DIPINTI DEL SECOLO XIX. OPERE SCELTE DA UNA COLLEZIONE PRIVATA

9 NOVEMBRE 2021
Asta, 1079

Odoardo Borrani

(Pisa 1832 - Firenze 1905)

STRADA FIORENTINA FUORI LE PORTE ANTICHE

olio su tavoletta, cm 9,5x15,5

firmato in basso a destra

retro: firmato, iscritto "Sperati G.", timbro della Mondial Gallery di Milano

 

FLORENTINE STREET OUTSIDE THE OLD CITY GATES

oil on panel, 9.5x15.5 cm

signed lower right

on the reverse: signed, inscribed "Sperati G.", stamp of the Mondial Gallery of Milan

 

Provenienza

Mondial Gallery, Milano

Collezione privata

 

L’opera è accompagnata da expertise di Piero Dini datata 20 maggio 1986

 

Nato a Pisa ma formatosi a Firenze all’Accademia di Belle Arti di Firenze, Odoardo Borrani fu tra i membri principali della corrente artistica dei Macchiaioli, sviluppatasi alla metà degli anni Cinquanta dell’Ottocento nel capoluogo toscano. Con Telemaco Signorini, Vincenzo Cabianca e Raffaello Sernesi, a cui era legato da un forte rapporto d’amicizia, condivise, oltre alla frequentazione del Caffè Michelangelo di via Larga, punto d’incontro degli artisti macchiaioli, le ricerche pittoriche all’aria aperta. Borrani ritrae le campagne ma anche la città da mille angoli diversi, documentandone la parte antica, i palazzi storici e le nuove e più recenti aggiunte, come testimonia la preziosa tavoletta che presentiamo in questo catalogo.

L’artista fissa in questo piccolo capolavoro lo scorcio di un’elegante e solatia strada fiancheggiata da villini, costruiti nel XIX secolo nell’ambito del nuovo assetto urbanistico di Firenze operato dall’architetto Giuseppe Poggi a partire dal 1864. La grande impresa non solo vide il cosiddetto risanamento del centro storico, ma anche l’abbattimento delle antiche mura trecentesche per fare spazio alla costruzione di viali di circonvallazione sul modello dei boulevard parigini. Attorno a questi nacquero nuovi quartieri residenziali semicentrali che dovevano celebrare Firenze nel suo ruolo di capitale d’Italia (1865-1871) e che divennero le residenze della borghesia legata all'apparato statale e alla corte reale da poco trasferitasi in città; varie erano le tipologie abitative, dai villini a schiera di modeste dimensioni ai grandi blocchi di appartamenti da affittare, tutti improntati all'imitazione, seppure in scala ridotta, delle importanti residenze alto-borghesi.

Per quanto riguarda la strada del nostro dipinto, sembra identificabile con via Lorenzo il Magnifico, vista arrivando da piazza Cavour, l’attuale piazza della Libertà. Il verde visibile in fondo alla strada sembrano essere gli alberi attorno alla Fortezza da Basso. Da una foto d’epoca che ritrae la strada ancora in costruzione possiamo riconoscere sia la palazzina rientrante rispetto alla strada e col prospetto coronato da sculture sia il villino al centro della composizione. Mentre quest’ultimo è stato successivamente demolito per fare spazio a un palazzo moderno, la palazzina, seppure ormai priva di sculture, è ancora oggi esistente ed è sede di una struttura ricettiva.

La datazione della costruzione dei palazzi di via Lorenzo il Magnifico si attesta tra il 1870 e il 1890; l’esecuzione del dipinto potrebbe collocarsi alla fine degli anni ’80 del secolo.