DIPINTI E SCULTURE DELL'OTTOCENTO EUROPEO

9 NOVEMBRE 2021
Asta, 1095

Vittorio Matteo Corcos

(Livorno 1859 - Firenze 1933)

RITRATTO DI PAOLO MARCHETTINI

olio su tela, cm 33x26

firmato e dedicato "All'amico Paolo Marchettini - aprile 1903" in alto

 

PORTRAIT OF PAOLO MARCHETTINI

oil on canvas, 33x26 cm

signed and dedicated "All'amico Paolo Marchettini - aprile 1903" at the top

 

Provenienza

Collezione privata

 

Esposizioni

Vittorio Corcos. Il fantasma e il fiore, Museo Civico G. Fattori, Livorno, 26 giugno - 7 settembre 1997 - Galleria d'Arte Moderna, Palazzo Pitti, Firenze, 16 settembre - 12 ottobre 1997

Corcos. I sogni della Belle Epoque, Palazzo Zabarella, Padova, 6 settembre - 14 dicembre 2014

 

Bibliografia

Vittorio Corcos. Il fantasma e il fiore, catalogo della mostra (Museo Civico G. Fattori, Livorno, 26 giugno - 7 settembre 1997 - Galleria d'Arte Moderna, Palazzo Pitti, Firenze, 16 settembre - 12 ottobre 1997) a cura di I. Taddei, Firenze 1997, p. 109 n. 44

O. Cucciniello in Corcos. I sogni della Belle Epoque, catalogo della mostra (Palazzo Zabarella, Padova, 6 settembre - 14 dicembre 2014), a cura di I. Taddei, F. Mazzocca, C. Sisi, Venezia 2014, pp. 187-188, n. 26

 

Paolo Marchettini, campione di scacchi livornese, viene ricordato dagli storici e appassionati del gioco per la sua partecipazione al Torneo Nazionale di Livorno del 1878, di cui curò il volume relativo, e per aver fatto parte di una delle due squadre che a Livorno il 28 febbraio 1880 si sfidarono per la prima volta in Italia al telefono. In questo ritratto di piccolo formato, ma di ampio respiro pittorico, Marchettini è ritratto nello studio dell’amico e concittadino Vittorio Matteo Corcos, seduto su una sedia Thonet - la stessa visibile in una fotografia dell’atelier dell’artista - su cui si è accomodato per ammirare un quadro posto sul cavalletto che allo spettatore non è concesso vedere. Questa scelta compositiva, insolita ma elegantissima, è distante tanto dai ritratti mondani quanto da quelli rappresentativi della borghesia o degli intellettuali come Emilio Treves o Pompeo Molmenti, che l’artista livornese immortala con toni più aulici. L’utilizzo della sedia rimanda ad altri suoi ritratti, quali quello del 1897 del caro amico Augusto Vittorio Vecchi, ufficiale di marina e scrittore conosciuto con lo pseudonimo di Jack la Bolina, o il Ritratto del Marchese Riccardo Mannelli Galilei Riccardi del 1915.

L’opera è caratterizzata da una grande raffinatezza, ben evidente nella descrizione dei riflessi dell’anello al dito dell’effigiato, del finale d’argento del bastone da passeggio, del legno verniciato della sedia, delle lucide scarpe e della cornice dorata, e da una solennità compositiva, che distingue anche la dedica posta in alto e che ricorda quella di Visita al museo, dove un’elegante signora seduta su una sedia è immersa nella contemplazione delle opere archeologiche di una sala del Museo Nazionale di Napoli.

Molti elementi rimandano alla conoscenza e alla comprensione della ritrattistica dell’americano James Abbot McNeill Whistler e in particolare al suo celebre Ritratto di Thomas Carlyle del 1873, da cui Corcos riprende non solo l’impostazione compositiva, ma anche la capacità di rendere l’atmosfera sospesa pur nel realismo meticoloso della resa pittorica.