IMPORTANT RENAISSANCE MAIOLICA

26 OCTOBER 2022
Auction, 1176
26

A DISH, URBINO OR DUCHY OF URBINO, HALF 16TH CENTURY

Estimate
10.000 / 15.000

A DISH, URBINO OR DUCHY OF URBINO, HALF 16TH CENTURY

 

ALZATA, URBINO O DUCATO, METÀ SECOLO XVI

in maiolica dipinta in policromia in blu di cobalto, verde, giallo, giallo arancio, bruno di manganese, bianco di stagno, diam. cm 26,8, diam. piede (tagliato) cm 10, alt. cm 4

 

Bibliografia di confronto

T. Wilson, The Golden Age of Italian Maiolica Painting. Catalogue of a private collection, Torino 2018, p. 338 n. 147

 

L'alzata in maiolica ha fondo liscio con bordo rialzato e breve dall’orlo arrotondato, e in origine poggiava su piede probabilmente alto poco svasato applicato in cottura, ora mancante asportato forse per inserire l’opera in una cornice. Il recto è interamente interessato da una decorazione istoriata che narra l'episodio della flagellazione di Cristo. Al verso una sola linea gialla lista il bordo.

Gesù è legato alla colonna e subisce la flagellazione da parte di due personaggi armati di verghe. La scena è ambientata in un porticato con colonne marmoree marezzate, cui fa da sfondo una vasta piazza circondata da palazzi con cupole, portici ad archi, mentre in lontananza si intravede un'alta torre circolare. Il pittore, che si ispira alla xilografia di Bernard Salomon del 1554, pubblicata per la prima volta in italiano a Lione nel 1559 nel volume Figure del nuovo testamento illustrate da versi vulgari italiani, lascia spazio alle architetture, che non sempre interpreta con correttezza, ma dedica mota cura anche alla realizzazione dei personaggi. Il Cristo, che indossa un solo perizoma legato in vita di colore verde intenso, tiene alto il capo mentre i due aguzzini infieriscono, uno con una tunica blu lumeggiata di giallo e l’altro con una lorica e un cappello frigio e calzari verdi. L’elemento coloristico è predominante e contribuisce a far emergere le figure dallo sfondo.

Un esemplare di confronto interessante ci è fornito da un piatto conservato in collezione privata, recentemente pubblicato da Timothy Wilson, con analoga scena, ma dipinto secondo i canoni di Gironimo Tommasi a Lione, che si distingue per le architetture e per il modo assai personale di dipingere le figure. Qui invece il pittore utilizza modalità decisamente urbinati, che si avvicinano a certi esiti stilistici delle opere della metà del secolo per la capacità pittorica, il colorismo e le proporzioni, elementi che ci portano a ritenere l'opera non di bottega, e quindi meritevole di ulteriori approfondimenti.