ARCADE | 16th to 20th century paintings

29 SEPTEMBER 2020  
Cristofano Allori
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Cristofano Allori

(Firenze, 1577 - 1621)

RITRATTO VIRILE CON UN RAMETTO DI ROSE

olio su rame ovale, cm 12,5x10

 

MALE PORTRAIT WITH  A TWING OF ROSES

oil on copper, cm 12,5x10, an oval

Bibliografia
S.Bellesi, Pittura e Scultura a Firenze (secoli XVI-XIX), Firenze 2017, p. 11. 

L'opera è accompagnata da expertise di Sandro Bellesi di cui pubblichiamo un estratto:

"[...] Al di là delle piccole dimensioni, l'opera mostra un livello qualitativo decisamente alto, imputabile, senza margini di dubbio, all'intervento di un maestro di primo piano.

La forte impronta tardo-cinquecentesca fiorentina legata prevalentemente alla lezione di Alessandro Allori e a quella dei suoi più stretti accoliti consente di poter riferire il dipinto, in base a opportuni riscontri stilistici e filologici, al catalogo di Cristofano Allori, personalità artistica tra le più originali e carismatiche attive in Toscana tra gli ultimissimi anni del XVI e l'inizio del XVII secolo. [...] Sempre molto attento nei suoi ritratti alla definizione fisiognomica e all'analisi psicologica dei suoi personaggi, Cristofano mostra anche in questo piccolo ovale, opera non certamente legata ai gravosi vincoli della committenza ufficiale ed eseguita quasi come sorta di divertissment, le sue doti artistiche migliori, ben evidenti, oltre che nella già rilevata verità descrittiva della figura, nel tocco fine del pennello, nel rigore grafico nella sagomatura dell'uomo e nella resa preziosa delle tinte, in questo caso graduate essenzialmente su cromie nere, bianche e rosa.

L'opera, in stretta sintonia con alcuni disegni con studi di volti e con vari personaggi dipinti dall'artista come il foglio con Due chierici del Gabinetto Nazionale delle Stampe di Roma (F. C. 124176) e la tela con il Miracolo del beato Manetto dell'Antella nella Santissima Annunziata a Firenze (si veda Cristofano Allori. 1577-1621, catalogo della mostra a cura di M. l. Chappel, Firenze 1984, pp. 40-41), denota, di fatto, analogie stringenti con vari ritratti licenziati dal pittore nel primo Seicento. Seppur tipologicamente affine al Ritratto di ignoto della Galleria Palatina a Firenze e al Doppio ritratto dell'Accademia Etrusca a Cortona (Cristofano Allori, op. cit., pp. 48-49 e 42), l'opera, che differisce tuttavia da questi per effetti chiaroscurali meno contrastati, si pone, a un'attenta analisi stilistica, sulla stessa lunghezza d'onda di varie effigi virili definite dal pittore con tonalità luministiche in chiaro, di eco bronziniana, in particolare due Ritratti di Cosimo II nel Museo della Natura morta nella villa medicea di Poggio a Caiano (S. Bellesi, Catalogo dei pittori fiorentini del '600 e '700. Biografie e opere, 3 voll., Firenze 2009, II, fig. 7) e nel Museo degli Innocenti (opera eseguita con la collaborazione dei fratelli Domenico e Valore Casini: si veda S. Bellesi in Il Museo degli Innocenti, in corso di stampa) e, ancora, il Ritratto di giovane uomo oggi presso Rob Smeets Old Master Paintings a Ginevra (F. Baldassari, Carlo Dolci. Complete catalogue of the Paintings, Firenze 2015, p. 56), già passato presso Dorotheum a Vienna con riferimento a Cristofano Allori da parte dello scrivente. Proprio grazie al confronto con queste opere, scalabili tra il primo e il secondo decennio del Seicento, è possibile collocare l'opera, come già indicato, tra il periodo centrale e quello maturo dell'attività dell'Allori."

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