Tesori Ritrovati Impressionisti e Capolavori Moderni da una raccolta privata

29 OTTOBRE 2019  
50

Francesco Messina

(Linguaglossa 1900 - Milano 1995)

 

DANZATRICE

1969

firmato

bronzo

alt. cm 51

su base in legno, alt. cm 3,5

 

DANCER

1969

signed

bronze

h. 20 1/8 in

on a wooden base, h. 1 3/8 in

 

L’opera è un multiplo originale numerato da 1/150 a 150/150, realizzato in tre versioni diverse di patina più alcune prove d’artista. Questo esemplare è segnato “P.A” ed è stato inserito nell’archivio delle opere autografe del Maestro dalla Fondazione Francesco Messina con il numero di repertorio 163 dell’8 luglio 2019.

 

This work is an original multiple sculpture numbered 1/150 to 150/150, cast in three versions which differ in the colour of the patina and several artist’s proofs. This piece is marked “P.A” and is included in the archive of authentic works of the artist by the Fondazione Francesco Messina with the number 163 the 8th July 2019.

 

La danza, per Messina, racchiudeva in sé una delle maggiori espressioni della bellezza femminile, capace di divinizzare la figura della donna esaltandone l’armonia e la grazia delle forme. Sulla scia del mito di Degas, a partire dagli anni Settanta, il suo interesse converge in una molteplicità di opere dedicate al tema della danzatrice, ripresa in varie pose, dinamiche oppure statiche. Il protagonista sarà sempre il corpo della modella, plasticamente proiettato nello spazio circostante e fissato nel bronzo come in un susseguirsi di fotogrammi tratti da un unico balletto. La corporatura longilinea, l’anatomia scarna e la particolare prorompenza del tono muscolare, nonché la forma del seno del soggetto, ricordano la fisicità di Luciana Savignano, celebre ballerina e occasionalmente modella di Messina, ritratta qui in una posa pacata ma al tempo stesso nervosa. Lo sguardo verso il basso, a gambe e mani incrociate in classica posizione di apparente riposo, in effetti, contrastano con la tensione tutta interiore e il soffuso muscolare vibrante, evidente e dichiarato della ballerina. Gli sbalzi del gonnellino e la capigliatura arruffata, raccolta sulla testa in maniera disordinata, poi, subentrano a movimentare la materia e ad aumentare il gioco di profondità e di chiaroscuro impresso da Messina in questa deliziosa composizione.

 

Dance, for Francesco Messina, was one of the highest expressions of feminine beauty, capable of divinising the female figure by exalting the harmony and the simple grace of its forms. Following in Edgar Degas’ steps, beginning in the Seventies Messina’s interests converged in a multiplicity of works devoted to the theme of the dancer portrayed in various poses, both dynamic and static. The key player is always the model’s body, a plastic projection into the surrounding space, “fixed” in bronze as in a series of frames from a film of a single ballet. The long-limbed build, the gaunt anatomy and the excellent muscle tone, as well as the form of the subject’s bust, recall the physique of Luciana Savignano, a celebrated ballerina and Messina’s occasional model, portrayed here in a pose that is collected but at the same time highly-strung. The downcast eyes and the crossing of the legs and arms in the classic position of apparent rest contrast with the entirely interior tension and the suffused muscular vibration evinced by the dancer as she maintains the pose. The flounces of the skirt and the disorderly hair, piled carelessly atop the head, step in to break up the line and increase the sense of depth and chiaroscuro impressed by Messina on this lovely composition.

Stima 
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