DIPINTI E SCULTURE DELL'OTTOCENTO EUROPEO

9 NOVEMBRE 2021
Asta, 1095

Giuseppe De Nittis

(Barletta 1846 - Saint-Germain-en-Laye 1884)

PICCOLO STAGNO

olio su tela, cm 30,5x40

retro: cachet dell'Atelier De Nittis

 

SMALL POND

oil on canvas, 30.5x40 cm

on the reverse: stamp of the Atelier De Nittis

 

L'opera è archiviata persso la Fondazione Giuseppe De Nittis di Barletta.

 

Era la sera del 6 febbraio 1883, lo scrittore e critico letterario Edmond de Goncourt, ospite, come avveniva di sovente, nella villa parigina di Giuseppe e Léontine De Nittis, aperta con affabilità a numerosi personaggi dell’ambiente culturale francese, si era intrattenuto con i padroni di casa a discorrere della passione del pittore per il cielo, una passione risalente all’infanzia fatta di lunghi momenti passati a osservare le nuvole bianche che “non sono informi come quelle di casa nostra, ma si modellano nel cielo in innumerevoli sfaccettature”. Così ricordava qualche anno dopo de Goncourt nel suo Journal (vol. II, 1889, p. 998)raccontando ai suoi lettori di quel giorno di febbraio, quando, prima di cena, lo scrittore era stato assieme a De Nittis al Parc Monceau, luogo frequentato da molti artisti e reso celebre in particolare dalle impressioni di Claude Monet. “E oggi, ancora, al parco Monceau, mi fece notare, in una specie di ebbrezza di ammirazione, il tono cinereo del cielo, quel tono unico e distinto da tutto e che non si trova in Italia”.

Questa attenzione per il cielo e la capacità di coglierne la differenza con quello del sud Italia la si ritrova anche nel nostro dipinto, un piccolo stagno privo della presenza umana, dove la luce pacata, dovuta proprio alle nuvole bianche, non dissolve le forme della vegetazione, anzi, mette in rilievo i fiori in primo piano, gli steli sottili delle piante cresciute attorno all’acqua, il mantello variegato degli uccelli. Il folto degli alberi dalle chiome scure e fitte sullo sfondo fa da quinta a un elemento singolo, che si innalza solitario, quasi fosse un monumento, al centro della scena. Le acque chete vengono mosse impercettibilmente dal passaggio dei germani reali dipinti con grande maestria. Tutto è equilibrato e in armonia.

Come mise in risalto Ugo Ojetti nei suoi Ritratti di artisti italiani, “De Nittis, se nelle sue opere dipinge sinceramente come vede, […] nei suoi quadri pensa anche a definire quello che vede, a far della sua visione qualcosa di più esatto di una semplice pittura: un documento” (1931, pp. 75-76).

In effetti, il legame con il dato naturale stimola l’artista a descrivere con minuzia ed eleganza questo paesaggio, capolavoro realizzato verso la prima metà degli anni Settanta, quando l’artista si dedica alla serie di signore in barca, tra cui la famosa Léontine in canotto del 1874, passata dalla Maison Goupil, e alle riprese dei cigni nel laghetto del Bois de Boulogne.

Del nostro quadro è noto uno studio pubblicato da Vittorio Pica nella monografia edita nel 1914 con il titolo Il piccolo stagno e presentato assieme ad altre importanti opere alla retrospettiva, tenutasi sempre in quell’anno, a Venezia, in occasione della XI edizione della Biennale.

 

E.S.