DIPINTI DEL SECOLO XIX. OPERE SCELTE DA UNA COLLEZIONE PRIVATA

9 NOVEMBRE 2021
Asta, 1079

Giuseppe De Nittis

(Barletta 1846 - Saint-Germain-en-Laye 1884)

PLACE DE LA MADELEINE, 1877 circa

acquerello su cartoncino, cm 24,5x35

firmato e dedicato "à Louise Abbema" in basso a destra

 

PLACE DE LA MADELEINE, circa 1877

watercolour on card, 24.5x35 cm

signed and dedicated "à Louise Abbema" lower right

 

Provenienza

Collezione Sommaruga, Parigi

P.L. Cambiaghi, Milano

Collezione privata, Milano

 

Esposizioni

Milano 1965, n. 18

 

Bibliografia

E. Piceni, De Nittis, Milano 1934, tav. LXXII

E. Piceni, De Nittis, Milano 1955, p. 176

M. Pittaluga, E, Piceni, De Nittis, Milano 1963, n. 423

P. Dini, G.L. Marini, De Nittis. La vita, i documenti, le opere dipinte, Torino 1990, n. 688

 

L'opera è archiviata dalla Fondazione De Nittis, Barletta.

 

Louise Abbema (1853-1927) pittrice francese, affermatasi come ritrattista di signore altolocate parigine, è la destinataria di questo acquerello ambientato in Place de la Madeleine. Giuseppe De Nittis parla affabilmente di lei e della sua compagna, la celebre attrice teatrale Sarah Bernhardt (1844-1923), in una lettera alla moglie Léontine, inviata da Londra sul finire del 1879, riguardo una vendita di opere d’arte organizzata dalle signore della Comédie Française (Dini, Marini, 1990, vol. I, p. 281). Di Sarah, l’artista di Barletta, da tempo trasferitosi a Parigi, aveva eseguito un ritratto a Londra, pubblicato da Enrico Piceni nella monografia del 1934, all’epoca custodito a Milano, nella raccolta di Giacomo Jucker, dove troverà collocazione per lungo tempo il capolavoro Che freddo!, opera del 1874 riconosciuta dalla critica come la tela che segnò l’affermazione mondana di De Nittis, caratterizzata da eleganti figure femminili presenti anche nel nostro acquerello. In effetti De Nittis aveva una predilezione per il soggetto femminile, la sua grazia, la sua eleganza e il primo piano di Place de la Madeleine, nel centro, è occupato da una signora. Vestita di nero, dalle sembianze solo accennate, di cui tuttavia si coglie il movimento corporeo, la donna sta camminando per la strada in una grigia giornata autunnale. Sullo sfondo si nota un brulicare di persone e carrozze, accennate sempre con veloci pennellate scure, davanti a botteghe che sbarrano la vista dell’edificio signorile che fa capolino dalle sottostanti chiome arboree. Alle spalle della signora si trova il viale alberato, con panchine e lampioni che sembrano susseguirsi a ritmo cadenzato, e davanti a lei svettano le imponenti colonne del tempio neoclassico che domina la piazza parigina. Quel dettaglio architettonico, collocato in un punto sopraelevato rispetto al piano stradale, è sufficiente per identificare con chiarezza il luogo in cui è ambientata la scena.

In quello stesso luogo è ambientato un altro acquerello coevo al nostro, passato in asta da Christie’s a Londra nel 2012 e raffigurante, in un contrasto maggiore di toni tra il cielo azzurro, la pietra chiara dell’edificio religioso, le foglie verdi degli alberi sullo sfondo e il fango del manto stradale, la donna ormai giunta sul marciapiede adiacente le colonne della chiesa in stile corinzio (Dini, Marini, 1990, n. 689).

Sovente De Nittis ritrae punti specifici di Parigi o di Londra animati da persone, cavalli, carrozze – da Place des Pyramides ingombra di impalcature, a Place de la Concorde caratterizzata dalla fontana e dall’obelisco, da Piccadilly col via vai della strada trafficata, al Waterloo bridge all’ora del passeggio -, lasciandoci una testimonianza interessante di quale fosse la realtà urbana nel secondo Ottocento.

La frequentazione dell’ambiente artistico londinese, a partire dal 1874, stimola in De Nittis il desiderio di confrontarsi con la tecnica dell’acquerello dipingendo, con successo, diversi lavori raffiguranti luoghi parigini come, ad esempio, Lungo la Senna (Milano, Galleria d’Arte Moderna), opera dedicata all’amico Eleuterio Pagliano e le due riprese di Boulevard Haussmann. La prima versione di questi soggetti (Dini, Marini, 1990, n. 649), passata in collezione Angelo Sommaruga e successivamente in quella di Camillo Giussani, ricorda il nostro dipinto nella posa della figurina femminile ritratta con veloci tocchi di colore nero in cammino sulla destra, vicino all’alto fusto dell’albero da cui scendono le chiome autunnali. L’acquerello era stato esposto al Salon di Parigi nel 1877 assieme a Le Place Saint Augustin e Degas, in una lettera alla moglie di De Nittis scritta il 21 maggio di quell’anno, definiva le due opere “due pezzi da Maestro, senza adulazione […] non hanno pari” (Dini, Marini, 1990, vol. I, p. 326).

 

E.S.