Arte Orientale e Reperti Archeologici

Arte Orientale e Reperti Archeologici

Asta

Firenze
Palazzo Ramirez Montalvo
Borgo Albizi, 26

16 MAGGIO 2012

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61 - 90  di 202 LOTTI
Piccolo vaso Cina, XIX secolo, in cristallo di rocca, elaboratamene intagliato nella forma di una zucca cinese, la superficie esterna ricoperta da fitti tralci con parziali lavorazioni a giorno e ulteriori piccole zucche, con laggiunta di un pipistrello, elemento simbolico di buon auspicio, intagliato alla base delloggetto, coperchio separabile. La zucca è in Cina simbolo di lunga vita, ed infatti è recata da Shoulao, dio della longevità annodata sulla sommità del nodoso bastone cui la divinità si accompagna: in questo manufatto, la positiva valenza simbolica della zucca è accentuata dalla ripetizione del motivo su tutto loggetto, tanto che anche la cavità interna del vaso è stata scavata seguendo il profilo del frutto così che in controluce il recipiente sembra assumere la forma di due zucche inserite una dentro laltra, alt. cm 11,5
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Grande scatola, Cina, XVIII secolo,  in lacca rosso cinabro, di forma circolare e tondeggiante, formata da due metà emisferiche combacianti, interamente decorata a intaglio su tutta la superficie esterna con animali e paesaggi; il coperchio presenta una coppia di cavalli selvatici in primo piano entro ambiente naturale con alberi, rocce e montagne, il tutto contro un fondo a trame geometriche regolari ove si contano quattro diversi motivi decorativi. Ulteriori animali selvatici, tra cui cervi, sono intagliati sulla superficie esterna, in pose molto naturalistiche e vivaci ed entro cornici naturali estremamente dettagliate, con varietà di vegetazione e di formazioni rocciose. La base è costituita da un basso piede ad anello decorato con una greca, alt. cm 14, diam. cm 15
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Vaso Cina, inizi XIX secolo, in giada con elementi scultorei,  la forma del vaso, provvisto di coperchio, vagamente ispirata a quella degli antichi recipienti rituali in bronzo, come ricorda la lavorazione dei manici posti sui fianchi dellalto collo; sul corpo del recipiente è intagliata a rilievo limmagine di una fenice che si protende verso limboccatura del vaso poggiando le zampe su una nuvola stilizzata; su un fianco è presente un fanciullo, intagliato a tutto tondo, stante su una base a forma di roccia stilizzata e recante nelle mani una grossa perla fiammeggiante, tutti elementi di buon auspicio. La giada è di colore bianco lattiginoso con inclusioni bruno-grigie, presenti in particolare sul fianco delloggetto prossimo al fanciullo, alt. cm 18x14
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Vaschetta Cina, XIX secolo, in giada a forma di loto, utilizzata per il risciacquo dei pennelli durante la realizzazione di pitture e calligrafie, sagomata nella forma di un ampio fiore di loto dai bordi leggermente arricciati; su due punti diagonalmente opposti sono intagliati a rilievo, come tutta la decorazione presente allesterno del manufatto, due piccoli uccellini che, ad ali dispiegate, si tendono verso linterno della vaschetta, come a bere lacqua che vi era contenuta; sul fondo del recipiente si intrecciano ulteriori, più piccoli fiori di loto, due dei quali raffigurati presso il bordo delloggetto, lung. cm 16,  poggiante su base lignea. La giada è di colore bianco-grigiastro, parzialmente trasparente, con rade inclusioni. La connotazioni simboliche della foglia di loto (he ye, in cinese), che si riteneva emblema di armonia e pace, ben si sposano con gli ambienti dei letterati cinesi di un tempo: è anche possibile che tali vaschette per il risciacquo dei pennelli venissero realizzate nella forma di loti in virtù delle proprietà idrorepellenti possedute dalle foglie di questa pianta
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Intaglio Cina, inizi XIX secolo, in giada nella forma di una montagna, ricavato da un ciottolo di giada nefrite bianca di forma ovaleggiante dal quale non è stata rimossa del tutto la pelle o strato superficiale esterno che ricopriva la pietra e che conferisce alla giada la colorazione rossastra visibile in vari punti. Il ciottolo è stato traforato e intagliato per ricavarne un paesaggio ideale e stilizzato ispirato alle montagne dove si riteneva abitassero i mitici immortali: al centro figura infatti Shoulao in compagnia di un giovane attendente che sostiene il bastone della divinità mentre questa reca tra le mani una grossa pesca. Sopra i due personaggi si riconosce il profilo di un tetto, mentre sulla sinistra la composizione si arricchisce di un albero di pino: il retro del manufatto presenta inoltre una pianta di lingzhi, o fungo dellimmortalità che spunta dalle rocce, alt. cm.....   su base in legno è lavorata con riccioli e volute a intaglio che sembrano alludere a nuvole, che solitamente celano alla vista degli uomini la cima delle montagne sacre ove risiedono gli immortali.
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úVaso in giada bianca a forma di carpa, Cina, fine XVII, inizi XVIII secolo, internamente cavo, finemente lavorato a intaglio nella forma di una grossa carpa con testa di drago raffigurata verticalmente mentre emerge saltando dalle acque per afferrare una perla posta davanti la bocca aperta del pesce; questa è sostenuta da motivi a nuvola sotto i quali si trova uno sperone stilizzato di roccia, dietro il quale passa la coda del drago, a ventaglio come le grandi pinne che, orientate in direzione opposta, emergono dai fianchi del corpo ricoperto di scaglie; la base del vaso è trattata a motivi di onde schiumanti da cui emerge il pesce. La giada è di colore bianco opaco con pochissime inclusioni, alt. cm ... base in legno sagomata.La decorazione di questo vaso, di altissima qualità si richiama ad una antica leggenda secondo la quale la Porta del Drago era localizzata sulla cima di un cascata di una montagna. Tra le carpe che risalivano la corrente, quella che riusciva a saltare oltre la cima della cascata si trasformava in drago nellistante in cui usciva dallacqua, per difendersi dagli spiriti maligni, proprio il momento rappresentato in questo vaso. La morale della leggenda è dunque che solo i meritevoli e tenaci possono riuscire in difficili imprese: nella Cina antica, lespressione lyú tià ló mé ïå, la carpa ha saltato la porta del drago, veniva utilizzata per indicare i vincitori dei difficili esami di stato che consentivano di divenire funzionari di stato. Vasi come questo erano probabilmente offerti in dono a quei letterati che erano riusciti nellimpresa, dimostrando coraggio e determinazione, come la carpa della leggenda. Un vasi di analoga fattura e datazione è stato battuto allasta di Sothebys, Hong Kong, del 19 novembre 1985, lotto 44. Altri esemplari simili sono quelli presentati nelle aste di Christies New York, vendita n.1639 del 29 marzo 2006, lotto 194; Christies, Londra, aste n.7997 del 8 novembre 2011, lotto 76 e n.7720 del 12 maggio 2009, lotto 108. Si confronti infine il vaso parte della collezione dei sigg.ri Wanger, riprodotto in Palm Springs Desert Museum, Jade in Chinese Culture: Magic, Art and Order, Palm Springs 1990, n.100.

úVaso in giada bianca a forma di carpa, Cina, fine XVII, inizi XVIII secolo, internamente cavo, finemente lavorato a intaglio nella forma di una grossa carpa con testa di drago raffigurata verticalmente mentre emerge saltando dalle acque per afferrare una perla posta davanti la bocca aperta del pesce; questa è sostenuta da motivi a nuvola sotto i quali si trova uno sperone stilizzato di roccia, dietro il quale passa la coda del drago, a ventaglio come le grandi pinne che, orientate in direzione opposta, emergono dai fianchi del corpo ricoperto di scaglie; la base del vaso è trattata a motivi di onde schiumanti da cui emerge il pesce. La giada è di colore bianco opaco con pochissime inclusioni, alt. cm ... base in legno sagomata.La decorazione di questo vaso, di altissima qualità si richiama ad una antica leggenda secondo la quale la Porta del Drago era localizzata sulla cima di un cascata di una montagna. Tra le carpe che risalivano la corrente, quella che riusciva a saltare oltre la cima della cascata si trasformava in drago nellistante in cui usciva dallacqua, per difendersi dagli spiriti maligni, proprio il momento rappresentato in questo vaso. La morale della leggenda è dunque che solo i meritevoli e tenaci possono riuscire in difficili imprese: nella Cina antica, lespressione lyú tià ló mé ïå, la carpa ha saltato la porta del drago, veniva utilizzata per indicare i vincitori dei difficili esami di stato che consentivano di divenire funzionari di stato. Vasi come questo erano probabilmente offerti in dono a quei letterati che erano riusciti nellimpresa, dimostrando coraggio e determinazione, come la carpa della leggenda. Un vasi di analoga fattura e datazione è stato battuto allasta di Sothebys, Hong Kong, del 19 novembre 1985, lotto 44. Altri esemplari simili sono quelli presentati nelle aste di Christies New York, vendita n.1639 del 29 marzo 2006, lotto 194; Christies, Londra, aste n.7997 del 8 novembre 2011, lotto 76 e n.7720 del 12 maggio 2009, lotto 108. Si confronti infine il vaso parte della collezione dei sigg.ri Wanger, riprodotto in Palm Springs Desert Museum, Jade in Chinese Culture: Magic, Art and Order, Palm Springs 1990, n.100.

úVaso in giada bianca a forma di carpa, Cina, fine XVII, inizi XVIII secolo, internamente cavo, finemente lavorato a intaglio nella forma di una grossa carpa con testa di drago raffigurata verticalmente mentre emerge saltando dalle acque per afferrare una perla posta davanti la bocca aperta del pesce; questa è sostenuta da motivi a nuvola sotto i quali si trova uno sperone stilizzato di roccia, dietro il quale passa la coda del drago, a ventaglio come le grandi pinne che, orientate in direzione opposta, emergono dai fianchi del corpo ricoperto di scaglie; la base del vaso è trattata a motivi di onde schiumanti da cui emerge il pesce. La giada è di colore bianco opaco con pochissime inclusioni, alt. cm ... base in legno sagomata.La decorazione di questo vaso, di altissima qualità si richiama ad una antica leggenda secondo la quale la Porta del Drago era localizzata sulla cima di un cascata di una montagna. Tra le carpe che risalivano la corrente, quella che riusciva a saltare oltre la cima della cascata si trasformava in drago nellistante in cui usciva dallacqua, per difendersi dagli spiriti maligni, proprio il momento rappresentato in questo vaso. La morale della leggenda è dunque che solo i meritevoli e tenaci possono riuscire in difficili imprese: nella Cina antica, lespressione lyú tià ló mé ïå, la carpa ha saltato la porta del drago, veniva utilizzata per indicare i vincitori dei difficili esami di stato che consentivano di divenire funzionari di stato. Vasi come questo erano probabilmente offerti in dono a quei letterati che erano riusciti nellimpresa, dimostrando coraggio e determinazione, come la carpa della leggenda. Un vasi di analoga fattura e datazione è stato battuto allasta di Sothebys, Hong Kong, del 19 novembre 1985, lotto 44. Altri esemplari simili sono quelli presentati nelle aste di Christies New York, vendita n.1639 del 29 marzo 2006, lotto 194; Christies, Londra, aste n.7997 del 8 novembre 2011, lotto 76 e n.7720 del 12 maggio 2009, lotto 108. Si confronti infine il vaso parte della collezione dei sigg.ri Wanger, riprodotto in Palm Springs Desert Museum, Jade in Chinese Culture: Magic, Art and Order, Palm Springs 1990, n.100.
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Scultura in giada, Cina, XVIII secolo, finemente lavorata e raffigurante un anziano stante con lunga barba, forse Shoulao, dio della longevità in compagnia di un fanciullo e un cervo, accovacciato ai piedi delluomo, le tre figure intagliate a tutto tondo, cm 14x17, impostate su una base sagomata nella forma di rocce stilizzate, dalle quali spunta, sulla destra, un lingzhi o fungo dellimmortalità che richiama la testa dello scettro, ruyi, sostenuto con le mani dalluomo. Lintero gruppo, intagliato in una delle migliori varietà di giada, di intensa ed omogenea tonalità bianco latte e priva di impurità Lintera composizione è ovviamente carica di una positiva valenza simbolica, come suggerito da tutti gli elementi utilizzati: oltre alla divinità della longevità e la lunga vita è richiamata anche dal fungo-, il cervo (lu), animale spesso associato a Shoulao, è sinonimo di abbondanza; il bambino, che reca sulle spalle un ramo di pesco con due grossi frutti, è allusivo di prole e discendenza maschile e il ruyi di abbondanza e ricchezza
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Utagawa Kunisada I (1786-1864), Oban verticale due xilografie policrome (nishiki-e) della serie Tôô gojû tsugi no uchi raffigurante le 53 stazioni lungo la via Tôô; la prima rappresenta Hakone e Hatsuhana che prega sotto una cascata; la seconda raffigura iiso e un attore nel ruolo della cortigiana Tora di iiso; firmato Toyokuni-ga; sigillo delleditore Izutsu-ya Shô di Edo;1852, e altre due xilografie policrome (nishiki-e) della serie Tôô gojû tsugi no uchi raffigurante le 53 stazioni lungo la via Tôô; la prima rappresenta la stazione di Chiryû e il poeta Ariwara no Narihira; la seconda raffigura la stazione di iso e un attore nel ruolo di Jûô Sukenari, uno dei fratelli Soga; firmato Toyokuni-ga; sigillo delleditore Izutsu-ya Shô di Edo; 1852, cm 32,5x23 in duplice cornicie (4)
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