DEA O IMPERATRICE?

Fra la selezione di opere greche e romane nella prossima asta autunnale di Archeologia segnaliamo una testa in marmo a grandi cristalli di dimensioni di poco inferiori al vero, databile fra la tarda età adrianea e quella antonina (130-150 d.C.). Raffigura una giovane donna volta lievemente a sinistra.
I lineamenti, fini e classicheggianti, sono resi da tenui passaggi di piano.
L’acconciatura, con una scriminatura centrale e bande laterali, è arricchita sul capo da un diadema semilunato, simbolo di regalità o di status divino.  Chi raffigura? Due solo le possibilità. O si tratta di un ritratto idealizzato di Vibia Sabina (86 ? – 136), moglie di Adriano oppure, più probabilmente, nella testa deve essere vista un’immagine di Hera / Giunone, moglie di Giove e signora dell’Olimpo. 
Qualunque sia la soluzione, rimane una straordinaria testimonianza della qualità formale raggiunta dall’arte romana nel II secolo d.C.