IMPORTANTI MAIOLICHE RINASCIMENTALI

26 OTTOBRE 2022
Asta, 1176

COPPIA DI ALBARELLI, MONTELUPO, 1500-1520 CIRCA

in maiolica dipinta in policromia; alt. cm 25,3, diam. bocca cm 10, diam. piede cm 9,8 e 10,4

 

A PAIR OF PHARMACY JARS (ALBARELLI), MONTELUPO, CIRCA 1500-1520

 

Bibliografia di confronto

F. Berti, Storia della ceramica di Montelupo. Vol. III, Montelupo 1997, p. 264 nn. 68-69;

C. Fiocco, G. Gherardi, L. Sfeir-Fakhri, Majoliques italiennes du Musée des Arts Décoratifs de Lyon. Collection Gillet, Lione 2001, p. 30 nn. 32-34;

M. Marini, Passione e Collezione. Maioliche e ceramiche toscane dal XIV al XVIII secolo, Firenze 2014, pp. 118-119 n. 57

 

I due vasi presentano un’ampia imboccatura con orlo rifinito a stecca, collo breve e dritto, spalla incurvata dal profilo allungato a spigolo vivo che scende in un corpo cilindrico appena rastremato al centro, per terminare in un calice troncoconico con piede basso appena estroflesso e base piana. Il decoro è caratterizzato, nella zona mediana sul fronte e sul retro, da due festoni trattenuti da rosette e da un nastro, che racchiudono il trigramma IHS redatto in lettere gotiche con la lettera h sovrastata da una croce sormontata da un cerchio. A incorniciare la vasta porzione a risparmio nella quale sono inseriti i trigrammi, quattro riserve triangolari unite da una linea mossa blu contengono delle “palmetta persiane” tra spirali e puntini di gusto moresco. La spalla è decorata con un motivo a zig-zag centrato da fogliette stilizzate e incorniciato da linee blu e arancio.

Si ipotizza che questa coppia di albarelli appartenga ad un rilevante fornimento farmaceutico, forse di un ordine monastico, forse quello fondato da San Giovanni Colombini e poi divenuto l’ordine dei Gesuati, del quale si conservano altri esemplari particolarmente coerenti, seppur con minime varianti dimensionali, oggi distribuiti in importanti collezioni pubbliche e private. Al Museo di Faenza è conservato un boccale con lo stesso emblema, il quale reca sotto l’ansa la stessa P riconosciuta nei frammenti montelupini.