STAMPE E DISEGNI DAL XV AL XIX SECOLO

24 MAGGIO 2023
Asta, 1206
126

Stefano Buonsignori (disegnatore)

Stima
15.000 / 20.000
Aggiudicazione  Registrazione

Stefano Buonsignori (disegnatore)

(morto a Firenze nel 1589)

Bonaventura Billocardi (incisore)

(attivo nella seconda metà del XVI sec.)

NOVA PULCHERRIMA CIVITATIS FLORENTIAE TOPOGRAPHIA ACCURATISSIME DELINEATA

incisione a bulino in nove fogli riuniti, carta vergellata,  mm 1270x1380

 

NOVA PULCHERRIMA CIVITATIS FLORENTIAE TOPOGRAPHIA ACCURATISSIME DELINEATA

engraving in nine sheets joined, laid paper, mm 1270x1380

 

Monaco olivetano e cartografo attivo a Firenze nella seconda metà del XVI secolo, Stefano Buonsignori viene chiamato nel 1576 da Francesco I de' Medici (1541-1587) a ricoprire l'incarico di cosmografo granducale, vacante dopo l'allontanamento da Firenze di Egnazio Danti (1536-1586) nel 1574. Completa quindi la sala delle carte geografiche di Palazzo Vecchio, seguendo il progetto ideato da Danti insieme con Cosimo I (1519-1574) che prevedeva l'esecuzione di cinquantadue mappe di tutto il mondo conosciuto, dipinte sugli sportelli degli armadi della Guardaroba granducale. Nel 1584 Buonsignori pubblica la pianta prospettica di Firenze vista da sud-est, in proiezione quasi isometrica, incisa a bulino da Bonaventura Billocardi e intitolata Nova pulcherrima civitatis Florentiae topographia accuratissime delineata. In basso, circa al centro, Buonsignori si raffigura di spalle in prossimità dell'arme con in mano uno staziografo, strumento utile a individuare punti topografici. Nell'angolo inferiore a destra una cartella contiene l'indice dei "Luoghi notabili" e al di sotto la scritta "D. Stefano formis" e più in basso l'indicazione dell'incisore "Bona.ra Billocardus ori/fex fecit Flo. 1584". In alto a sinistra è descritta la rosa dei venti mentre a destra la cartouche per la dedica a Francesco I. Della prima tiratura si conosce solo un esemplare conservato presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi (inv. n. 2614). Il nostro esemplare è probabilmente la ristampa fatta nel 1660 con poche varianti da Giovanni Giacomo De Rossi a Roma.