ARCADE | Dipinti dal XVI al XX secolo

29 SETTEMBRE 2020  
175

Francesco Furini

(Firenze, 1603 - 1646)

SAN GIOVANNI EVANGELISTA

olio su tela, cm 116X90,5

 

SAINT JOHN THE EVANGELIST

oil on canvas, cm 116x90,5

 

Provenienza

Firenze, collezione dei prinicipi Demidoff (timbro sul retro)

 

L'opera è corredata di expertise di Sandro Bellesi di cui pubblichiamo un estratto:

"[...] Ricca di fascino e di poeticità interpretativa, l'opera, per i caratteri tipologici della figura e per il particolare dosaggio degli effetti di chiaroscuro sulle epidermidi e sulle stoffe, è da assegnarsi, grazie ad opportuni confronti con altri dipinti, al catalogo autografo di Francesco Furini, pittore tra i più amati nel capoluogo toscano nella prima metà del Seicento. [...] Il ripetersi delle tipologie umane nella produzione di Furini, dove vengono utilizzati con frequenza perfino gli stessi modelli sia per le figure maschili che per quella femminili, non facilita, in assenza di precise documentazioni storiche, la collocazione cronologica di gran parte delle opere del pittore, spesso caratterizzate anche da analoghe sintassi stilistiche ed esecutive. Seppur non facile da collocare cronologicamente, la tela in esame evidenzia nella resa compatta dei panneggi e nel particolare dosaggio del chiaroscuro affinità soprattutto con i dipinti licenziati dall'artista negli anni trenta del Seicento, trovando comparazioni adeguate nelle sigle delle figure e nella distribuzione cromatica con pitture come la pala con La Madonna con Gesù Bambino dona il Rosario a san Domenico e santi in Santo Stefano degli Agostiniani a Empoli, documentata al 1634 (si veda R. Maffeis in Un'altra bellezza. Francesco Furini, cat. della mostra a cura di M. Gregori e R. Maffeis, Firenze 2007, pp. 188-189, cat. 18, con bibliografia precedente). Pertinente per una datazione dell'opera a quel decennio appare anche il confronto con alcuni dipinti dove compaiono figure a mezzo busto, riferibili per dati di stile agli anni trenta, come l'ovale con Porzia in collezione privata (si veda S. Bellesi, Cesare Dandini. Addenda al catalogo di dipinti, Firenze 2007, p. 42, fig. 39), La Poesia nella National Gallery di Edimburgo e il Ritratto di Baccio Bandinelli presso privati a Firenze (si veda G. Cantelli, Giuseppe Furini e i furiniani, Pontedera/Pisa 2010, pp. 35 e 37). Tipologie figurative come quella utilizzata da Furini per il santo descritto nella nostra tela dovettero godere di un certo successo nell'entourage dell'artista, come rivelano soprattutto alcune pitture riferibili al primo tempo dell'attività di Simone Pignoni, il suo allievo più importante.

Benché al momento sia sconosciuta la provenienza ab antiquo dell'opera, questa presenta sul rovescio della tela un timbro che attesta un suo passaggio nella collezione dei principi Demidoff a Firenze, famiglia russa dimorante nell'Ottocento a Firenze. In base alle conoscenze attuali molti collezionisti russi dovettero, in effetti, apprezzare in modo particolare le pitture del Seicento fiorentino come testimonia tuttora la presenza di un numero abbastanza elevato di questi esemplari nelle raccolte museali dell'ex Repubblica Sovietica.

 

 

 

Stima
12.000 / 18.000
Aggiudicazione:  Registrazione

171 - 180  di 320 Lotti
172
2.000 / 3.000
173
1.200 / 1.800
174
2.500 / 3.500
175
12.000 / 18.000
176
2.500 / 3.500
177
1.500 / 2.500
178
2.000 / 3.000
179
3.000 / 5.000
180
800 / 1.200
181
2.000 / 3.000
171 - 180  di 320 Lotti

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