MOBILI, OGGETTI D'ARTE E SCULTURE DA COLLEZIONI PRIVATE

15 FEBBRAIO 2023
Asta, 1199
220

ASSORTIMENTO DA TAVOLA, NOVE, MANIFATTURA PASQUALE ANTONIBON, 1750-1770 CIRCA

Stima
2.000 / 3.000

ASSORTIMENTO DA TAVOLA, NOVE, MANIFATTURA PASQUALE ANTONIBON, 1750-1770 CIRCA

in maiolica dipinta in policromia secondo il decoro “alla frutta barocca”. Composizione: 12 piatti (diam. cm 23,5), 1 piatto da tazza da brodo (diam. cm 23,2), 2 vassoi circolari (diam. cm 33 e cm 29,2),1 vassoio ovale (cm 28,3x33,5), 3 vassoietti ovali (cm 20,6x24)

 

A NOVE TABLE ASSORTMENT, PASQUALE ANTONIBON MANUFACTORY, CIRCA 1750-1770

 

Il decoro “alla frutta barocca” rappresenta una fortunata tipologia di questa manifattura che trova i suoi antecedenti nelle illustri terrecotte invetriate robbiane dal Quattrocento al Seicento, con i celebri trionfi da tavola e stemmi che vedevano la frutta affiancata anche a piccoli animali come lucertole e lumache e, nel XVI secolo, nella maiolica faentina con il cosiddetto decoro “a fruttini” su fondo azzurrato. A Venezia, nella seconda metà del XVI secolo sarà poi Mastro Domenico ad inventare il decoro “alla frutta” caratterizzato da grossi frutti e girali fogliate su grandi superfici smaltate, decoro che trovò grande successo in tutta Italia, in Francia e in Olanda. Lo smalto bianchissimo, che accompagna, facendole risaltare, le forme in modo pulito e allegro insieme all’affinamento stilistico dei decori sono i tratti distintivi della manifattura Antonibon. Il decoro “alla frutta barocca” che sarà sempre un vessillo della manifattura, prevede la sostituzione della zolla naturale della ceramica di Lodi e l’introduzione e la progressiva accentuazione del gioco di volute rocaille, che impreziosiscono il decoro conferendogli maggior grazia e leggerezza.

 

Bibliografia di confronto

G. Ericani, P. Marini, N. Stringa (a cura di), La ceramica degli Antonibon, Milano 1990, pp. 82-91 nn. 90-103;

R. Ausenda in F. Rigon (a cura di), Un regale servizio da tavola della Manifattura Antonibon dalla Corte d’Olanda a Palazzo Thiene, Padova 2012, pp. 17-35