OPERE DI ECCEZIONALE INTERESSE STORICO ARTISTICO

28 SETTEMBRE 2022
Asta, 1116
6

Jacopo Zucchi

Stima
15.000 / 25.000

Jacopo Zucchi

(Firenze, c. 1541 – Roma, 1590)

ANNUNCIAZIONE

olio su rame, cm 22,7x17,5

al retro, scritta di collezione “assunta (sic)/di Camillo Procaccino/stimato Doppie (…)/del Marchese Antonio Recalcati/Vic.o di Giust.a”

 

Suo mercato antiquario nel 2020 con una proposta di attribuzione a Jacopo Zucchi non documentata dalla letteratura, il rame qui offerto è stato confermato senza riserve al pittore fiorentino in occasione del procedimento di vincolo nel novembre dello stesso anno, accompagnato da una esauriente ed articolata relazione storico-artistica.

Tuttora inedita per quanto riguarda gli studi specialistici, l’opera è stata giustamente posta in relazione con la pala di uguale soggetto nella seconda cappella a destra del Duomo di Bagnoregio, identificata da Antonio Vannugli (Per Jacopo Zucchi: un’Annunciazione a Bagnoregio ed altre opere, in “Prospettiva” 75/76, 1994, pp. 161-73; specificamente pp. 161-63, e fig. 1).

Come precisato da Vannugli, la collocazione originaria e quindi la committenza della pala restano tuttora ignote: è possibile che la tela si trovasse su un altare addossato al muro della navata in corrispondenza della settecentesca cappella Margutti, dove ora si trova. In mediocre stato di conservazione, la tela è stata decurtata su ogni lato, con perdita più o meno significativa di dettagli ulteriori.

È probabile quindi che il nostro rametto, che palesemente ne deriva nelle figure dei protagonisti, sia utile a integrarne le parti mancanti verso i margini.

Destinato alla devozione privata, il piccolo dipinto qui offerto si caratterizza altresì per la citazione di un passo vetero-testamentario alludente alla nascita del Salvatore: sulla targa portata in volo dagli angeli e ostentatamente indicata dall’angelo annunciante si legge appunto “APERIATUR/TERRA/ET GERMINET/SALVATOREM” (da Isaia 45,8).

La sostituzione di questo passo in cui è prefigurata l’Incarnazione all’usuale saluto angelico richiama tra l’altro una seconda immagine dell’Annunciazione dipinta da Jacopo Zucchi, dove si legge un altro versetto di Isaia (7,14: “Ecce Virgo concipiet et pariet….” a conferma di una specifica devozione da parte dei suoi committenti.

Motivi stilistici hanno suggerito una datazione della paletta di Bagnoregio nella seconda metà del nono decennio del Cinquecento, tra il 1587 e il 1590 (Vannugli 1994, cit.; Sara Ragni, voce Zucchi, Jacopo, in Dizionario Biografico degli Italiani, 100, 2020).

Si tratta dunque dell’ultimo periodo romano dell’artista fiorentino, che in quegli anni alterna le sofisticate meditazioni astrologiche nella galleria del palazzo romano di Orazio Rucellai (ora Ruspoli) e il raffinato erotismo dell’Amore e Psiche nella Galleria Borghese all’austera meditazione controriformata delle pale eseguite per la chiesa di San Giovanni Decollato, sede dell’omonima confraternita fiorentina a cui egli stesso apparteneva.

Precisi confronti per quanto riguarda la figura della Vergine e il coro di angiolini scherzosi vanno poi stabiliti con la paletta a Roma nella chiesa di San Clemente, appena più antica.

 

Opera dichiarata di interesse particolarmente importante dal Ministero della Cultura, Segretariato Generale per la Liguria, con decreto N. 183 del 20/12/2021.
The Italian Soprintendenza considers this lot to be a work of national importance and requires it to remain in Italy; it cannot therefore be exported from Italy.