grand Coteau, Louisiana 1841 - Roma 1932)

GLI AMANTI

bronzo, alt. cm 59      

firmato

        

THE LOVERS

bronze, h. 59 cm

signed

 

Provenienza

Collezione privata

 

Pierre Francis Connelly, conosciuto anche con i nomi di Frank o Pierce Francis Connelly, nacque a Grand Coteau in Lousiana nel 1841. Arrivato in Europa con la madre da bambino in Inghilterra, imparò a dipingere prima a Parigi, poi a Roma e nel 1860 si trasferì a Firenze per studiare con uno dei più famosi scultori americani, Hiram Powers. Esibì le sue sculture alla Royal Academy a Londra, dove catturò l’attenzione della Regina Vittoria, che gli commissionò un busto per la principessa.
Nel suo periodo fiorentino scolpì quelli che oggi sono i suoi lavori più importanti come Thetis, oggi al New York Museum of Fine Arts, Ophelia e Diana trasforma Atteone ma anche molte altre opere che furono in mostra all’esposizione centennale di Philadelphia, negli Stati Uniti, dove tornò nel 1876, ma da cui ripartì subito dopo alla volta della Nuova Zelanda. Passò il resto della vita a viaggiare fino a quando non tornò in Italia dove morì a Roma nel 1932.

Stima   € 1.500 / 2.500
Giovanni Boldini- BOLDINI GIOVANNI
83

Giovanni Boldini

Giovanni Boldini

(Ferrara 1842 - Parigi 1931)

STUDIO DI FIGURA FEMMINILE RECLINATA

matita nera su carta, cm 44x62

sul verso: studi a matita, iscrizione di Emilia Boldini Cardona in alto a destra datata "1931"

 

STUDY OF A RECLINING FEMALE FIGURE

black pencil on paper, 44x62 cm

on the verso: studies, inscription by Emilia Boldini Cardona upper right dated "1931"

 

Provenienza

Emilia Cardona Boldini, Pistoia

Collezione privata

 

Bibliografia

B. Doria (a cura di), Giovanni Boldini. Catalogo generale dei disegni, Milano 2011, n. 2348

Stima   € 10.000 / 15.000
Giovanni Boldini- BOLDINI GIOVANNI
84

Giovanni Boldini

Giovanni Boldini

(Ferrara 1842 - Parigi 1931)

TESTA DI MME LETELLIER E STUDIO DI NUDO

matita nera su carta, cm 44x55,5

cachet dell'atelier in basso a sinistra

sul verso: studi di figure femminili, iscrizione di Emilia Boldini Cardona in basso a destra

 

HEAD OF MME LETELLIER AND FEMALE NUDE

black pencil on paper, 44x55.5 cm

cachet of the atelier lower left

on the verso: studies of female figures, inscription by Emilia Boldini Cardona lower right

 

Provenienza

Emilia Cardona Boldini, Pistoia

Collezione privata

 

Bibliografia

B. Doria (a cura di), Giovanni Boldini. Catalogo generale dei disegni, Milano 2011, nn. 2346-2347

 

Stima   € 10.000 / 15.000
Federico Zandomeneghi- ZANDOMENEGHI FEDERICO
85

Federico Zandomeneghi

Federico Zandomeneghi

(Venezia 1841 - Paris 1917)
DORSO NUDO
olio su tela, cm 37,5x47

NAKED BACK
oil on canvas, 37.5x47 cm

Provenienza

Angelo Sommaruga, Parigi
Enrico Piceni, Milano
Collezione privata, Milano
Fondazione Enrico Piceni, Milano
Collezione privata

Bibliografia

Zandomeneghi, catalogo della mostra (Galerie Durand-Ruel, Parigi, 24 maggio – 28 luglio 1967), a cura di E. Piceni, Parigi 1967, n. 291
E. Piceni, Zandomeneghi, Milano 1967, n. 291
E. Piceni, Zandomeneghi, Busto Arsizio 1991, n. 291
C. Testi, M.G. Piceni, E. Piceni, Federico Zandomeneghi. Catalogo generale. Nuova edizione aggiornata ed ampliata, Milano 2006, p. 349, n. 697

L’opera che presentiamo in questa vendita, Dorso nudo, è uno studio preparatorio per l’opera La baigneuse, olio su tela, cm 92x73 firmata in basso a sinistra (crf: Piceni 1967, n. 292; Piceni 1991, n. 292; Piceni 2006, n. 698).
Stima   € 20.000 / 25.000
Francesco Gioli- GIOLI FRANCESCO
86

Francesco Gioli

Francesco Gioli

(San Frediano a Settimo 1846 - Firenze 1922)                                                   

IL RITORNO DELLE MAMME

olio su tela, cm 66x137

firmato in basso a destra

retro: cartiglio dell'Esposizione dell'Associazione degli Artisti Italiani di Firenze, cartiglio dell'Esposizione dell'Associazione degli Artisti Italiani di San Remo n. 102, cartiglio dell'XI Esposizione Internazionale d'Arte di venezia del 1914 n. 1301, cartiglio della Mostra di Francesco e Luigi Gioli del 1949 con il titolo "Il ritorno delle mamme", cartiglio della mostra La poesia agreste nell'Appennino Tosco Emiliano del 2015 con il titolo "Il ritorno delle mamme"

 

THE RETURN OF THE MOTHERS

oil on canvas, 66x137 cm

signed lower right

on the reverse: label of the exhibition of the Associazione degli Artisti Italiani in Florence, label of the exhibition of the Associazione degli Artisti Italiani in San Remo n. 102, label of the XI Esposizione Internazionale d'Arte of Venice 1914 n. 1301, label of the exhibition of Francesco and Luigi Gioli 1949 with the title "Il ritorno delle mamme", label of the exhibition La poesia Agreste nell'Appennino Tosco Emiliano 2015 with the title "Il ritorno delle mamme"

 

Esposizioni

Esposizione dell'Associazione degli Artisti Italiani, Firenze, 1877

XI Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, 1914

Mostra di Francesco e Luigi Gioli, Chiostro Nuovo, Firenze, 1949

La poesia agreste nell'Appennino Tosco Emiliano, Palazzo Malaspina, San Donato in Poggio, 27 settembre - 30 novembre 2015

 

Bibliogfrafia

F. Cagianelli, Francesco Gioli. Il sentimento del vero, Pisa 2002, p. 27

 

Se d’altra parte la riflessione sui capisaldi della ritrattistica internazionale si pone come una delle massime acquisizioni di questo primo soggiorno parigino, sarà ,come vedremo, in occasione del viaggio del 1878 che si chiariranno ulteriormente le tangenze di Gioli con le tendenze più attuali dei Salons parigini, basti pensare alla vicenda di Passa il viatico e alla nota redazione di Degas al cospetto di quest’ultima. Nel frattempo l’artista approfondisce, sulla scia di episodi veristi quali Un incontro, Il Guado, il filone delle tematiche agresti in Ritorno delle mamme (1877), presentato all’Esposizione dell’Incoraggiamento delle Belle Arti in Firenze e premiato “con menzione notevole”, insieme con Una fiera sull’Appennino di Stefano Bruzzi.

Giunge infatti ad animare  quest’opera  un soffio  di maggiore naturalezza, come rileva Bernardo Marrai, sulle pagine di Rivista Europea: “ Nel Ritorno delle mamme, del Gioli, che ci fa sovvenire di quel verso di Marziale Matremque plenam mollis agnus expectat, è pure colpito giusto il carattere, e reso molto bene l’effetto di luce nel fondo del quadro. Dalla tinta calda del cielo è evidente il far della sera; e quel campire sull’aria del gregge e dei pastori che lo guidano alla stalla, è bellissimo. E’ anche questa una scena veduta e studiata sul vero. Negli agnellini che escono dall’ovile dischiuso, belando e saltellando in cerca delle loro mamme, è una grande naturalezza. Sono proprio quelli i loro atti spontanei; e così fanno nel sottomettersi, raggiunte e riconosciute che le hanno, alle loro poppe, dimenando la coda”. (in: F.Cagianelli, Francesco Gioli, il sentimento del vero, Pisa 2001, pagg. 20-21)

Stima   € 5.000 / 8.000
Adolfo Feragutti Visconti- FERAGUTTI VISCONTI ADOLFO
87

Adolfo Feragutti Visconti

Adolfo Feragutti Visconti

(Pura 1850 - Milano 1924)

L'ATTESA

olio su tavola, cm 68,5x40

firmato in basso al centro

 

THE WAIT

oil on panel, 68.5x40 cm

signed lower centre

Stima   € 15.000 / 20.000
Emilio Gola- GOLA EMILIO
88

Emilio Gola

Emilio Gola

(Milano 1851 - 1923)

LAVANDAIA A MONDONICO (LAVANDAIE)                             

olio su tela, cm 53,5x80

firmato in basso a destra

retro: sul telaio bollino della collezione Luisa Feltrinelli Doria

 

LAUNDRYWOMAN IN MONDONICO (LAUNDRYWOMEN)

oil on canvas, 53.5x80 cm

signed lower right

on the reverse: on the stretcher stamp of the collection Luisa Feltrinelli Doria

 

Provenienza

Collezione Luisa Feltrinelli Doria

Collezione privata

 

Esposizioni

Pittura Lombarda del secondo Ottocento. Lo sguardo sulla realtà, Milano, Fiera, 28 ottobre – 11 dicembre 1994, n. 81

 

Bibliografia

Pittura Lombarda del secondo Ottocento. Lo sguardo sulla realtà, catalogo della mostra, (Milano, Fiera, 28 ottobre – 11 dicembre 1994), a cura di P. Biscottini, Milano 1994

Stima   € 10.000 / 15.000
Ekaterina Kachura-Falileeva
89

Ekaterina Kachura-Falileeva

Ekaterina Kachura-Falileeva

(Warszawa 1886 - Roma 1948)

MATERNITA'

pastelli su carta, cm 66x51

firmato in basso a destra

retro: iscritto "Katarina Katschura-Falileeva / Maternità / Pastello"

 

MOTHERHOOD

crayons on paper, 66x51 cm

signed lower right

on the reverse: inscribed "Katarina Katschura-Falileeva / Maternità / Pastello"

 

Provenienza

Collezine privata, Roma

 

Terminati gli studi nel 1903 al ginnasio femminile di Kamenec-Podol'skij, dal 1907 al 1914 studia all'Accademia imperiale di Belle Arti di Pietroburgo, dove conosce il futuro marito, il pittore e incisore Vadim Dmitrieviè Falileev che sposa nel 1909 e con il quale si trasferisce a Roma nel 1910. Segue il marito nei successivi viaggi a Parigi e in Italia: nel 1912 visita Venezia, Napoli, Firenze e Capri, dove frequenta Maksim Gor'kiJ e gli artisti riuniti intorno a lui.
Rientra con il marito in Russia nel 1913, stabilendosi a Kenèurka, un villaggio sul Volga, dove rimane per tre anni. Nel 1916  la coppia si trasferisce a Mosca e partecipa alle esposizioni degli artisti di Mir Iskusstva e ad altre iniziative. Il loro appartamento moscovita è noto per i "mercoledì" che ospitano artisti, storici dell'arte, scrittori e musicisti.
Nel 1924 con la famiglia emigra a Stoccolma, nel 1925 si trasferisce a Berlino, che lascerà nel 1938, per stabilirsi definitivamente a Roma. Nell'aprile 1940 partecipa con il marito e altri artisti russi (Andrej Belobrodov e Rimma Brajlovskaja) alla XXXII Mostra della Galleria di Roma dedicata interamente alle opere di artisti stranieri residenti nella capitale. Sono esposte alcune sue tele caratterizzate da colori vividi e temi russi, come Pasqua russa, in cui "le esigenze veristiche del soggetto" si coniugano magistralmente "con la festosità trasfigurata del colore" (Crespi, p. 5).
Nell'ottobre 1942 la galleria romana La Barcaccia organizza un'esposizione della famiglia Falileev. Vadim Dmitrieviè presenta una serie di lavori dedicati al Volga (Autunno sul Volga, Zattere sul Volga, Chiatta) e a Roma (Carretto romano, Campidoglio di notte, Fontana di Trevi); Ekaterina Nikolaevna espone diciannove lavori tra i quali Ritratto di Katiuscia, Pasqua russa, Ragazza ucraina, Vino dei Castelli. L'evento è segnato anche dal debutto della figlia dei due artisti, Katjuša, che partecipa con una serie di sculture in gesso patinato e terracotta. Il 31 ottobre 1942 alla galleria I Buchetti s'inaugura la mostra dei coniugi Falileev, che presenta una serie di tele e disegni di Katerina Nikolaevna, dedicate al paesaggio moscovita, e opere diverse di Vadim Dmitrieviè legate ai colori e alla vita del Volga. Nell'aprile 1945 la Galleria San Marco in via del Babuino presenta una serie di tele dell'artista che evocano il volto mistico e religioso della Russia. Riposa al Cimitero Verano.

Stima   € 3.000 / 4.000
Cesare Ciani- CIANI CESARE
90

Cesare Ciani

Cesare Ciani

(Firenze 1854 - 1925)

SCORCIO DI CAMPAGNA CON BUOI E CONTADINE (SOSTA)

olio su cartoncino, cm 51x74

firmato in basso a destra

retro: etichetta della mostra La poesia agreste nell'Appennino Tosco Emiliano con titolo "La sosta", timbro Mondial Gallery di Milano, Timbro Le Tofane Galleria d'Arte, iscrizione "Opera autentica / di Cesare Ciani / M Borgiotti / Milano / 8/11/66"

 

VIEW OF COUNTRYSIDE WITH OXEN AND PEASANTS (THE PAUSE)

oil on cardboard, 51x74 cm

signed lower right

on the reverse: label of the exhibition La poesia agreste nell'Appennino Tosco Emiliano with the title "La sosta", stamp Mondial Gallery Milano, stamp Le Tofane Galleria d'Arte, inscription "Opera autentica / di Cesare Ciani / M Borgiotti / Milano / 8/11/66"

 

Provenienza

Le Tofane Galleria d'Arte

Mondial Gallery, Milano

Collezione privata

 

Esposizioni

La poesia agreste nell'Appennino Tosco Emiliano, Palazzo Malaspina, San Donato in Poggio, 27 settembre - 29 novembre 2015

Stima   € 2.000 / 3.000
1 - 30  di 52 LOTTI