Dipinti Antichi

8 GIUGNO 2021
Asta, 1057
68

Anton Von Maron

Stima
15.000 / 18.000

Anton Von Maron

(Vienna,1733 – Roma,1808)

RITRATTO DEL DOGE MICHELANGELO CAMBIASO

olio su tela, cm 76x61,5

 

PORTRAIT OF DOGE MICHELANGELO CAMBIASO

oil on canvas, cm 76x61,5

 

Provenienza

Firenze, Andrea Daninos (2000); collezione privata

 

Bibliografia

I. Schmittmann, Anton von Maron (1731-1808). Leben und Werk, Monaco 2013, p. 122, n. 17; tav. 15; A. Cesareo, Ancora su Anton von Maron ritrattista, in A. Cesareo, Studi su Anton von Maron 2001-2012, Roma 2014; C. Di Fabio, Prima della tempesta. Anton von Maron, i ritratti Cambiaso e le altre opere genovesi, in Anton von Maron e Angelika Kauffmann ritrattisti europei per i genovesi alla moda. Catalogo della mostra (Genova, Galleria Nazionale della Liguria, 2018 – 2019), a cura di Gianluca Zanelli, Milano 2018 (pp. 14-45), p. 35, fig. 17.

 

Da tempo noto agli studi sul pittore, il bel dipinto qui offerto ritrae Michelangelo Cambiaso (1738-1813) nel tempo in cui il patrizio genovese coronò la propria carriera politica con l’elezione a Doge nel 1791.

Risale appunto all’anno successivo lo splendido dipinto ora a Palazzo Bianco in cui Von Maron, ritrattista di successo per le grandi famiglie genovesi, presenta Cambiaso a figura intera, avvolto nel manto dorato e con la cappa di ermellino propri della carica dogale.

A questa raffigurazione ufficiale si aggiunsero, verosimilmente coevi, il dipinto ora nel Museo di Roma a Palazzo Braschi che esalta la carica dogale del Cambiaso ma insieme l’appartenenza all’Accademia dell’Arcadia in cui egli era stato accolto col nome di Teagene Cefisio, e appunto il nostro dipinto che ad esso maggiormente si accosta, sebbene limitato al busto del protagonista. Altre versioni nel Musée des Beaux Arts di Bruxelles e in due raccolte private sono infine censite dalla Schmittmann (2013, cit., nn. 14-16).

Insieme ad altre tele dedicate a esponenti delle grandi famiglie della Superba di cui ha dato conto Claro Di Fabio in occasione della mostra tenuta a Palazzo Spinola nel 2018, questa serie di ritratti si iscrive nel periodo genovese di Anton von Maron, appunto nel 1791-92, al vertice di una carriera iniziata a Roma alla fine del sesto decennio del Settecento.

Aiuto di Anton Raphael Mengs di cui divenne il cognato, l’artista austriaco si era affermato nella pittura sacra e profana ottenendo importanti commissioni e il riconoscimento dell’Accademia di San Luca, di cui fu eletto principe nel 1784. Particolarmente richiesto come ritrattista, e come tale attivo anche per la corte di Vienna, in occasione del soggiorno genovese von Maron entrò in contatto con i migliori esempi della grande tradizione fiamminga, presenti nelle raccolte aristocratiche della città: le tele in cui ritrasse Michelangelo Cambiaso sono documento esplicito di questo inedito accostamento al Barocco avvenuto alle soglie dell’età neoclassica.