IMPORTANTI MAIOLICHE RINASCIMENTALI

20 OTTOBRE 2021
Asta, 1099
49

PIATTO, URBINO, BOTTEGA FONTANA, 1560- 1570 CIRCA

Stima
8.000 / 12.000
Aggiudicazione:  Registrazione

PIATTO, URBINO, BOTTEGA FONTANA, 1560- 1570 CIRCA

in maiolica dipinta in policromia; sul retro sotto il piede la scritta La bella Europa inga[n]il divin Toro; diam. cm 26,5, diam. piede cm 8,4, alt. cm 4,5

 

A DISH, URBINO, WORKSHOP OF FONTANA, CIRCA 1560-1570

 

Bibliografia di confronto

M. Marini (a cura di), Fabulae pictae: miti e storie nelle maioliche del Rinascimento, Firenze 2012, p. 218 n. 20;

J. Lessmann, Italienische Majolika Aus Goethes Besitz: Bestandskatalog Klassik Stiftung Weimar Goethe-Nationalmuseum: Bestandskatalog Der Klassik Stiftung Weimar, Weimar 2014, pp 72-73 n. 11

 

Il piatto ha un cavetto largo e concavo a stacco marcato, la tesa è larga e obliqua e termina in un orlo arrotondato e orlato di giallo. Il piatto poggia su un piede basso con anello, al centro del quale in blu di cobalto è tracciata la scritta La bella Europa inga[n]il divin Toro; alcune linee gialle sul retro ne sottolineano i contorni. La scena istoriata, inserita in un paesaggio roccioso con due alberelli da un lato e una rupe dall’altro, interessa l’intera superficie senza soluzione di continuità e descrive il momento in cui Europa, accompagnata dalle ancelle, sta per incoronare il toro bianco che scorge in una mandria di armenti accompagnati da Ermes in veste di pastore, per poi salirgli in groppa (Ovidio, Metamorfosi, II, 858-875), episodio questo raffigurato sullo sfondo, con un secondo momento narrativo, dove si vede Europa rapita dal toro e portata in mare con un paesaggio ricco di porti e insenature sullo sfondo.

Il mito di Europa ebbe un notevole successo nel Cinquecento, tanto da essere spesso raffigurato su piatti istoriati. Alcuni esemplari di confronto sono conservati al Museo di Pesaro e in molte collezioni private.

Lo stile pittorico è quello della Bottega dei Fontana, spesso impegnata nel trattare argomenti mitologici ispirati a fonti incisorie. E anche qui infatti figura di Europa è tratta dalle incisioni di Bernard Salamon per le Metamorfosi di Ovidio pubblicate a Lione nel 1559. Da notare qui il modo particolare di delineare le rocce, con sottolineature e demarcazioni ottenute con sottili linee arancio e bianco di stagno, i volti delle figure femminili, arrotondati con occhi orlati di nero, e soprattutto il muso dei bovini, quasi caricaturale, che ritroviamo in un medaglione riservato tra splendide grottesche di una bellissima fiasca del Museo Nazionale del Bargello con la scena del rapimento di Europa. Particolarmente stringente poi il confronto con una coppa conservata nel Museo Goethe a Weimar con soggetto analogo, nel quale compare sopra la roccia una nuvoletta con Giove che si appresta alla metamorfosi, che mostra la stessa impostazione narrativa e lo stesso stile, sebbene con varianti nella mano del pittore, forse dovute anche alla scelta di un supporto di forma differente che dava meno spazio alla narrazione: il modello era sicuramente presente in bottega.