ARCADE | Argenti, libri, porcellane e maioliche

ARCADE | Argenti, libri, porcellane e maioliche

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
30 -  31 MAGGIO 2019
30 maggio ore 11.00 
ARGENTI ITALIANI ED EUROPEI

30 maggio ore 15.00 
LIBRI, MANOSCRITTI E AUTOGRAFI

31 maggio ore 11.00 
MAIOLICHE E PORCELLANE

Esposizione

FIRENZE
24 - 27 maggio 2019
orario 10-18 
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
info@pandolfini.it
 
 
 
Stima   100 € - 12000 €

Tutte le categorie

Visualizzazione tipo lista
Visualizzazione tipo griglia
361 - 390  di 484
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Stima   € 350 / 400
Aggiudicazione:  Registrazione
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Stima   € 300 / 350
Aggiudicazione:  Registrazione
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CRESPINA, URBINO O PESARO, 1551

in maiolica dipinta in blu di cobalto, verde, giallo antimonio, giallo ocra e bruno di manganese. La coppa è formata a stampo con umbone centrale rilevato, orlo mosso e corpo sagomato a formare sul retro sbalzi concentrici e simmetrici rispetto al piede, decorati e sottolineati da marcate pennellate di blu; al centro del piede l’iscrizione Alexandro magnio / 1552. La decorazione interessa tutta la superficie senza soluzione di continuità e raffigura l’episodio dell’incontro tra Alessandro Magno e un indovino, episodio meno rappresentato rispetto a quello dell’incontro con il cinico Diogene di Sinope. Qui Alessandro Magno è raffigurato a piedi circondato dai suoi soldati, in un paesaggio caratterizzato all’orizzonte da montagne di profilo alto e squadrato, città con edifici monumentali con cupole e archi e un lago con un lungo ponte con molte arcate; di fronte al condottiero una figura con il capo velato alzando il dito alzato verso il cielo parla con fare solenne, forse l’indovino Aristandro, che accompagnò il re macedone nelle sue campagne militari. Nella crespina in esame lo stile pittorico e decorativo segue i canoni delle maioliche urbinate, ma con tratti del tutto originali: l’uso del colore è abbondante, i tratti somatici dei personaggi sono marcati e fortemente ombreggiati, le ginocchia e la muscolatura sono ben delineati, i corpi un poco allungati e le lumeggiature in bianco di stagno numerose, proprio a rimarcare lo spessore degli elementi decorativi. Affinità stilistiche le troviamo in una coppa conservata nel Museo di Pesaro, proveniente dalla collezione Mazza (Inv. 4460), con Enea e Lavinia, attribuita dal Polidori al Ducato di Urbino e datata intorno alla metà del XVI secolo, cronologia confermata dalla data iscritta sul retro del nostro esemplare; alt. cm 7,2, diam. cm 26,6, diam. piede cm 13,6

 

A MOULDED BOWL (CRESPINA), URBINO OR PESARO, 1551

Stima   € 5.000 / 7.000
Aggiudicazione:  Registrazione
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PIATTO, MONTELUPO, 1520 CIRCA

in maiolica dipinta a policromia con colori blu, arancio e verde. Sul retro etichetta circolare con dicitura a stampa WILLIAM RIDOUT COLLECTION e in inchiostro corsivo T(?) 27. Il piatto ha un cavetto poco profondo, larga tesa orizzontale e poggia su un piede ad anello appena rilevato. La superficie è interamente ricoperta da ingobbio e smalto bianco, che prosegue fin sotto il piede. Il fronte è decorato sulla tesa da un motivo “a nastro”, mentre il centro del cavetto, separato nella balza da una linea rosso brillante, ospita un motivo vegetale stilizzato dipinto in blu. Il retro non è decorato, ma coperto da un ingobbio poco fine con tracce di colatura di smalto, piuttosto friabile. Il motivo a nastro ebbe sviluppo quasi parallelamente a quelli a “occhio di penna di pavone” e “alla palmetta persiana” nella prima fase del rinascimento. Il nastro è caratterizzato da due linee spezzate che si intersecano lungo la tesa, decorate con campiture blu e tratti, mentre lo spazio restante è qui variamente riempito con fioretti lobati e cerchietti. Dagli scavi di Montelupo è stato possibile ricostruire una lunga evoluzione del decoro e dell’uso dei colori. Il motivo qui raffigurato trova riscontro in molti esemplari pubblicati, distinguendosi per l’uso del rosso che denuncia una datazione già cinquecentesca, confermata anche dalla rapidità dell’esecuzione, che ne fa perdere vigore; alt. cm 2,5, diam. cm 19,82, diam. piede cm 10

 

A PLATE, MONTELUPO, CIRCA 1520

 

Bibliografia di confronto

G. Vannini, La maiolica di Montelupo. Scavo di uno scarto di fornace, Montelupo Fiorentino 1977, tav. XXVI;

F. Berti (a cura di), Il Museo della ceramica di Montelupo, Firenze 2008, pp. 274-277 n. 24

Stima   € 800 / 1.200
361 - 390  di 484

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