9 FEBBRAIO 2022
Asta, 1098
154

TESTA DI CARACALLA SU BUSTO CINQUECENTESCO

Stima
15.000 / 20.000

TESTA DI CARACALLA SU BUSTO CINQUECENTESCO

ROMA, FINE II SECOLO d.C.

 

Busto monumentale su cui è montata una testa di fanciullo di dimensioni maggiori del vero. La testa raffigura un fanciullo dal volto paffuto, con ampia fronte su cui ricade un’elaborata corona di riccioli che coprono le orecchie, grandi occhi, naso corto con la punta arrotondata e labbra carnose. Il busto, anch’esso in marmo è femminile e può essere identificato con quello di un’amazzone: lascia scoperto il seno sinistro mentre quello destro è nascosto da una veste connessa in parte ad una testa animale, che ricade sulla spalla sinistra. Alla base del busto si vede un mascherone mostruoso a bocca spalancata. Sul petto, fra i seni, cade una collana con un grande pendente ovale con quattro elementi circolari. Il busto è montato su una base modanata in pietra di colore grigio.  H. 103 cm; largh. max. 71 cm; prof. 28 cm.

La specifica fisionomia del fanciullo, nonostante l’usura delle superfici e la presenza di tracce di rilavorazione e ripresa dei volumi (sui capelli e sugli occhi, in particolare quello sinistro), consente di riconoscere in esso una replica del primo tipo iconografico di Caracalla come successore al trono. Il tipo, noto anche come tipo dell’Arco degli Argentari, dal celebre monumento romano, è databile con precisione fra il 196-197 ed il 204 e noto da un cospicuo numero di copie (su cui K. Fittschen, P. Zanker, Katalog der römischen Porträts in den Capitolinischen Museen und den anderen kommunalen Sammlungen der Stadt Rom 1. Kaiser- und Prinzenbildnisse, Mainz 1985, pp. 98-100, n. 86). Nonostante la resa complessivamente accurata della capigliatura, che è stata ripresa sul retro con una gradina, la testa può essere avvicinata ai ritratti del giovane Caracalla di qualità più corrente, come quelli nei magazzini dei Musei Capitolini (s.n.i., Arachne n. 36533); nella Ny Carlsberg Glyptothek a Copenaghen (inv. 1935; Arachne n. 8652), nel Römisch-Germanisches Museum di Colonia (inv. 2005.29, Arachne n. 154772) e soprattutto a Bruxelles, Musée du Cinquantenaire (inv. 3557; Arachne n. 37869).

 

Provenienza

Collezione privata