DAL RINASCIMENTO AL PRIMO 900. PERCORSO ATTRAVERSO CINQUE SECOLI DI PITTURA

2 FEBBRAIO 2021  
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Armando Spadini

(Firenze 1883 - Roma 1925)

BIANCHERIA AL SOLE

olio su tela, cm 78x84

retro: cartiglio della Galleria dell'Arte di Milano, timbro della Galleria Giordani di Bologna, timbro della Galleria Gian Ferrari di Milano, cartiglio della Mostra Celebrativa di Armando Spadini del 1946, cartiglio della Mostra Celebrativa di A. Spadini nel venticinquennio della morte del 1950, cartiglio della mostra Armando Spadini del 1983-1984, cartiglio della  Galleria ...Sani di via Santo Stefano a Bologna

 

LINEN IN THE SUN

oil on canvas, 78x84 cm

on the reverse: label of the Galleria dell'Arte in Milan, stamp of the Galleria Giordani in Bologna, stamp of the Galleria Gian Ferrari in Milan, label of the Mostra Celebrativa di Armando Spadini, 1946, label of the Mostra Celebrativa di A. Spadini nel venticinquennio della morte, 1950, label of the exhibition Armando Spadini, 1983-1984, label of the Galleria ...Sani in via Santo Stefano in Bologna

 

Provenienza

Collezione Giulio Cesare Ghiglione, Milano

Collezione privata, Bologna

Collezione privata, Varese

 

Esposizioni

Galleria Bardi, Milano, 1928 (da Emporium)

Galleria dell'Arte, Milano, 1933 (da cartiglio)

Mostra Celebrativa di Armando Spadini, Milano, Galleria Gian Ferrari, 30 marzo - 13 aprile 1946, n. 16

Mostra Celebrativa di A. Spadini nel venticinquennio della morte, 1883-1925, Genova, Galleria Rotta, dicembre 1950, n. 21

Spadini, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, 24 novembre 1983 - 22 gennaio 1984, n. 52

 

Bibliografia

E. Cecchi, A. Venturi, Armando Spadini, Milano 1927, p. LVII n. 316, tav. CXXVII (data acquisto 1918)

R. Giolli, Cronache milanesi, in “Emporium”, LXVIII, 1928, n. 408, p. 383, ill.

Spadini nella vita e nelle opere, catalogo della mostra (Galleria Gian Ferrari, Milano) a cura di L. Borgese, O. Vergani, Milano 1946, tav. XVII

Spadini, catalogo della mostra (Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, 24 novembre 1983 - 22 gennaio 1984) a cura di P. Rosazza Ferraris, L. Titonel, Milano 1983, p. 71 n. 52

 

Quando nella primavera del 1910 Armando Spadini lascia Firenze, la sua città natale, per spostarsi a Roma, l'impatto inizialmente è molto duro. Il compenso previsto dal pensionato artistico vinto in quell'anno è insufficiente per lui e per la moglie, e l'ambiente romano non gli sembra stimolante come quello della sua città di origine. Poco per volta, però, il suo animo si rasserena lasciando spazio a quell'armonia e letizia che contraddistinguono la sua pittura.

Già affascinato dalla produzione toscana quattrocentesca e dalle cromie luminose di Tiziano, a Roma Spadini trova numerosi nuovi stimoli avvicinandosi alla produzione artistica legata alla tradizione rinascimentale e al realismo caravaggesco. La sua capacità di interpretare il presente mescolando suggestioni del mondo pittorico passato è unica. Il suo nome è già noto quando, nel 1916, si trasferisce con la famiglia nella casa di via Emilio del Cavaliere, ai Parioli, quartiere a quell'epoca in grande espansione. Con il suo estro creativo stupefacente e con quella spontanea virtù che si traduce in una pittura luminosa e in un'amorosa intimità d'invenzione, si dedica a diverse vedute di via Paisiello dominate da un grande edificio color rosa, un antico monastero, dove, dal 1904, vive Giacomo Balla.  La necessità di cercare la natura e di immergersi nei suoi spazi e nelle sue tinte, Spadini la soddisfa a un passo da casa, orientando lo sguardo verso il Parco di Villa Borghese, spesso protagonista delle sue vedute all'aperto. Nei vari dipinti eseguiti dalla sua finestra, egli segue la mutazione del paesaggio, della vegetazione di orti e giardini e dei palazzi in costruzione. In questa versione, caratterizzata dalle tonalità morbide delle tinte delle case, del terreno, di nuvole e lenzuola svolazzanti, in contrasto con il verde intenso della flora rigogliosa, il pittore raffigura tre donne impegnate a stendere la biancheria al sole.

La tela, presente nelle principali pubblicazioni dedicate all'artista, proviene dalla collezione dell'avvocato Ghiglione, tra i primisostenitori di Spadini, ed è stata esposta più volte a Milano, a partire dalla mostra che la Galleria Bardi, appena inaugurata in via Brera, ha dedicato a Spadini nel 1928, contribuendo all'affermazione del pittore anche nel capoluogo lombardo. La prima versione di questo soggetto, proveniente dalla raccolta di Emanuele Fiano, altro noto mecenate dell'artista fiorentino, risale, secondo Emilio Cecchi, sempre al 1918, ed è stata compiuta quando il fogliame dell'orto di fronte a casa Spadini era così fitto e folto da coprire il paesaggio urbano, lasciando in vista solo la piccola costruzione sulla sinistra.

 

E.S.

 

 

Stima   15.000 / 20.000

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