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16  -  17 DECEMBER 2019
Auction, 0323
41

GELLI, Giovan Battista. La Circe. In Firenze, Lorenzo Torrentino, 1549.

Estimate
300 / 400

GELLI, Giovan Battista. La Circe. In Firenze, Lorenzo Torrentino, 1549.

In 8vo piccolo (162 x 103 mm). 266 [6] pp., bianche le ultime due carte. Frontespizio entro elaborata cornice architettonica con stemma mediceo, ritratto dell’autore al verso, iniziali e fregi xilografici. Piena pelle di fine Settecento, dorso con tassello e decorazioni dorate, decorazione dorata all’unghiatura, sguardie e tagli marmorizzati. Ex libris Fratelli Salimbeni, altro ex libris con motto “nec adversa retorquent” e iniziali “GPC”. Legatura un po’ sciupata, frontespizio un po’ sbiadito, pallide macchioline e fioriture occasionali.

                     PRIMA EDIZIONE del secondo dialogo del Gelli, dedicato a Cosimo de’ Medici e ispirato da Plutarco e Plinio, nel quale Ulisse ottiene da Circe il permesso di riportare con sé in patria tutti i greci che, trasformati dalla maga in bestie, acconsentano a riprendere la forma umana. “Tutti, salvo l’elefante, respingono la proposta di Ulisse e dimostrano con logica implacabile che, vista l’esperienza concreta di ciascuno, la condizione animale è assai più gradevole, sicura e razionale della condizione umana […] Il raziocinante Ulisse, per quanto cocciuto e fiero dei suoi argomenti aristotelici - che sono anche quelli dell’autore: l’uomo potrebbe, con la ragione, la volontà e il libero arbitrio, sconfiggere la natura ostile ed elevarsi alla contemplazione della verità - non può negare la sua sconfitta di fronte agli argomenti animaleschi e si prepara alla fuga. L’incontro con l’elefante-filosofo Aglafemo rende possibile un lieto fine della storia, anche se il significato ultimo del dialogo resta, in definitiva, ambiguo. L’elefante è convinto a ritornare uomo non tanto dagli argomenti filosofici di Ulisse […] quanto dal fatto di intravedere dietro di essi la realtà dell’amore di Dio per l’uomo. È un Dio che viene sempre chiamato, paganamente, Prima Cagione dell’Universo; nondimeno, quello che compie Aglafemo e viene proposto al lettore è un salto nella fede, un passaggio razionalmente inspiegabile.” L’opera fu messa all’Indice nel 1590.

 

FIRST EDITION of the second dialogue of Gelli, dedicated to Cosimo de’ Medici and inspired by Plutarch and Pliny, in which Ulysses obtains permission from Circe to bring back with him all the Greeks who, transformed by the sorceress into beasts, agree to resume the human form. Only one accepts: the elephant philosopher Aglafemo. Detailed description and additional images upon request.