Important Renaissance Maiolica

20 OCTOBER 2021
Auction, 1099
42

VERSATOIO, CASTELLI D’ABRUZZO, BOTTEGA POMPEI, 1550-1560 CIRCA

Estimate
6.000 / 9.000
Price realized:  Registration

VERSATOIO, CASTELLI D’ABRUZZO, BOTTEGA POMPEI, 1550-1560 CIRCA

in maiolica dipinta in policromia con blu di cobalto, verde rame, giallo, giallo arancio, bruno di manganese, bianco di stagno; reca sul fondo etichetta 23 GENNAIO 1930 - R. UFFICIO ESPORTAZIONE DI OGGETTI DI ANTICHITÀ E D'ARTE FIRENZE; alt. cm 23, diam. bocca cm 10,3, diam. piede cm 9

 

AN EWER, CASTELLI D’ABRUZZO, WORKSHOP OF POMPEI, CIRCA 1550-1560

 

Provenienza

Firenze, Collezione Murray;

Firenze, collezione privata

 

Bibliografia

Sammlung Murray, Florenz. Verzeichnet von Robert Schimidt unter mitwirkung von W.R.Deusch, Berlino 1929, p. 15 n. 32, tav. VIII;

J. Chompret, Répertoire de la majolique italienne, Parigi 1949, p. 58 fig. 439;

C. de Pompeis, C. Ravanelli Guidotti, M. Ricci (a cura di), Le maioliche cinquecentesche di Castelli. Una grande stagione artistica ritrovata, Pescara 1989, pp. C154-C155, n. 369

 

La brocca, come l’esemplare che precede (lotto 41), ha forma ovoidale con larga imboccatura con orlo estroflesso, collo cilindrico alto dal quale appena sotto la bocca si diparte un’ansa a nastro con terminale a pizzico; sul fronte un cannello a forma di testa di drago. La superficie è interamente decorata sui lati con un grande elemento vegetale stilizzato in giallo su fondo blu cobalto, incorniciato da elementi in riserva con tratti a serpentina e a nastro delineati con rapidità, che vanno a riempire il retro lasciato bianco a partire dallo spazio al di sotto dell’ansa decorato con linee parallele. Sotto il decoro principale e il beccuccio un cartiglio bordato di giallo e ombreggiata di azzurro con la scritta sy.artemisia in caratteri gotici, ad indicare lo sciroppo di artemisia, utilizzato in antichità per le sue proprietà digestive.

Anche questo vaso appartiene alla serie di vasi prodotti a Castelli d’Abruzzo per il cosiddetto corredo Orsini Colonna, di cui abbiamo parlato al lotto precedente. Dal catalogo della celebre mostra tenutasi a Castelli nel 1989 si nota come fossero già state individuate più mani intervenute nella realizzazione del celebre corredo, con una produzione da situarsi cronologicamente prevalentemente nel secondo terzo del XVI secolo.

Due brocche abbastanza affini si segnalano nella collezione Cora, anch’esse caratterizzate da decori privi di ritratti (MIC Faenza inv. n. 21142/c e 21143/c)