IMPORTANTI MAIOLICHE RINASCIMENTALI

26 OTTOBRE 2022
Asta, 1176
23

COPPA, MARCHE, PROBABILMENTE PESARO, BOTTEGA DI LANFRANCO GIROLAMO DALLE GABICCE, 1542

Stima
6.000 / 9.000

COPPA, MARCHE, PROBABILMENTE PESARO, BOTTEGA DI LANFRANCO GIROLAMO DALLE GABICCE, 1542

in maiolica dipinta in policromia con bruno di manganese, verde ramina, blu di cobalto giallo e giallo arancio. Sul retro iscrizione in caratteri corsivi redatti in blu cobalto “Ateon converse in/ cervio da diana-1542"; diam. cm 28,2, diam, piede cm 12,7, alt. cm 7

 

A BOWL, MARCHE, PROBABLY PESARO, WORKSHOP OF LANFRANCO GIROLAMO DALLE GABICCE, 1542 

 

Bibliografia di confronto

G. Biscontini Ugolini, Di alcuni piatti pesaresi della Bottega di Lanfranco delle Gabicce, in "Faenza", 2, 1978;

P. Bonali, R. Gresta, Girolamo e Giacomo Lanfranco dalle Gabicce maiolicari a Pesaro nel secolo XVI, Rimini 1987;

G. Bojani, Fatti di ceramica nelle marche dal Trecento al Novecento, Macerata 1997

 

La coppa presenta cavetto concavo con tesa alta terminante in orlo sottile arrotondato e larga tesa appena inclinata, e poggia su un piede alto dall’orlo svasato. Al verso sotto il piede in caratteri corsivi redatti in blu cobalto si legge “Ateon converse in/ cervio da diana-1542". L'episodio, derivato dal mito, raffigura Atteone che, dopo aver sorpreso Diana e le compagne mentre facevano il bagno, viene tramutato in cervo e sbranato dai suoi stessi cani. Qui la dea e le compagne sono raffigurate con aria sorpresa mentre si ritraggono, parzialmente coperte da alcuni veli svolazzanti, e Diana sembra spruzzare con la mano destra dell’acqua verso lo sventurato cacciatore che tenta la fuga mentre i cani lo aggrediscono.

Il paesaggio circostante è dipinto con grande incisività: una grande roccia forata fa da sfondo, mentre su un’altra cresce un alberello da una zolla arrotondata, e in lontananza si vede un paesaggio lacustre con una piccola città con cupole e contrafforti ad archi, mentre sulla sinistra se ne scorge un’altra in lontananza, ombreggiata di blu. Ciuffi di fiori appena percepibili ornano le rocce, uno steccato delimita la riva. I corpi delle donne sono robusti con muscolatura evidente e seni rotondi, i volti larghi con piccole bocche appena socchiuse. Tanti di questi elementi stilistici richiamano alcune opere riferibili al Pittore del Pianeta Venere, probabilmente Nicola da Fano, attivo in questo periodo a Pesaro presso la bottega di Lanfranco Girolamo dalle Gabicce. Purtuttavia siamo propensi a attenerci ad una attribuzione ancora prudenziale alla bottega.