BIANCO, BLU E OLTRE. PORCELLANE E MAIOLICHE GINORI DEL SETTECENTO

20 OTTOBRE 2021
Asta, 1104
222

GRUPPO, DOCCIA, MANIFATTURA GINORI, 1770-1780

Stima
800 / 1.000
Aggiudicazione:  Registrazione

GRUPPO, DOCCIA, MANIFATTURA GINORI, 1770-1780

in porcellana dipinta in policromia, raffigurante una scena di corteggiamento presso un alberello: la giovane donna sembra sfuggire alle galanterie di un giovane elegante, mentre un fanciullo riposa ai piedi dell’albero, il tutto collocato sulle caratteristiche rocce che fanno da base. I gruppi in porcellana entrano a far parte della decorazione della tavola attorno agli anni settanta del Settecento, rappresentando una produzione richiesta e di buon successo per la manifattura fiorentina, affidata in quel periodo all’opera plastica di Giuseppe Bruschi. Spesso questi gruppi mostrano elementi comuni, variati a seconda del soggetto, prevalentemente di natura arcadica o con riferimento alla caccia e alla vendemmia; alt. cm 19,8, diam. base cm 12

 

A GINORI GROUP OF COURTING SCENE, DOCCIA, 1770-1780

 

Bibliografia di confronto

G. Morazzoni, Le porcellane italiane, Milano 1960, vol. II, tav. 269

 

L’EVOLUZIONE DELLA SCULTURA A DOCCIA NEL TARDO SETTECENTO:

UN POPOLO DI FANCIULLI, CONTADINI E GALANTUOMINI

 

Nel 1757 muore Carlo Ginori e il marchese Lorenzo (1734-1791), figlio primogenito, di fatto ne raccoglie l’eredità. Dapprincipio non si possono individuare sostanziali differenze rispetto alle impostazioni paterne in campo scultoreo, ma già l’anno 1763 segna una prima svolta importante. Lorenzo Ginori infatti invia a Parma lo scultore e modellatore Giuseppe Bruschi, nipote di Gaspero, per copiare i modelli tedeschi e soprattutto francesi di proprietà dell’Infante di Spagna Filippo di Borbone, divenuto Duca di Parma, Piacenza e Guastalla… È questo il primo spartiacque per la produzione scultorea della manifattura di Doccia: da modelli di riferimento di immediata derivazione classica, tratti direttamente dagli originali presenti a Firenze e Roma, e da quelli legati alle reinterpretazioni degli originali antichi che il barocco in genere e il tardobarocco fiorentino ne avevano dato, si passa a quelli frutto di un nuovo linguaggio espressivo che aveva nel pittore Francois Boucher uno dei suoi esponenti di punta.

 

Alessandro Biancalana, La scultura a Doccia dopo la morte di Carlo Ginori: naturale sviluppo o involuzione?, in “Faenza” n. 1, 2016, pp. 62-63