DAL RINASCIMENTO AL PRIMO 900. PERCORSO ATTRAVERSO CINQUE SECOLI DI PITTURA

2 FEBBRAIO 2021  
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Pietro Benvenuti

(Arezzo 1769 - Firenze 1844)

RITRATTO DI GIROLAMO BONAPARTE

olio su tela, cm 52,5x45

 

PORTRAIT OF GIROLAMO BONAPARTE

oil on canvas, 52.5x45 cm

 

L'opera è corredata da expertise di Liletta Fornasari.

 

Nel 1781 a Firenze viene istituita l'Accademia di Belle Arti e uno dei primi allievi ammessi a seguirvi le lezioni è il giovanissimo e talentuoso Pietro Benvenuti. Dopo aver vinto tutti i premi previsti dall’ateneo fiorentino, il pittore aretino conclude gli studi a Roma, dove affina la sua pittura e l’abilità nel disegno preparatorio grazie alla copia dei capolavori di arte antica di cui idealizza i canoni estetici della pura bellezza.

Nel 1804 l’artista aretino torna a Firenze per ricoprire il prestigioso ruolo di direttore dell’Accademia di Belle Arti, quattro anni dopo, Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone Bonaparte, diviene granduchessa di Toscana e nomina Benvenuti pittore di corte con l’incarico, che coprirà a vita, di ritrarre i personaggi che vi soggiornano. Questi importanti ruoli gli fruttano numerose commissioni non solo di soggetti sacri e storici, ma anche di ritratti della nobiltà, dipinti secondo il gusto neoclassico. Il suo rigoroso modo di lavorare secondo le regole provenienti dai pittori classici richiede una grande attenzione nella preparazione del dipinto con una resa elevata del dettaglio delle figure raggiunta grazie all’alta competenza disegnativa e ad un abile utilizzo del chiaroscuro. Solo in un secondo tempo l’artista si dedica alla stesura del colore, incentrando l’attenzione sugli effigiati, senza curare eccessivamente lo sfondo. Nel nostro caso ci troviamo davanti alla scelta di utilizzare, secondo il modello del ritratto napoleonico in auge nei primi anni dell’Ottocento, una tenda di tessuto scuro e oscurante che copre in parte lo scorcio sulla piazza del Duomo di Firenze. Un escamotage che riprende in parte quello già usato nel 1809 da Benvenuti per effigiare Elisa Bonaparte e la figlia Napoleona Elisa (Fontainbleau, Musée National du Château). Vestite con abiti sontuosi le due figure sono raffigurate in piedi in un interno ampio e arredato elegantemente dalla cui finestra si vede la bellezza della piazza fiorentina.

Nel caso del nostro dipinto, l’effigiato è Girolamo Bonaparte, erroneamente indicato su un cartellino collocato sul retro della tela con il nome del figlio, Girolamo Napoleone. Si tratta invece del ritratto dell’ultimo fratello di Napoleone, nato nel 1784 ed esule a Firenze nel 1840 dove si sposa con la marchesa Giustina Pericoli. L’uomo è visto di fronte e osserva lo spettatore con occhi assorti. La sua mano destra è quasi del tutto nascosta nella giacca scura la cui austerità è in contrasto con il candore della camicia e del foulard di pizzo legato intorno al collo. La presenza di Girolamo Bonaparte nella città fiorentina fa supporre che il dipinto risalga a quell’anno, quando Benvenuti, ancora molto attivo, si occupa da tempo anche di ritratti maggiormente accostabili ad accezioni romantiche. In questo caso, tuttavia, egli sceglie un’impostazione neoclassica lasciando un suggestivo spiraglio sulla destra che si apre sulle colline fiorentine, su Santa Maria del Fiore con la facciata ancora in mattoni dominata dalla maestosità della cupola di Brunelleschi e sul campanile di Giotto, tra i più elevati esempi di architettura italiana realizzati tra il Trecento e il Quattrocento.

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