Arte Orientale e Reperti Archeologici

Arte Orientale e Reperti Archeologici

Asta

Firenze
Palazzo Ramirez Montalvo
Borgo Albizi, 26

16 MAGGIO 2012

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1 - 30  di 202 LOTTI
Testa virile Materia e tecnica: marmo bianco italico a grana fine, scolpito e levigato La testa, a grandezza naturale, raffigura un uomo in età matura, con la capigliatura che partendo dal centro della testa scende in piccole ciocche scomposte e irregolari sulla fronte che è solcata da grandi rughe parallele, le sopracciglia sono aggrottate e le arcate orbitali sono profondamente chiaroscurate, gli occhi hanno le indicazioni delle palpebre ma non della pupilla; il naso è ampio e regolare e gli zigomi spessi e in rilievo, le guance sono incavate, la bocca socchiusa con il mento sporgente. Le orecchie fuoriescono parzialmente dalla grande massa di capelli che scende sul collo in spesse ciocche Stato di conservazione: foro alla sommità della testa e sulla nuca, frattura alla base del collo, scheggiature diffuse sulla superficie, frattura del naso e delle labbra, alcune piccole incrostazioni. Dimensioni: alt. cm 30 Datazione: rielaborazione rinascimentale da un prototipo ellenistico
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Sarcofago romano con Ratto di Proserpina Materia e tecnica: calcare grigio a grana fine, scolpito e levigato, tracce di colore bianco Sarcofago a cassa parallelepipeda con bordo superiore appiattito e le tre facce a vista scolpite in altorilievo; sulla faccia anteriore, a partire da sinistra sul lato due figure femminili danzanti e contrapposte in atto di darsi la mano sopra ad un cratere; sul fronte Demetra stante sul carro trainato da una pariglia di serpenti alati: la divinità è raffigurata con un chitone che le cade sul lato destro scoprendo il seno, retrospiciente e con una face accesa nella mano sinistra. Davanti al carro, sdraiata a terra a destra  lAbbondanza con la cornucopia sostenuta da un erote alato; sul fondo Proserpina velata volta a sinistra e Plutone, anziano con lunghi capelli e barba fluente, torace nudo e bastone nella mano sinistra, in atto di darlo alla fanciulla; in primo piano un giovane inginocchiato volto a destra, forse Trittolemo. Al centro circa del pannello Atena stante e volta a sinistra con chitone corto ed elmo di tipo macedone guarda la coppia formata da Proserpina e Plutone allontanarsi sulla quadriga in corsa, di fronte a loro Mercurio nudo con la clamide avvolta intorno al collo riconoscibile dal petaso, dal caduceo e dai sandali alati, svolge la sua funzione di psicopompo per lAde; in basso tritoni anguiformi nel Lago di Pergusa. Segue una vittoria alata in movimento verso destra con palma e corona nella mano destra, sullangolo Caronte (?) ed un agnellino. Sul lato destro Proserpina stante e volta a sinistra con lungo peplo che arriva fino a terra, Mercurio e Plutone seduto in trono con lo scettro a chiudere la scena. Produzione: romana imperiale e secolo XIX Stato di conservazione: alcune scheggiature nei luoghi di inserzione delle grappe di chiusura, sul lato sinistro un restauro antico con grappa in bronzo Dimensioni: sarcofago: cm 215x67x55 Datazione: II-III sec. d.C. e XIX sec. Cfr. :  G. Koch-Sichtermann, RomischerSarcophage, Munchen 1982

Sarcofago romano con Ratto di Proserpina Materia e tecnica: calcare grigio a grana fine, scolpito e levigato, tracce di colore bianco Sarcofago a cassa parallelepipeda con bordo superiore appiattito e le tre facce a vista scolpite in altorilievo; sulla faccia anteriore, a partire da sinistra sul lato due figure femminili danzanti e contrapposte in atto di darsi la mano sopra ad un cratere; sul fronte Demetra stante sul carro trainato da una pariglia di serpenti alati: la divinità è raffigurata con un chitone che le cade sul lato destro scoprendo il seno, retrospiciente e con una face accesa nella mano sinistra. Davanti al carro, sdraiata a terra a destra lAbbondanza con la cornucopia sostenuta da un erote alato; sul fondo Proserpina velata volta a sinistra e Plutone, anziano con lunghi capelli e barba fluente, torace nudo e bastone nella mano sinistra, in atto di darlo alla fanciulla; in primo piano un giovane inginocchiato volto a destra, forse Trittolemo. Al centro circa del pannello Atena stante e volta a sinistra con chitone corto ed elmo di tipo macedone guarda la coppia formata da Proserpina e Plutone allontanarsi sulla quadriga in corsa, di fronte a loro Mercurio nudo con la clamide avvolta intorno al collo riconoscibile dal petaso, dal caduceo e dai sandali alati, svolge la sua funzione di psicopompo per lAde; in basso tritoni anguiformi nel Lago di Pergusa. Segue una vittoria alata in movimento verso destra con palma e corona nella mano destra, sullangolo Caronte (?) ed un agnellino. Sul lato destro Proserpina stante e volta a sinistra con lungo peplo che arriva fino a terra, Mercurio e Plutone seduto in trono con lo scettro a chiudere la scena. Produzione: romana imperiale e secolo XIX Stato di conservazione: alcune scheggiature nei luoghi di inserzione delle grappe di chiusura, sul lato sinistro un restauro antico con grappa in bronzo Dimensioni: sarcofago: cm 215x67x55 Datazione: II-III sec. d.C. e XIX sec. Cfr. : G. Koch-Sichtermann, RomischerSarcophage, Munchen 1982

Sarcofago romano con Ratto di Proserpina Materia e tecnica: calcare grigio a grana fine, scolpito e levigato, tracce di colore bianco Sarcofago a cassa parallelepipeda con bordo superiore appiattito e le tre facce a vista scolpite in altorilievo; sulla faccia anteriore, a partire da sinistra sul lato due figure femminili danzanti e contrapposte in atto di darsi la mano sopra ad un cratere; sul fronte Demetra stante sul carro trainato da una pariglia di serpenti alati: la divinità è raffigurata con un chitone che le cade sul lato destro scoprendo il seno, retrospiciente e con una face accesa nella mano sinistra. Davanti al carro, sdraiata a terra a destra lAbbondanza con la cornucopia sostenuta da un erote alato; sul fondo Proserpina velata volta a sinistra e Plutone, anziano con lunghi capelli e barba fluente, torace nudo e bastone nella mano sinistra, in atto di darlo alla fanciulla; in primo piano un giovane inginocchiato volto a destra, forse Trittolemo. Al centro circa del pannello Atena stante e volta a sinistra con chitone corto ed elmo di tipo macedone guarda la coppia formata da Proserpina e Plutone allontanarsi sulla quadriga in corsa, di fronte a loro Mercurio nudo con la clamide avvolta intorno al collo riconoscibile dal petaso, dal caduceo e dai sandali alati, svolge la sua funzione di psicopompo per lAde; in basso tritoni anguiformi nel Lago di Pergusa. Segue una vittoria alata in movimento verso destra con palma e corona nella mano destra, sullangolo Caronte (?) ed un agnellino. Sul lato destro Proserpina stante e volta a sinistra con lungo peplo che arriva fino a terra, Mercurio e Plutone seduto in trono con lo scettro a chiudere la scena. Produzione: romana imperiale e secolo XIX Stato di conservazione: alcune scheggiature nei luoghi di inserzione delle grappe di chiusura, sul lato sinistro un restauro antico con grappa in bronzo Dimensioni: sarcofago: cm 215x67x55 Datazione: II-III sec. d.C. e XIX sec. Cfr. : G. Koch-Sichtermann, RomischerSarcophage, Munchen 1982
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Sarcofago romano Materia e tecnica: marmo bianco italico a grana fine, scolpito e levigato Sarcofago a cassa parallelepipeda con bordo superiore appiattito e le tre facce a vista scolpite in altorilievo; sulla faccia anteriore si trovano due coppie di grifi alati e seduti sulle zampe posteriori, mentre quelle anteriori sono una eretta e laltra  sollevata ed appoggiata ad una candelabra terminante in un piccolo cratere, al centro della composizione si trova invece un grande cratere buccellato con anse a volute che poggia sopra un ciuffo di foglie dacanto, su ciascun lato è raffigurato, invece, un grifo alato gradiente con una zampa anteriore sollevata che si appoggia ad un vaso con coperchio. Allinterno si trova scolpito un cuscino di forma semicircolare; sulla faccia superiore quattro fori quadrangolari per linserimento delle grappe di chiusura in bronzo. Produzione: romana imperiale Stato di conservazione: sarcofago: superficie fronte ricomposto e restaurato da numerosi frammenti con rifacimenti di alcune parti mancanti; fianchi integri; fondo con due fori a testimonianza della sua trasformazione in vasca da fontana. Dimensioni: sarcofago: cm 157x58x42; sostegni: cm 20x30,5x49; cm 22x30,5x49 Datazione: età adrianea 117-138 d. C. Provenienza: Collezione Buitoni, Villa di San Prospero, Perugia; Collezione privata, Roma Cfr. :  G. Koch-Sichtermann, Romischer Sarcophage,  Munchen 1982, p 236, 3; K. Lehmann- Hartleben, E. C. Olsen, Dionisiack Sarcophagi in baltimore, Walters Art Gallery, Baltimore 1942, p 17 ss, figg. 16-18;  G. Koch, The J. Paul Museum, Roman Funerary Sculpture, Malibu 1988, p 7, n 3

Sarcofago romano Materia e tecnica: marmo bianco italico a grana fine, scolpito e levigato Sarcofago a cassa parallelepipeda con bordo superiore appiattito e le tre facce a vista scolpite in altorilievo; sulla faccia anteriore si trovano due coppie di grifi alati e seduti sulle zampe posteriori, mentre quelle anteriori sono una eretta e laltra sollevata ed appoggiata ad una candelabra terminante in un piccolo cratere, al centro della composizione si trova invece un grande cratere buccellato con anse a volute che poggia sopra un ciuffo di foglie dacanto, su ciascun lato è raffigurato, invece, un grifo alato gradiente con una zampa anteriore sollevata che si appoggia ad un vaso con coperchio. Allinterno si trova scolpito un cuscino di forma semicircolare; sulla faccia superiore quattro fori quadrangolari per linserimento delle grappe di chiusura in bronzo. Produzione: romana imperiale Stato di conservazione: sarcofago: superficie fronte ricomposto e restaurato da numerosi frammenti con rifacimenti di alcune parti mancanti; fianchi integri; fondo con due fori a testimonianza della sua trasformazione in vasca da fontana. Dimensioni: sarcofago: cm 157x58x42; sostegni: cm 20x30,5x49; cm 22x30,5x49 Datazione: età adrianea 117-138 d. C. Provenienza: Collezione Buitoni, Villa di San Prospero, Perugia; Collezione privata, Roma Cfr. : G. Koch-Sichtermann, Romischer Sarcophage, Munchen 1982, p 236, 3; K. Lehmann- Hartleben, E. C. Olsen, Dionisiack Sarcophagi in baltimore, Walters Art Gallery, Baltimore 1942, p 17 ss, figg. 16-18; G. Koch, The J. Paul Museum, Roman Funerary Sculpture, Malibu 1988, p 7, n 3

Sarcofago romano Materia e tecnica: marmo bianco italico a grana fine, scolpito e levigato Sarcofago a cassa parallelepipeda con bordo superiore appiattito e le tre facce a vista scolpite in altorilievo; sulla faccia anteriore si trovano due coppie di grifi alati e seduti sulle zampe posteriori, mentre quelle anteriori sono una eretta e laltra sollevata ed appoggiata ad una candelabra terminante in un piccolo cratere, al centro della composizione si trova invece un grande cratere buccellato con anse a volute che poggia sopra un ciuffo di foglie dacanto, su ciascun lato è raffigurato, invece, un grifo alato gradiente con una zampa anteriore sollevata che si appoggia ad un vaso con coperchio. Allinterno si trova scolpito un cuscino di forma semicircolare; sulla faccia superiore quattro fori quadrangolari per linserimento delle grappe di chiusura in bronzo. Produzione: romana imperiale Stato di conservazione: sarcofago: superficie fronte ricomposto e restaurato da numerosi frammenti con rifacimenti di alcune parti mancanti; fianchi integri; fondo con due fori a testimonianza della sua trasformazione in vasca da fontana. Dimensioni: sarcofago: cm 157x58x42; sostegni: cm 20x30,5x49; cm 22x30,5x49 Datazione: età adrianea 117-138 d. C. Provenienza: Collezione Buitoni, Villa di San Prospero, Perugia; Collezione privata, Roma Cfr. : G. Koch-Sichtermann, Romischer Sarcophage, Munchen 1982, p 236, 3; K. Lehmann- Hartleben, E. C. Olsen, Dionisiack Sarcophagi in baltimore, Walters Art Gallery, Baltimore 1942, p 17 ss, figg. 16-18; G. Koch, The J. Paul Museum, Roman Funerary Sculpture, Malibu 1988, p 7, n 3
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Plautilla Materia e tecnica: marmo bianco italico a grana fine, scolpito e levigato Testa di giovane donna acconciata con trecce parallele disposte longitudinalmente rispetto alle testa e trattenute da unulteriore che si conclude in un importante chignon sulla nuca. I tratti del viso sono estremamente delicati ma con gli occhi chiaroscurati, le palpebre in rilievo, zigomi appena accennati e la bocca appena dischiusa in un leggero sorriso. La giovane è raffigurata con la testa leggermente piegata a sinistra e lo sguardo rivolto verso il basso Produzione: romana Stato di conservazione: ricomposta da due frammenti, naso di restauro, superficie scheggiata, su moderna base cubica in marmo rosso Dimensioni: alt. cm 23,5 Datazione: III sec. d.C. Plautilla (182-212), figlia del prefetto Gaio Fulvio Plauziano, nel 200 fu promessa in sposa a Caracalla, che sposò nel 202 diventando augusta. Dopo il divorzio, nel 205, fu mandata in esilio a Lipari dove fu giustiziata per ordine dell'imperatore nel 212. Sebbene sia stata augusta per soli tre anni, Plautilla è nota per numerosi ritratti statuari e monetali che la rappresentano spesso con il tipo di pettinatura di questa scultura che sarebbe rimasto di moda fino al V secolo. In regime di temporanea importazione in Italia.
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Busto muliebre Materia e tecnica: marmo bianco italico a grana fine, scolpito e levigato Busto femminile panneggiato con tunica e mantello soprastante; la testa leggermente volta verso destra, presenta fronte bassa e zigomi alti, mento dal profilo pieno e bocca carnosa; gli occhi, incorniciati dalla linea delle sopracciglia hanno palpebre in rilievo e indicazione delliride mediante un forellino. Lacconciatura è del tipo Severiano, cosiddetto a melone, con trecce pettinate a linee parallele e scompartite al centro della fronte che si riuniscono in uno chignon sulla nuca; le orecchie sono nascoste dalla capigliatura. Produzione: romana Stato di conservazione: priva del naso,  superficie abrasa e localmente scheggiata Dimensioni: alt. cm 36 Datazione: fine II d.C.- inizi III d.C. Lacconciatura a melone ha la sua origine in Grecia e Magna Grecia in età ellenistica e conosce un nuovo periodo di favore presso le matrone romane in età Severiana quando viene ripresa con alcune varianti da Giulia Domna la seconda moglie di Settimio Severo Il busto faceva parte di una piccola collezione privata formata in massima parte da urnette cinerarie etrusche di età ellenistica e da una parte della Fonte diPiazza di Perugia di Arnolfo di Cambio, raffigurante lo scriba, materiale acquistato dalla Soprintendenza dellUmbria. I materiali provenivano dalla Villa di Compresso, già degli Eugeni, poi passata ai Nerli. Cfr. per la storia della collezione A.E. Feruglio, La fortuna di Arna: materiali archeologici dalle collezioni Eugeni e Bellocci, in Bollettino della Deputazione di Storia Patria per lUmbria, XCVIII, 2001, pp. 225-243. Dichiarata di eccezionale interesse archeologico con D.D.R. 22.11.2011

Busto muliebre Materia e tecnica: marmo bianco italico a grana fine, scolpito e levigato Busto femminile panneggiato con tunica e mantello soprastante; la testa leggermente volta verso destra, presenta fronte bassa e zigomi alti, mento dal profilo pieno e bocca carnosa; gli occhi, incorniciati dalla linea delle sopracciglia hanno palpebre in rilievo e indicazione delliride mediante un forellino. Lacconciatura è del tipo Severiano, cosiddetto a melone, con trecce pettinate a linee parallele e scompartite al centro della fronte che si riuniscono in uno chignon sulla nuca; le orecchie sono nascoste dalla capigliatura. Produzione: romana Stato di conservazione: priva del naso, superficie abrasa e localmente scheggiata Dimensioni: alt. cm 36 Datazione: fine II d.C.- inizi III d.C. Lacconciatura a melone ha la sua origine in Grecia e Magna Grecia in età ellenistica e conosce un nuovo periodo di favore presso le matrone romane in età Severiana quando viene ripresa con alcune varianti da Giulia Domna la seconda moglie di Settimio Severo Il busto faceva parte di una piccola collezione privata formata in massima parte da urnette cinerarie etrusche di età ellenistica e da una parte della Fonte diPiazza di Perugia di Arnolfo di Cambio, raffigurante lo scriba, materiale acquistato dalla Soprintendenza dellUmbria. I materiali provenivano dalla Villa di Compresso, già degli Eugeni, poi passata ai Nerli. Cfr. per la storia della collezione A.E. Feruglio, La fortuna di Arna: materiali archeologici dalle collezioni Eugeni e Bellocci, in Bollettino della Deputazione di Storia Patria per lUmbria, XCVIII, 2001, pp. 225-243. Dichiarata di eccezionale interesse archeologico con D.D.R. 22.11.2011

Busto muliebre Materia e tecnica: marmo bianco italico a grana fine, scolpito e levigato Busto femminile panneggiato con tunica e mantello soprastante; la testa leggermente volta verso destra, presenta fronte bassa e zigomi alti, mento dal profilo pieno e bocca carnosa; gli occhi, incorniciati dalla linea delle sopracciglia hanno palpebre in rilievo e indicazione delliride mediante un forellino. Lacconciatura è del tipo Severiano, cosiddetto a melone, con trecce pettinate a linee parallele e scompartite al centro della fronte che si riuniscono in uno chignon sulla nuca; le orecchie sono nascoste dalla capigliatura. Produzione: romana Stato di conservazione: priva del naso, superficie abrasa e localmente scheggiata Dimensioni: alt. cm 36 Datazione: fine II d.C.- inizi III d.C. Lacconciatura a melone ha la sua origine in Grecia e Magna Grecia in età ellenistica e conosce un nuovo periodo di favore presso le matrone romane in età Severiana quando viene ripresa con alcune varianti da Giulia Domna la seconda moglie di Settimio Severo Il busto faceva parte di una piccola collezione privata formata in massima parte da urnette cinerarie etrusche di età ellenistica e da una parte della Fonte diPiazza di Perugia di Arnolfo di Cambio, raffigurante lo scriba, materiale acquistato dalla Soprintendenza dellUmbria. I materiali provenivano dalla Villa di Compresso, già degli Eugeni, poi passata ai Nerli. Cfr. per la storia della collezione A.E. Feruglio, La fortuna di Arna: materiali archeologici dalle collezioni Eugeni e Bellocci, in Bollettino della Deputazione di Storia Patria per lUmbria, XCVIII, 2001, pp. 225-243. Dichiarata di eccezionale interesse archeologico con D.D.R. 22.11.2011
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Tanagrina Materia e tecnica: argilla figulina rosata; modellata a  stampo; interno cavo, foro di sfiato posteriore Figura femminile stante, col peso insistente sulla gamba sinistra, mentre la gamba destra è flessa leggermente e piegata indietro; la testa, volta leggermente verso sinistra; il braccio sinistro è disteso; la mano destra si appoggia sul fianco, sotto al mantello; porta i capelli raccolti nellacconciatura a melone, indossa un lungo chitone plissettato e un himation, drappeggiato sulle spalle che lavvolge completamente Produzione: Magna Grecia Stato di conservazione: integra Dimensioni:  alt. cm 21,5 Datazione: IV-III sec. a.C.  600/900 La produzione nata in Attica nel IV sec. a. C. è nota soprattutto per gli esemplari ritrovati a Tanagra che hanno determinato la denominazione corrente di tanagrine, ma è stata imitata in tutto il bacino del Mediterraneo
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Attingitoio monoansato daunio Vicino alla forma XIII, n. 2a, De Juliis 1977 Materia e tecnica: argilla figulina beige e rosata, ingubbiatura color crema, vernice bruna e paonazza Vasca alquanto fonda a profilo convesso, labbro leggermente estroflesso distinto mediante una gola; alta ansa a nastro verticale sormontante e ripiegata, impostata dal fondo all'orlo della vasca, fondo piatto Decorazione: la superficie esterna del vaso è interamente decorata con fasce di colore in bruno e paonazzo alternate con motivi puntiformi, ad archi di cerchio e a catena di triangoli; al centro della vasca, fra linee circolari concentriche si trova una paperella stilizzata eseguita a tutto tondo Stato di conservazione: integra Dimensioni: alt. cm 11; diam. bocca da cm 17,5 Stato di conservazione: integra, deformata Cfr. E. M. De Juliis La ceramica geometrica della Daunia,Firenze 1977
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Piatto daunio Vicino alla forma  XV, tipo 6 De Juliis  1977 Materia e tecnica: argilla figulina nocciola, ingubbiatura color crema, decorazione in arancio, modellato a tornio lento Ampio labbro a tesa con risega, ampia vasca poco profonda con anello centrale, piede ad anello Decorazione: sul labbro filetti concentrici paralleli, cui fa seguito un tralcio vegetale, parte della vasca verniciata, due filetti concentrici, sul fondo disco centrale entro due filetti con intorno quattro palmette aperte, appoggiate alternativamente su i cerchi esterni e su quelli interni Produzione: ceramica subgeometrica daunia Stato di conservazione: integro, scheggiature del colore, due fori per la sospensione Dimensioni: alt. cm 4; diam. cm 20 Datazione: Subgeometrico daunio III, 400-300 a. C. Cfr.: E. M. De Juliis La ceramica geometrica della Daunia, Firenze 1977
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Tre attingitoi ed una coppa monoansati Attingitoi forma XIII, n. 2a; coppa forma XVIII n. 2c  De Juliis 1977 Materia e tecnica: argilla figulina beige e rosata, ingubbiatura color crema, vernice bruna e paonazza Attingitoi: vasca alquanto fonda a profilo convesso, labbro leggermente estroflesso distinto mediante una gola; alta ansa a nastro verticale sormontante e ripiegata, impostata dal fondo all'orlo della vasca, fondo piatto Decorazione: la superficie esterna del vaso è interamente decorata con fasce di colore in bruno e paonazzo alternate a metope con fasce in paonazzo e sottili filetti in bruno, sul fondo centrato da croce si ripete lo stesso schema decorativo, lansa ha fasce verticali bicrome e dalla parte interna filetti orizzontali, il labbro interno presenta una grande fascia in paonazzo fra due in bruno, al centro della vasca quattro triangoli contrapposti al vertice in bruno e paonazzo e cerchielli concentrici Stato di conservazione:  uno privo dellansa, uno ricomposto da quattro frammenti con una piccola lacuna, uno con ansa ricomposta Dimensioni: alt. da cm 13,5 a cm 12; diam. bocca da cm 14,5 a cm 12 Coppa con orlo rientrante, vasca troncoconica, ansa a nastro insellata impostata verticalmente sul bordo; decorata esternamente con filetti in bruno e paonazzo e allinterno con complesso motivo a stella centrato da motivo a croce Stato di conservazione: integra, deformata Dimensioni: alt. cm 7; diam. bocca cm 13,5 Produzione: ceramica daunia Datazione: subgeometrico daunio II, 550-400 a.C. Cfr. E. M. De Juliis La ceramica geometrica della Daunia,Firenze 1977

Tre attingitoi ed una coppa monoansati Attingitoi forma XIII, n. 2a; coppa forma XVIII n. 2c De Juliis 1977 Materia e tecnica: argilla figulina beige e rosata, ingubbiatura color crema, vernice bruna e paonazza Attingitoi: vasca alquanto fonda a profilo convesso, labbro leggermente estroflesso distinto mediante una gola; alta ansa a nastro verticale sormontante e ripiegata, impostata dal fondo all'orlo della vasca, fondo piatto Decorazione: la superficie esterna del vaso è interamente decorata con fasce di colore in bruno e paonazzo alternate a metope con fasce in paonazzo e sottili filetti in bruno, sul fondo centrato da croce si ripete lo stesso schema decorativo, lansa ha fasce verticali bicrome e dalla parte interna filetti orizzontali, il labbro interno presenta una grande fascia in paonazzo fra due in bruno, al centro della vasca quattro triangoli contrapposti al vertice in bruno e paonazzo e cerchielli concentrici Stato di conservazione: uno privo dellansa, uno ricomposto da quattro frammenti con una piccola lacuna, uno con ansa ricomposta Dimensioni: alt. da cm 13,5 a cm 12; diam. bocca da cm 14,5 a cm 12 Coppa con orlo rientrante, vasca troncoconica, ansa a nastro insellata impostata verticalmente sul bordo; decorata esternamente con filetti in bruno e paonazzo e allinterno con complesso motivo a stella centrato da motivo a croce Stato di conservazione: integra, deformata Dimensioni: alt. cm 7; diam. bocca cm 13,5 Produzione: ceramica daunia Datazione: subgeometrico daunio II, 550-400 a.C. Cfr. E. M. De Juliis La ceramica geometrica della Daunia,Firenze 1977

Tre attingitoi ed una coppa monoansati Attingitoi forma XIII, n. 2a; coppa forma XVIII n. 2c De Juliis 1977 Materia e tecnica: argilla figulina beige e rosata, ingubbiatura color crema, vernice bruna e paonazza Attingitoi: vasca alquanto fonda a profilo convesso, labbro leggermente estroflesso distinto mediante una gola; alta ansa a nastro verticale sormontante e ripiegata, impostata dal fondo all'orlo della vasca, fondo piatto Decorazione: la superficie esterna del vaso è interamente decorata con fasce di colore in bruno e paonazzo alternate a metope con fasce in paonazzo e sottili filetti in bruno, sul fondo centrato da croce si ripete lo stesso schema decorativo, lansa ha fasce verticali bicrome e dalla parte interna filetti orizzontali, il labbro interno presenta una grande fascia in paonazzo fra due in bruno, al centro della vasca quattro triangoli contrapposti al vertice in bruno e paonazzo e cerchielli concentrici Stato di conservazione: uno privo dellansa, uno ricomposto da quattro frammenti con una piccola lacuna, uno con ansa ricomposta Dimensioni: alt. da cm 13,5 a cm 12; diam. bocca da cm 14,5 a cm 12 Coppa con orlo rientrante, vasca troncoconica, ansa a nastro insellata impostata verticalmente sul bordo; decorata esternamente con filetti in bruno e paonazzo e allinterno con complesso motivo a stella centrato da motivo a croce Stato di conservazione: integra, deformata Dimensioni: alt. cm 7; diam. bocca cm 13,5 Produzione: ceramica daunia Datazione: subgeometrico daunio II, 550-400 a.C. Cfr. E. M. De Juliis La ceramica geometrica della Daunia,Firenze 1977
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Olla daunia a decorazione bicroma Forma I, n. 22 De Juliis 1977 Materia e tecnica: argilla beige chiaro; ingubbiatura camoscio, vernice bruna e paonazza, modellata a tornio lento Orlo ad imbuto; corpo globulare schiacciato ai poli; fondo piatto; anse orizzontali, semianulari, a nastro ingrossato, oblique verso l'alto, impostate sulla massima espansione, alternate a due appendici plastiche ad anello Decorazione: sullorlo dalla parte interna, una fascia in bruno cui sono tangenti quattro archi di cerchio; sul corpo decorazione a bande di varia altezza alternate in bruno e paonazzo, che incorniciano unampia fascia allaltezza delle anse, decorata con metope campite da svastiche sinistrorse. La superficie esterna delle anse è verniciata in paonazzo Produzione: ceramica subgeometrica daunia Stato di conservazione: labbro ricomposto Dimensioni: alt. cm 21,3; diam. bocca cm 24 Datazione: subgeometrico daunio II, 550-400 a.C. Cfr.: E. M. De Juliis La ceramica geometrica della Daunia, Firenze 1977
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Olla daunia a decorazione bicroma Vicino alla forma I, n. 33 De Juliis 1977 Materia e tecnica: argilla beige chiaro; ingubbiatura camoscio, vernice bruna e paonazza, modellata a tornio lento Orlo ad imbuto; corpo globulare schiacciato ai poli; fondo piatto; anse orizzontali, semianulari, a bastoncello, oblique verso l'alto ed impostate sulla massima espansione, alternate a due appendici plastiche a protome animale stilizzata Decorazione: sullorlo dalla parte interna, fascia in paonazzo fra due in bruno; sul corpo decorazione a bande di varia altezza alternate in bruno e paonazzo, che incorniciano unampia fascia allaltezza delle anse, decorata con metope campite da losanghe riempite con piccoli rombi; la parte inferiore presenta una banda a decoro metopale con tratti verticali e rettangoli fra linee in paonazzo Produzione: ceramica subgeometrica daunia Stato di conservazione: integra Dimensioni: alt. cm 22,5; diam. bocca cm 21,4 Datazione: subgeometrico daunio II, 550-400 a.C. Cfr.: E. M. De Juliis La ceramica geometrica della Daunia, Firenze 1977
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Tre attingitoi biansati dauni Vicino alla forma  XIV, tipo 2 De Juliis  1977 Materia e tecnica: argilla figulina beige, ingubbiatura color crema, decorazione in bruno e paonazzo, modellati a tornio lento Vasca alquanto fonda a profilo convesso, labbro leggermente estroflesso distinto mediante una gola; alte anse a nastro verticali sormontanti, impostate dal fondo all'orlo della vasca, fondo piatto (3) Decorazione: la superficie esterna del vaso è interamente decorata con fasce di colore in bruno e paonazzo, il fondo esterno è decorato con un complesso motivo geometrico con triangoli e tratti verticali; linterno della vasca è decorato con due coppie di uccelli contrapposte e stilizzate, una con motivo geometrico, lansa ha fasce verticali bicrome Produzione: ceramica subgeometrica daunia Stato di conservazione: due integri, uno ricomposto Dimensioni: alt. cm 10, cm 10 e cm 9; diam. bocca cm 15,5, cm 15,2 e cm 15,3 Datazione: subgeometrico daunio sec. II, 550-400 a.C. Cfr.: E. M. De Juliis La ceramica geometrica della Daunia, Firenze 1977
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Grande askos daunio Forma V, tipo 5, De Juliis 1977 Materia e tecnica: argilla rosata; vernice bruna e paonazza; modellato a mano Bocchello con labbro a tesa appiattita, collo troncoconico, corpo globulare schiacciato, ansa semicircolare a nastro impostata longitudinalmente sul dorso, fondo piatto; sul bocchello archi di cerchio tangenti limboccatura, sul collo motivo fitomorfo stilizzato e filetti verticali, sulla spalla tre fasce alternate in bruno e paonazzo con gruppi di diagonali spezzate  e cerchielli Produzione: ceramica subgeometrica daunia Stato di conservazione: integro, lieve lacuna sul bocchello Dimensioni: alt. cm 18,3 Datazione: Subgeometrico Daunio II, 550-400 a.C. Cfr.: E. M. De Juliis La ceramica geometrica della Daunia. Firenze 1977.
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Olla daunia a decorazione bicroma Materia e tecnica: argilla beige; ingubbiatura camoscio, vernice bruna, modellata a tornio lento Orlo svasato; corpo globulare schiacciato ai poli; piede a disco; anse cornute, oblique verso l'alto ed impostate sulla spalla; sul labbro fascia ad archi di cerchio e triangoli, alla base del collo fascia e filetti cui segue motivo metopale a zig-zag, sotto le anse due triangoli contrapposti a clessidra, nella parte inferiore del vaso grande fascia campita da svastica destrorsa e croci e tratti verticali cui seguono cerchi concentrici Produzione: ceramica subgeometrica daunia Stato di conservazione: lacuna sul labbro Dimensioni: alt. cm 23,5; diam. bocca cm 18 Datazione: subgeometrico daunio III, 400-300 a.C.
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Olla daunia a decorazione bicroma Vicino alla forma I, n. 20 De Juliis 1977 Materia e tecnica: argilla rosata; ingubbiatura camoscio, vernice bruna e paonazza, modellata a tornio lento Orlo estroflesso; corpo globulare schiacciato ai poli; piede a tromba; anse a nastro, oblique verso l'alto ed impostate sulla spalla; sul labbro fascia in bruno con archi di cerchi tangenti e triangoli, alla base del collo fascia in bruno cui segue motivo metopale sulla spalla con meandro interrotto e campito da cerchielli e filetti in rosso, sul corpo decorazione a bande di varia altezza, nella parte inferiore del vaso banda a decoro metopale con uccelli stanti e volti a sinistra e svastiche iscritte in un cerchio; piede e attacco verniciati in paonazzo Produzione: ceramica subgeometrica daunia Stato di conservazione: un restauro sul ventre con piccola lacuna Dimensioni: alt. cm 26; diam. bocca cm 18,5 Datazione: subgeometrico daunio II, 550-400 a.C. Cfr.: E. M. De Juliis La ceramica geometrica della Daunia, Firenze 1977
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