Sculture e oggetti d'arte

Sculture e oggetti d'arte

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
31 MAGGIO 2019
ore 15.00

Esposizione

FIRENZE
24 - 27 maggio 2019
orario 10-18 
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
info@pandolfini.it

Tutte le categorie

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91 - 120  di 251 LOTTI
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Scuola fiorentina, inizi secolo XVI

CROCIFISSO

legno intagliato e dipinto, tela di lino ingessata e dipinta, alt. cm 42,5

 

Florentine school, early 16th century

CRUCIFIX

carved and painted wood, plastered and painted linen, height cm 42,5

 

Bibliografia di confronto

F. Traversi in «Fece di scoltura di legname e colorì». Scultura del Quattrocento in legno dipinto a Firenze, a cura di A. Bellandi, Firenze 2016, p. 248

 

L’opera appartiene alla rinomata produzione quattro e cinquecentesca di crocifissi devozionali dei “legnaioli” fiorentini che contò tra i suoi protagonisti le botteghe famigliari dei Da Maiano e dei Del Tasso. Stretta fu probabilmente la collaborazione tra le due officine tanto che a Leonardo Del Tasso fu affidata la bottega dei Da Maiano dopo la morte di Benedetto nel 1497: alcune soluzioni di modellato, ravvisabili anche nell’esemplare qui offerto, furono infatti condivise negli intagli a tutto tondo realizzati da entrambe.

I confronti più stringenti possono essere stabiliti con il Crocifisso conservato presso la chiesa di San Lorenzo di Fossato (Prato), ricondotto alla mano di Leonardo Del Tasso (cfr. F. Traversi in «Fece di scoltura di legname e colorì». Scultura del Quattrocento in legno dipinto a Firenze, a cura di A. Bellandi, Firenze 2016, p. 248), il cui modello è stato riconosciuto nell’opera di Benedetto Da Maiano nel duomo di Firenze.

La nostra scultura lignea ne ripropone, in un formato ridotto, l’inclinazione della testa, i capelli divisi in ciocche serpentiformi, le dita delle mani contratte verso l’interno, l’arricciarsi del perizoma realizzato di una stoffa imbevuta di gesso e colla e dipinto di azzurro, e la descrizione anatomica.

Medesima è infine l’attenta e perlopiù intatta policromia.

                                                 

                                                                          

Stima   € 8.000 / 12.000
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Giovanni Zebellana

(Verona, 1457 – 1504)

Leonardo Attavanti, detto Leonardo da Verona

(documentato a Verona nella seconda metà del XV secolo)

MADONNA COL BAMBINO

legno intagliato e dipinto, cm 118x60x49

firmata e datata sul trono “Lonardus Veronensis me pinxit, 1492”

 

MADONNA WITH CHILD

carved and painted wood, height cm 118x60x49

signed and dated on the throne “Lonardus Veronensis me pinxit, 1492”

Opera sottoposta ad avvio del procedimento di dichiarazione di interesse da parte del Ministero dei Beni Culturali

 

Provenienza

già Vicenza, collezione conte Tommaso Franco

 

Bibliografia di confronto

C. Alberici, Madonna con Bambino, scultura lignea veronese del 1499 con “sorprese”, in “Rassegne di studi e notizie”, 11, 1983, pp. 9-33;

F. Trovati, La Madonna con il Bambino (1499) proveniente dalla parrocchiale di Gardone V. T., in “Brixia Sacra”, 4, 1996, pp. 11-21.

 

La firma posta sul fianco sinistro del trono e le stringenti analogie tipologiche e stilistiche permettono di porre in relazione il gruppo scultoreo qui offerto con la Madonna orante con in grembo il Bambino conservata presso il museo del Castello Sforzesco di Milano, come già segnalato nella scheda OA del Sistema informativo dei Beni Culturali della Regione Lombardia.

Il ritrovamento, durante i lavori di restauro a cui è stata sottoposta quest’ultima, di un piccolo rotolo di pergamena all’interno del tronetto su cui è seduta la Vergine, e la lettura di una scrittura autografa dell’intagliatore, resasi visibile nella parte interna del pannello che ne chiude il retro, hanno permesso di fissare con certezza datazione, committenza e paternità: l’esecuzione dell’opera oggi al Castello Sforzesco era stata commissionata all’intagliatore Giovanni Zebellana, residente a Verona, che, dopo averla terminata il 19 aprile 1499, l’aveva affidata al pittore Leonardo Attavanti, pure veronese, per completarla con la policromia.

L’iscrizione “Lonardus Veronensis me pinxit, 1492” dipinta sul nostro esemplare non lascia evidentemente dubbi circa l’identità dell’autore della sua decorazione pittorica e della doratura che doveva presentarsi assai raffinata come l’elegante decoro ancora visibile sulla veste della Madonna e quello meglio conservato del tronetto lasciano intuire.

Se l’iconografia della Madonna con le mani giunte in atto di adorare il figlio disteso nudo sul suo grembo a prefigurare la futura passione, alla quale rimanda anche il cardellino trattenuto tra le mani del bambino,  rientra nella grande fortuna di quest’immagine nella produzione scultorea lignea di area veneta del Quattrocento, la qualità e le caratteristiche dell’intaglio – l’andamento del profilo e delle pieghe del manto della Vergine, i tratti somatici del volto e la tipologia delle mani - sono le medesime che si possono osservare nell’esemplare del Castello Sforzesco e pertanto medesimamente ascrivibili allo Zebellana.

 

                                                   

                                                                          

Stima   € 30.000 / 50.000
Aggiudicazione:  Registrazione
91 - 120  di 251 LOTTI