IMPORTANTI MAIOLICHE RINASCIMENTALI

26 OTTOBRE 2022
Asta, 1176

PIATTO, FAENZA, 1521 CIRCA

maiolica dipinta in policromia su fondo berettino azzurro; diam. cm 24,8, diam. piede cm 7, alt. cm 3

 

A DISH, FAENZA, CIRCA 1521

 

Bibliografia di confronto

E. Sani in B. Rackham, Italian Renaissance maiolica in the Victoria and Albert Museum – Part 1, in “Keramos” 210 (2010), pp. 1-30 n. 14;

C. Fiocco, G. Gherardi, L. Sfeir-Fakhri, Majoliques italiennes du Musée des Arts Décoratifs de Lyon, Collection Gillet, Dijon 2001, pp. 34-35 nn. 14- 15

 

Il piatto presenta cavetto fondo, piede ad anello non rilevato e un’ampia tesa a bordo arrotondato profilato di blu. Lo smalto “berettino” ricopre tutta la superficie. Sulla tesa si estende una decorazione a grottesche e delfini, mentre la balza è decorata con un motivo sottile fitoforme in bianco di stagno su fondo berettino; l’unica nota di colore deriva dall’emblema nobiliare che campeggia al centro del cavetto. Sul retro si sviluppa un motivo decorativo a linee concentriche, realizzato su fondo berettino in tinta blu, filettato di giallo arancio a sottolineare la forma, che termina in una spirale al centro del piede, decoro che ricorda i motivi “a calza”.

Il piatto mostra la classica decorazione faentina “a grottesche” che ha caratterizzato la produzione della città romagnola in un periodo compreso tra il 1500 e il 1550 circa, attraverso una fortunata serie di opere che danno riscontro di alcune tra le più importanti committenze nobiliari del Rinascimento. Un confronto vicino, anche se con scelta differente nella disposizione delle grottesche, ci deriva dal piatto del V&A con emblema nobiliare (inv. 1732-1855) o anche dai due piatti con decoro analogo su fondo berettino e stemma nobiliare della collezione Gillet a Lione.

Una coppia di piatti dello stesso servizio, ma di dimensioni superiori, recanti la data 1521 in un cartiglio è recentemente transitata sul mercato (Asta Farsetti, Prato, 27 marzo 2010, lotto 151).