UNA STATUA PER L'ANIMA

In occasione dell'asta “Capolavori da Collezioni Italiane” del 12 novembre 2019 il dipartimento di archeologia classica ed egizia propone un’importante statua in legno raffigurante un dignitario egizio della metà del II millennio a.C. L’uomo è stante con spalle diritte, braccia allungate lungo i fianchi e la gamba sinistra portata lievemente in avanti. La figura, a torso nudo, è coperta da un gonnellino che dalla vita scende fin sopra i polpacci e sul davanti è connotato da un’espansione triangolare: questo specifico dettaglio nell’abbigliamento è prova del rango elevato dell’effigiato.
Le condizioni di conservazione sono straordinarie, la cromia è quella originaria, ma l’aspetto più significativo di questa statuetta è nella originaria destinazione del pezzo.  Non siamo infatti davanti ad uno dei numerosi “portatori di offerte” che caratterizzano la produzione artigianale del Medio Regno, ma ad una statua cultuale. Si tratta infatti dell’immagine, in una versione eternamente giovane ed in forma perfetta del ka, cioè dell’entità spirituale e della forza vitale dell’individuo.
Proprio su queste figure veniva realizzato uno specifico ed elaborato rituale, la cerimonia dell’apertura della bocca, che culminava con l’identificazione della statua con il defunto onorato, garantendogli la vita eterna. Cosa che in una qualche misura è avvenuta dal momento che, a distanza di circa 3500 anni, ancora possiamo ammirarla. Proprio per la sua eccezionalità, sulla scultura sono state realizzate analisi archeometriche (Carbonio 14), che hanno confermato la datazione stilistica fra la fine del Medio Regno e i primi anni del Nuovo Regno.