Mobili e oggetti d'arte internazionali

20 OTTOBRE 2020
Asta, 1008
225

STIPO, MANIFATTURA LOMBARDA, FERDINANDO POGLIANI?, SECONDA MET SECOLO XIX

Stima
20.000 / 30.000

STIPO, MANIFATTURA LOMBARDA, FERDINANDO POGLIANI?, SECONDA METÀ SECOLO XIX

in legno ebanizzato con applicazioni in osso inciso e madreperla, fronte di linea architettonica suddiviso in tre sezioni da quattro lesene centrate da medaglione circolare modanato e interamente ornate a ramages vegetali con stemma centrale; la parte centrale si presenta più larga ed è formata da sportello celante vano a giorno centinato sormontato da due cassettini ornato sul fronte da medaglione con Venere, Marte ed Eros entro cartiglio a foglie e volute montato su plinto inquadrato in alto e in basso da ramages, circondato da riserva mistilinea su fondo a girali fogliacei; lo sportello è inquadrato in alto e in basso da un cassettino analogamente inciso con mascherone centrale; parti laterali con al centro uno sportello ornato da medaglione inciso con allegoria della Pittura inquadrato da ramages arricchite da nappe e racchiuso entro riserva mistilinea su fondo a racemi, inquadrato da due cassettini in alto e uno in basso analogamente decorati con mascherone tra girali fogliacei; fianchi arricchiti da medaglione circolare tra riserve mistilinee intarsiate; cappello modanato di linea sagomata coronato da pinnacoli in foggia di vaso, cm 114x187,5x49; su base di linea sagomata con fronte a cassetto centrale tra cassetti laterali intervallati da dadi da cui si dipartono le gambe tornite riunite da traverse sagomate ornate nei punti di incrocio da pinnacoli, grembiale sagomato in foggia di drappi con nappe, tutta la superficie riccamente ornata da intarsi analoghi allo stipo, cm 92x181x64,5

 

A LOMBARD CABINET, FERDINANDO POGLIANI?, SECOND HALF 19TH CENTURY

 

Bibliografia

M. Agnellini (a cura di), Mobili italiani dell’Ottocento, con un saggio di F. Simonetti, Milano 1991, p. 55

 

Nato a Milano nel 1832, Ferdinando Pogliani opera nella seconda metà dell’800 a Milano, con officine prima a Porta Vittoria e poi in Via Montenapoleone. Collaborano strettamente con lui anche i figli: Giuseppe, ingegnere, si occupa della progettazione architettonica dei mobili, mentre Paolo e Carlo sono invece rispettivamente specializzati nella scultura e nell’intarsio.

Quella in cui opera il Pogliani è l’era in cui la borghesia, nuova classe emergente, cerca di affermare il potere e la ricchezza acquisiti, con un arredamento che rimandi in maniera tangibile al livello di status sociale raggiunto. Nell’officina si guarda quindi al gusto rinascimentale, riproponendone lo stile nei fastosi mobili in ebano con intarsi in avorio, osso, tartaruga e marmo, impreziositi talvolta da pietre dure, intagli e sculture, con scene raffigurate che derivano da stampe neoclassiche.

La qualità delle produzioni rende la manifattura milanese molto famosa, portando il Pogliani e i suoi figli a partecipare a molte Esposizioni Internazionali (Milano nel 1871 e nel 1881, Vienna nel 1873, Filadelfia nel 1876, Parigi nel 1878, Torino nel 1884 e nel 1898) in cui si aggiudicano numerosi premi.

La fama è tanta che lo stesso Napoleone III commissiona ai Pogliani un letto e uno scrittoio. Alla morte di Ferdinando, l’officina continua la sua attività nelle mani dei figli, che prenderanno una nuova strada con uno stile più classico ed essenziale.