IMPORTANTI MAIOLICHE RINASCIMENTALI

20 OTTOBRE 2021
Asta, 1099
19

VASO BIANSATO, DERUTA, SECOLO XVI

Stima
5.000 / 7.000
Aggiudicazione:  Registrazione

VASO BIANSATO, DERUTA, SECOLO XVI

in maiolica decorata a lustro; alt. cm 28, diam. bocca cm 18,1, diam. piede cm 14,1

 

A TWO-HANDLED JAR, DERUTA, 16TH CENTURY

 

Bibliografia di confronto

J.E.Poole, Italian maiolica in the Fitzwilliam Museum, Cambridge, 1995, cat. 244;

J. Giacomotti, Catalogue des majoliques des musées nationaux, Parigi 1974, pp. 194-196 nn. 630-637;

W. Watson, Italian RenaissanceCeramics from the Howard I. And Janet H. Stein Collection and the Philadelphia Museum of Art, Philadelphia 2001 n. 34;

C. Fiocco, G. Gherardi, L. Sfeir-Fakhri, Majoliquesitaliennes du Musée des Arts Décoratifs de Lyon. Collection Gillet, Toulouse 2015, n. 68

 

Il vaso ha corpo ovoidale appiattito, poggiante su un alto piede a base svasata, dotato di una bocca larga a bordo rifinito a stecca. Appena sotto l’orlo due anse a cordolo scendono arcuate per ricongiungersi al corpo appena sopra il punto di massima espansione. Il decoro prevede sotto il bordo largamente orlato di lustro nella parte mediana un ornato con due larghe metope disposte simmetricamente e suddivise da un decoro fogliato, centrate da un medaglione a mandorla contenete un piccolo ritratto femminile a mezzo busto. Al di sotto corre una fascia ornata da elementi tondeggiati inserita tra due linee parallele, poggiante su una decorazione a baccellature oblique che si sviluppa sul calice del vaso. L’ornato è realizzato in blu di cobalto su smalto stannifero con decori a lustro giallo dorato nelle porzioni lasciate riservate.

La forma è assai comune nella produzione derutese del Cinquecento, talvolta dotata di coperchio a cono con presa a bottone. I vasi di questa tipologia erano costituiti da parti assemblate a freddo con argilla morbida a saldare il piede al corpo. Alcuni studiosi ritengono che questi vasi potessero essere abbinati a bacili da acquereccia, e tale associazione ai bacili ricollocherebbe questa tipologia ceramica ai piatti da parata e alle credenze più importanti. Questi vasi, specifici della produzione della città di Deruta, erano opera probabile di più botteghe, come testimonierebbero numerosi dati di archivio già dal 1496.

Numerosi gli esemplari conservati nelle collezioni pubbliche di grandi musei e in collezioni private, spesso caratterizzati da decorazioni diversificate, come ben dimostrano gli esemplari che accompagnano il vaso in questo stesso catalogo. Si vedano inoltre i numerosi esemplari pubblicati dalla Giacomotti nel regesto dei musei francesi, e in particolare il vaso del Museo del Louvre con motivo floreale sul corpo databile al primo terzo del XVI secolo, quello, molto prossimo, della collezione Gillet di Lione e infine il vaso del Museo di Philadephia. Interessante per la produzione di queste opere è l’elenco di confronti conservati nei musei internazionali e italiani redatto da J.E. Poole