ARTE A VENEZIA TRA XVI E XIX SECOLO

28 SETTEMBRE 2022
Asta, 1160
22

Domenico Robusti, detto Domenico Tintoretto

Stima
60.000 / 80.000

Domenico Robusti, detto Domenico Tintoretto

(Venezia, 1560 – 1636)

IL POETA E LE MUSE

olio su tela, cm 109x138,5

 

THE POET AND THE MUSES

oil on canvas, cm 109x138,5

 

Inedito e sconosciuto al mercato, l’importante dipinto qui offerto è stato certificato come opera del più giovane Tintoretto da Rodolfo Pallucchini in una comunicazione scritta alla proprietà che non ha dato luogo tuttavia a nuove e più specifiche pubblicazioni dopo la monografia dedicata a Jacopo nel 1982 (R. Pallucchini – P. Rossi, Jacopo Tintoretto, Le opere sacre e profane, Venezia 1982).

Numerosi sono infatti i motivi di confronto con le opere documentate di Domenico, giovanissimo collaboratore del padre fin dall’esecuzione dei cosiddetti Fasti Gonzagheschi (Monaco, Alte Pinakothek) a partire dal 1578 ed erede della bottega paterna alla morte di Jacopo nel 1594.

Evidenti i riferimenti a quest’ultimo nella nostra composizione, e in particolare – come sottolinea lo stesso Pallucchini – alla serie di tele per il Palazzo Ducale affini a questa anche per il soggetto, vale a dire le Tre Grazie o Venere, Bacco e Arianna del 1573 circa, o ancora le Nove Muse a Hampton Court, dalla collezione Gonzaga, databile appunto intorno al 1578.

Fra le opere giovanili di Domenico spicca però, per precisi confronti con la tela qui in esame la composizione allegorica nel museo del Prado, raffigurante la Virtù scaccia il Vizio (Pallucchini – Rossi 1982, I A 57; II, p. 653, fig. 681).

Di ignota provenienza, quest’ultima fu probabilmente eseguita per la decorazione di un soffitto nell’ultimo decennio del Cinquecento, e ben si confronta al nostro dipinto sotto il profilo della composizione e dei riferimenti eruditi utilizzati per la caratterizzazione delle Arti Liberali. Un elemento che riconduce alla formazione umanistica e alla vocazione letteraria di Domenico, riportata dal Ridolfi nella sua biografia dell’artista.