IMPORTANTI MAIOLICHE RINASCIMENTALI

20 OTTOBRE 2021
Asta, 1099
11

COPPIA DI ALBARELLI, MONTELUPO, PRIMA METÀ SECOLO XVI

Stima
2.500 / 3.500
Aggiudicazione:  Registrazione

COPPIA DI ALBARELLI, MONTELUPO, PRIMA METÀ SECOLO XVI

in maiolica dipinta in policromia. Uno dei due vasi reca alla base segni incisi dal farmacista nel biscotto riferibili al peso o alla quantità del contenuto; a) diam. bocca cm 10, diam. base cm 10,5, alt. cm 23,4; b) diam. bocca cm 9, diam. base cm 10,5, alt. cm 22,5

 

A PAIR OF PHARMACY JARS (ALBARELLI), MONTELUPO, FIRST HALF 16TH CENTURY

 

Bibliografia di confronto

G. Bojani, C. Ravanelli Guidotti, A. Fanfani, Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza. La donazione Galeazzo Cora. Ceramiche dal Medioevo al XIX secolo, Milano 1985, tav. XLIV n. 525, p. 209 n. 525;

F. Berti, La farmacia storica fiorentina. I “fornimenti” in maiolica di Montelupo (secc. XV - XVIII), Firenze 2010, pp. 179-181

 

I due vasi apotecari da unguento presentano caratteristiche morfologiche simili, con poche varianti: corpo cilindrico, slanciato e leggermente rastremato al centro con piede carenato e base piana non smaltata, bocca con un collo breve e orlo minimamente estroflesso, spalla angolata nel primo vaso e con profilo maggiormente arrotondato nel secondo, probabilmente di produzione appena più recente. L’ornato ricopre uniformemente l’intera superficie con un motivo a “fondale blu graffito”, che prevede racemi vegetali ottenuti a graffito su un fondale blu cobalto che fuoriescono da un’anfora gialla collocata sul fronte, appena sotto della scritta apotecaria, e terminano in fiori con centro rosso e corolla bianca centrata da petali gialli profilati di blu. I due cartigli indicano rispettivamente il contenuto: L.DaOPPiLAT. latte di lattice di oppio, base di farmaci stupefacenti con potente effetto anestetico, e MIRRA, il prodotto della secrezione di piccoli alberi o arbusti con proprietà anestetiche, antinfiammatorie disinfettanti.

Gli albarelli appartengono a una serie di vasellame classificato da Fausto Berti, in virtù del decoro, come “blu graffito tardo”, prodotta a Montelupo attorno nella prima metà del ‘500, comporta da albarelli di questa tipologia con misure varie, vasi globulari biansati e brocche (utelli). L’omogeneità tecnico-decorativa alimenta l’ipotesi che gli stesso appartenessero ad un unico corredo da spezieria, che Berti include tra i corredi “con simboli e stemmi di richiamo o destinazione incerta”, denominata del Vaso.

Trai i numerosi esempi di confronto, presenti già nelle collezioni Adda e Serra, ricordiamo qui i vasi conservati nel Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, nel Museo del Bargello di Firenze, nel Museo del Vino di Torgiano, al Philadelphia Museum of Art, al Victoria and Albert Museum di Londra, un vaso globulare biansato già nel Museo Artistico industriale di Roma e altri ancora.