ASTA A TEMPO | LIBRI, MANOSCRITTI E AUTOGRAFI

25 GIUGNO  -  4 LUGLIO 2022
Asta a tempo, 1138
18

Manoscritto della Bhagavadgītā (o Bhagavad Gita) in sanscrito classico. India, probabilmente Kashmir, XIX secolo.

Stima
1.000 / 2.000
Asta conclusa
Il lotto e' stato aggiudicato a un valore di: 1250 €  c.i.

Manoscritto della Bhagavadgītā (o Bhagavad Gita) in sanscrito classico. India, probabilmente Kashmir, XIX secolo.

 

PREZIOSO MANOSCRITTO SPRITUALE INDUISTA DAI CROMATISMI INTENSI. La Bhagavadgītā (“Canto del Divino” o “Canto dell’Adorabile” o, meno comunemente, il “Meraviglioso canto del Divino”) è un antico testo indiano, che contiene il dialogo tra il principe-guerriero Arjuna e il Dio Krishna sul campo della battaglia di Kuruksetra, che durerà 18 giorni. Si tratta di una parte di circa 700 versi divisi in 18 canti del grande poema epico Mahābhārata, uno dei testi religiosi più importanti dell’Induismo, nel quale si trova l’antefatto della battaglia di Kuruksetra. A seguito di una faida famigliare, Arjuna e i suoi fratelli vengono defraudati del loro regno. Al momento della guerra, Arjuna sceglie di allearsi a Krishna, che gli si offre come auriga, ma il virtuoso principe-guerriero è assalito dal dubbio perché sa che si troverà a dover combattere e quindi uccidere i membri della sua stessa famiglia, parenti, mentori e amici, facenti tuttavia parte della fazione dei malvagi Kaurava, usurpatori del trono di Hastināpura, i quali simboleggiano anche metaforicamente le difficoltà morali e fisiche di ogni essere e yogi. Di fronte a questa prospettiva drammatica, Arjuna si lascia prendere dallo sconforto, rifiutandosi di combattere. A questo punto il suo auriga Krishna, principe del clan degli Yādava ma in realtà avatar di Visnu qui inteso come divinità suprema, si avvia ad impartirgli degli insegnamenti, dal profondo contenuto religioso, per dissiparne i dubbi e lo sconforto. Il dialogo tra il principe e il Dio è la summa della più antica tradizione filosofica indiana. In esso sono illustrati i diversi cammini, le regole dell’agire spirituale, il fervore del mistico, la disciplina dell’asceta, la meta ultima. Denominata “il Vangelo dell’India”, la Bhagavadgītā è l’opera classica più famosa della letteratura religiosa induista.

 

Manoscritto cartaceo in 16 oblungo (ca. 95 x 165 mm) di [270] carte che includono [16] miniature a piena pagina, [20] pagine incorniciate e [17] carte bianche (di cui 11 di protezione alle tavole). Tutte le pagine di testo, di 6 righe ciascuna, sono poste entro una cornice arancione e presentano talora parti del testo in rosso e arancione; le pagine con cornici decorative (presumibilmente frontespizi) hanno 3 e 4 righe di testo ciascuna e presentano anche parti del testo in oro. Il blocco di testo è rilegato con una cordicella che trapassa il dorso della legatura in un solo punto; la legatura è un cartoncino rivestito in seta decorata (sciupata). -- Non si è potuta confrontare la copia con altra digitalizzata e dunque non si conosce il numero complessivo corretto delle carte e delle tavole; alcune miniature presentano abrasioni; tracce d’uso e del tempo.

 

PRECIOUS HINDUIST SPRITUAL MANUSCRIPT WITH INTENSE CHROMATISMS. Manuscript of the Bhagavadgītā (or Bhagavad Gita) in classical Sanskrit. India, probably Kashmir, 19th century. [270] leaves that include [16] full-page miniatures, [20] framed pages and [17] blank leaves (11 of which to protect the plates). -- It was not possible to compare the copy with another digitized one and therefore the total number of leaves and plates is not known; some miniatures show abrasions; traces of use and time. Detailed description and additional images upon request.