IMPORTANTI MAIOLICHE RINASCIMENTALI

26 OTTOBRE 2022
Asta, 1176

PIATTO DA PARATA, DERUTA, 1500-1520 CIRCA

in maiolica decorata in blu di cobalto e lustro dorato; diam. cm 45,5, diam. piede cm 14,6, alt. cm 9,5

 

A CHARGER, DERUTA, CIRCA 1500-1520

 

Bibliografia di confronto

T. Hausmann, Majolika. Spanische und italienische Keramik vom 14. bis zum 18. Jahrhundert, Berlino 1972, pp 205-208 nn. 154-155;

J. Giacomotti, Catalogue des majoliques des musées nationaux, Parigi 1974, pp. 180-181 n. 588;

R. Ausenda (a cura di). Musei e Gallerie di Milano. Museo d’Arti Applicate. Le ceramiche. I, Milano 2000, p. 84 n. 70

 

Il piatto da pompa o da parata mostra la tipica forma con cavetto profondo e largo e tesa ampia, obliqua e terminante in un orlo rifinito a stecca appena rilevato. Il piatto poggia su un piede ad anello anch’esso appena rilevato e forato prima della cottura per consentirne l’esposizione a parete. Il decoro è realizzato con tecnica mista ottenuta in due cotture: la prima a gran fuoco con blu a due toni, la seconda in riduzione per l’ottenimento del lustro. Il retro mostra un’invetriatura appesantita di bistro beige camoscio, a ricoprire l’intera superficie.

Al centro del cavetto una giovane donna, dal volto imbronciato, è raffigurata di tre quarti rivolta a sinistra, a mezzo busto; indossa un abito leggero che lascia intravvedere il seno, al collo porta una collana con piccole perle mentre il capo è adorno di veli che serrano i capelli con nodi voluminosi, mentre alle sue spalle si stagliano due alti rami di fiori con boccioli e foglie di varie fogge; il profilo della sagoma è ombreggiato con più linee di blu cobalto. Una fascia con motivo decorativo a corona fogliata separa il cavetto dalla tesa, decorata invece da metope che alternano un fitto motivo a embricazioni al classico ornato a infiorescenze.

Questo esemplare si inserisce a pieno in quel gruppo di piatti con figure femminili, ispirate probabilmente dai dipinti del Pinturicchio, databile grazie al confronto con il noto piatto del British Museum recante lo stemma di papa Giulio II, che colloca l’intera serie come compresa negli anni del suo pontificato, durato dal 1503 fino al 1513, e pertanto al primo trentennio del XVI secolo.

Nonostante il soggetto del ritratto amatorio sia stato spesso raffigurato nella produzione derutese, gli esemplari con figure rappresentate di tre quarti sono meno frequenti. Un esempio particolarmente vicino ci deriva da un piatto conservato al Kunstgewerbemuseum di Berlino (inv. K1697), mentre altri piatti, però con il cartiglio al posto dei rami fioriti, sono ancora al Kunstgewerbemuseum di Berlino (inv. K1698), al Boymans Van Beuninge Museo di Rotterdam (inv. A3653) e nella collezione Campana al Louvre (inv. OA1433). Infine possiamo ricordare l’esemplare conservato al Museo di Arti applicate del Castello Sforzesco di Milano, anch’esso con figura di tre quarti, ma con cartiglio al posto dei rami fioriti, che si avvicina molto all’opera in esame (inv. 105).