DIPINTI ANTICHI

21 DICEMBRE 2022
Asta, 1170

Mario Balassi

(Firenze, 1604 – 1667)

SAN PIETRO IN CARCERE LIBERATO DALL’ANGELO

olio su tela, cm 185x125

firmato e datato MA.s BALASSI/F/ 1653 in basso a sinistra

iscritto al retro della tela “Balassi” in alto a sinistra

 

LIBERATION OF SAINT PETER

oil on canvas, cm 185x125

signed and dated MA.s BALASSI/F/ 1653 lower left

inscribed on the back “Balassi”

 

Provenienza

Firenze, collezione Rucellai;

collezione privata

 

Esposizioni

Luce e ombra. Caravaggismo e naturalismo nella pittura toscana del Seicento. A cura di Pier Luigi Carofano. Pontedera, 18 marzo – 12 giugno 2005, cat. 29

 

Bibliografia

M. Lastri, Etruria pittrice, Firenze 1795, II, p. LXXXXIII; F. Guidi, Pitture fiorentine del Seicento ritrovate, in “Paragone” XXV, 1974, 297, pp. 59-60; R. Carapelli, Mario Balassi, in Il Seicento Fiorentino. Arte a Firenze da Ferdinando I a Cosimo III, 3 voll., catalogo della mostra, Firenze 1986, p. 34; A. Matteoli, Balassi Mario in Allgemeines Künstler-Lexicon, VI, München-Leipzig 1992, p. 386; R. Carapelli, Di alcune opere meno note o inedite di Mario Balassi, in “Antichità viva” 5-6, 1995, pp. 54-55; G. Papi, in La Pittura in Italia. Il Seicento, Milano 1989, p. 622; S. Prosperi Valenti Rodinò, Un autoritratto disegnato da Mario Balassi, in “Paragone” 44-46, 1994, p. 236; M. Gregori in La collezione Pizzi. Una galleria del Seicento, catalogo della mostra, Parma 1998, cat. 12, p. 52; M. P. Mannini, Mario Balassi in Il Seicento a Prato, a cura di C. Cerretelli e R. Fantappiè, Prato 1998, p. 103; S. Bellesi, in Luce e ombra. Caravaggismo e naturalismo nella pittura toscana del Seicento. Catalogo della mostra a cura di Pier Luigi Carofano, Pisa 2005, p. 84, n. 29; F. Baldassari, Simone Pignoni, Torino 208, p. 37, fig. 22, nota 21; S. Bellesi, Catalogo dei Pittori Fiorentini del 600 e 700, Firenze 2009, I, p. 74; II, fig. 45; F. Berti, Mario Balassi 1604-1607. Catalogo completo dei dipinti e dei disegni, Firenze 2015, p. 134, cat. 137, ill. tav. 16.

 

Resa nota dalla critica contemporanea grazie agli studi di Fabrizio Guidi (Guidi 1974), l’opera è documentata alla fine del Settecento nella collezione Rucellai all’interno della prestigiosa edizione in due volumi di Marco Lastri dal titolo L’Etruria pittrice ovvero la storia toscana dedotta dai suoi monumenti che si esibiscono a stampa dal secolo X fino al presente, edita tra il 1791 e il 1795, dove compare tradotta in incisione da Ferdinando Gregori su disegno di Carlo Bozzolini.

Sandro Bellesi in occasione della mostra sul naturalismo in Toscana del 2005 nella quale fu esposta (Luce e ombra 2005, cat. 29) riscontrava “echi di memoria caravaggesca romana” (Bellesi 2005, p. 84), oltre che affinità con Martinelli e Vincenzo Dandini, mentre successivamente Francesca Baldassari l’ha posta in relazione con una tela dello stesso soggetto di Simone Pignoni datata dalla studiosa agli anni Sessanta e pertanto con un rapporto di dipendenza rispetto al nostro.

Ne esiste un’altra versione, di formato ridotto, transitata nel 2015 presso la casa d’aste Pandolfini (Firenze, 21 aprile 2015, lotto 87; cfr. Berti 2015, p. 135, cat. 38).

Infine, sono stati riconosciuti due studi disegnativi in relazione al dipinto, un foglio firmato con un giovane che alza la mano sinistra dell’Hessisches Landesmuseum, Kupferstichkabinett di Darmstadt, molto prossimo ai modi del maestro di Balassi, Matteo Rosselli, e un disegno con una speculare figura di vecchio conservato al Louvre (per entrambi si veda Berti 2015, p. 134 con bibliografia precedente).