FROM THE RENAISSANCE TO THE EARLY 20TH CENTURY. AN ITINERARY THROUGH FIVE CENTURIES OF PAINTING

2 FEBRUARY 2021  
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David de Coninck

(Anversa, circa 1646 – Bruxelles? dopo il 1701)

COMPOSIZIONE DI FRUTTA E FIORI ALL’APERTO, CON UN TENDAGGIO E UN PAPPAGALLO

olio su tela, cm 96x132

 

STILL LIFE OF FRUITS AND FLOWERS WITH CURTAINS AND A PARROT

oil on canvas, cm 96x132

 

Splendido esempio della produzione di natura morta fiammingo-romana, questo dipinto costituisce un’importante acquisizione al catalogo di David de Coninck, artista anversese attivo a Roma tra il 1672, data in cui la sua presenza è documentata per la prima volta dagli Stati d’Anime, e il 1694 quando decide di far ritorno in patria.

Allievo di Jan Fyt nella città natale, De Coninck conserverà per tutta la sua carriera un forte legame con il maestro, soprattutto nella sua produzione di soggetto animalista ma anche negli inserti floreali delle sue composizioni; fu poi la comune origine fiamminga a spingerlo, una volta a Roma, a frequentare Abraham Brueghel (Anversa 1631-Napoli 1697) presente in città fino al 1675, e a riprenderne i modelli, pur trasformandoli con personalissime variazioni.

Non è dunque un caso che questo dipinto, comparso sul mercato antiquario milanese nel 1977, sia stato un tempo attribuito a Brueghel dallo stesso Federico Zeri, come risulta da una nota autografa al verso della relativa fotografia conservata nella Fototeca Zeri presso l’Università di Bologna (vedi scheda 85502). Più recentemente, lo stesso studioso decise invece di archiviarla nel fascicolo dedicato a David de Conink.

La Fototeca Zeri conserva altresì nello stesso fascicolo (scheda 86669) la foto di un’altra natura morta che differisce da questa per le dimensioni assai più ampie (cm 120x170) e per una variante nella frutta raffigurata in primo piano a sinistra (due zucche, un melone e varie specie di fichi) ma nell’insieme quasi identica alla nostra.

La tela in questione è conservata dal 1925 nel Musée des Beaux Arts di Nantes (inv. 2031) insieme a un pendant (inv. 2030) dove la composizione di frutta all’aperto è accompagnata dagli animali tipici di David de Conick e dai suoi caratteristici elementi scultorei classicheggianti, avvalorando quindi l’attribuzione della coppia di tele al pittore fiammingo.

Al di là della documentazione citata, molti elementi del nostro dipinto rimandano a opere certe e da tempo note di De Coninck: in primo luogo l’ambientazione all’aperto, sullo sfondo di una villa italiana, motivo da lui spesso ripetuto, e soprattutto il recipiente in argento a guisa di conchiglia, decorato a scanalature parallele e ornato nei margini e nell’impugnatura da elaborati motivi fitomorfi e animali. Un oggetto che compare, quasi una sigla del pittore, in numerosissime composizioni di fiori e frutta, firmate per esteso o comunque da tempo acquisite al suo catalogo e riprodotte a colori nel saggio dedicato a De Coninck da Ulisse e Gianluca Bocchi (Pittori di natura morta a Roma. Artisti stranieri 1630 – 1750, Viadana 2005, pp. 148-174, figg. DC. 22-23-24).

Attivo a Roma per quasi due decenni dopo la partenza per Napoli di Abraham Brueghel (1675), De Coninck ne diventa in qualche modo l’erede non solo nel tipo di composizioni proposte, a cui affianca però una notevolissima produzione animalista, ma anche nella committenza aristocratica, documentata da citazioni inventariali.

Le sue nature morte all’aperto, sullo sfondo di giardini all’italiana e di ville nobiliari, talvolta con l’aggiunta di figure, costituiranno un modello per i pittori stranieri attivi a Roma alla fine del secolo e nel primo Settecento, tra cui Christian Berentz.

 

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