L’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA E’ PROTAGONISTA AL CENTRO SVIZZERO DI MILANO

Il 9 dicembre in asta a Milano il catalogo di Arte moderna e contemporanea, in cui i collezionisti e gli addetti ai lavori, potranno trovare una ricca proposta di dipinti, opere su carta e sculture di alcuni degli artisti più autorevoli del panorama italiano e internazionale: un catalogo che risponde alle richieste più attuali del mercato.Tra gli artisti internazionali da segnalare alcune opere d’eccezione, come: Composizione cubista, del ceco Emil Filla, massimo esponente delle avanguardie pittoriche a Praga nel periodo tra le due guerre, Paesaggio con libro firmato, del 1934 di Frantisek Janousek.Di forte impatto Abstraktion, opera del 1917 del tedesco Rudolf Schlichter membro del gruppo “Neue Sachlichkeit” (Nuova obiettività), insieme a  Hans Richter, autore di Orchestre, inoltre di grande rilievo, segnaliamo l’opera dadaista DDDD–Paysage Dada di Julius Evola, personalità poliedrica del Novecento italiano, inoltre due opere di Andrè Masson, in particolare segnaliamo Les Chevalier del 1927.Per i maestri italiani del primo Novecento il dipartimento è felice di presentare Oreste e Pilade di Giorgio de Chirico, opera metafisica del 1961. Interesse nel raffinato collezionismo di riferimento susciterà la grande opera a tecnica mista su laminato plastico realizzata nel 1962 da Gastone Novelli, Che cosa si può dire, un’opera con sale, legni e piombo di Pier Paolo Calzolari.Presenti in asta anche il nucleo di opere di Ottone Rosai: Iris del 1948, Suonatori nella via del 1956, Paesaggio, tre oli su tela tutti firmati. Altre importanti opere da segnalare di Villeglé, Rotella e due sculture importanti di Leoncillo, un dipinto del 1953-54 di Antonio Bueno  Esecuzione n. 2  e un spettacolare Franco Angeli del  1968.
Nella sezione di arte contemporanea sono di particolare interesse tre opere di Alberto di Fabio ispirate alle costellazioni e alla catena del DNA umano su carta di riso e su tela, e importanti opere di Fabrizio Plessi, oltre al dipinto del 1992 di Hermann Albert.