MONETE E MEDAGLIE DAL XIII AL XX SECOLO

MONETE E MEDAGLIE DAL XIII AL XX SECOLO

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
28 MAGGIO 2019
ore 15.00

Esposizione

FIRENZE
24 - 27 maggio 2019
orario 10-18 
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
info@pandolfini.it

Tutte le categorie

Visualizzazione tipo lista
Visualizzazione tipo griglia
1 - 30  di 357 LOTTI
201905280104500.jpg
45

GRAN SIGILLO DEL LIBERO COMUNE DELLA CITTÀ DI BRESCIA (c. XIII secolo)

D/ +S:BRISIA:SUM:MITIS:CONSTANS:D'VS:EST:MIChi:BASIS  Sopra la cappella del duomo BRISIA. Veduta panoramica della città circondata da doppia cinta di mura con merli ghibellini. Al centro del giro di mura esterno: portone borchiato chiuso con catenaccio e toppa per la chiave; il portone costituito da due ante, presenta bilateralmente, in alto, due battenti a rosone. Al centro, oltre la seconda cerchia si vede il duomo vecchio detto “La Rotonda”, con il tetto originale a cupola. Il tetto poggia su un tamburo a cerchio, munito nella parte alta da numerose finestre ad arco a tutto sesto, di gusto bizantino-romanico. Sulla sommità del tetto: sfera crucigera al di sopra della quale è inscritto: BRISIA. Ai lati del duomo, tre torri per lato con finestre e merli sotto il tetto a piramide. Le sei torri sorgono fra le due cerchia di mura; ci sono diverse finestre sovrapposte in corrispondenza dei vari piani. Si vedono le pietre delle costruzioni e le tegole sopra il tetto, sopra il quale poggia una sfera. Perlinato interno ed esterno alla legenda. Sul dorso, presa ad anello nella parte superiore; cerchio concentrico incuso al bordo del sigillo  Ae mm. 74,00

Unico q.FDC Patina scura. Esemplare di grande valore storico-iconografico pubblicato sul I volume di G. Bascapè “Sigillografia” (cfr. id. 1969 n. 18 p. 198 e cit. p. 210).

GRAND SEAL OF THE FREE CITY MUNICIPALITY OF BRESCIA (ab. XIII century) Only this specimen known EF Brown patina. Seal of great historical iconographic value published in the First volume of G. Bascapè “Sigillografia” (comp. id. 1969 n. 18 p. 198 and men. p. 210).

La scritta BRISIA anziché BRIXIA compare sui grossi d'argento nella monetazione bresciana dall'epoca della Pace di Costanza fino alla signoria di Pandolfo Malatesta, agli inizi del ‘400. Il gran sigillo, il più prestigioso della storia cittadina, è opera di eccezionale qualità incisoria ed artistica. Secondo Bascapè è stato eseguito nel XIII secolo, ed i caratteri stilistici confermano questa datazione (metà del XIII sec.). L'esecuzione è quasi certamente opera dell'incisore del gran sigillo comunale di Verona e forse di quello di Fano e di uno dei sigilli comunali di Cremona, conservati al museo della città nella collezione Ala Ponzoni. Questi presentano infatti molte affinità stilistiche. Quello di Verona viene datato verso la fine del XII secolo, come molti sigilli comunali del nord avviso di un secolo. Purtroppo i documenti comunali sono rari, e quasi introvabili quelli che conservano il sigillo cereo. Non è da escludere che possano esser stati eseguiti dalle città vittoriose della II Lega Lombarda, dopo la Pace di Costanza, stipulata dopo la vittoria su Federico I Barbarossa (15 giugno 1183). In quella circostanza furono riconosciute le libertà comunali. I comuni, pur riconoscendo un'autorità imperiale, si sarebbero retti con un loro statuto. La legenda è scritta con caratteri gotici in versi leonini latini con influssi del volgare e l'inevitabile sgrammaticatura: altra peculiarità caratteristica dei sigilli comunali del XII-XIII secolo. I versi leonini della legenda possono essere così interpretati: “Sigillo di Brescia. Brescia è tranquilla perché Dio costantemente presente è il mio sostegno”. Non c'è dubbio che il sigillo sia stato eseguito nel periodo in cui a Brescia governava la fazione guelfa, come si può dedurre dal motto di lode e di sfida che circonda la veduta della città altamente difesa. Rimarchiamo che la porta è costantemente chiusa per i nemici. Il sigillo è anteriore all'assedio del 1311 da parte di Arrigo VII di Lussemburgo, durato sei mesi. Dopo l'inevitabile capitolazione, le mura e le torri furono abbattute e le porte in bronzo portate a Roma. Solo una torre mozzata è rimasta vicino al Duomo vecchio. Il Duomo, costruito su un tempio romano rotondo e ultimato nel XII secolo ci appare com’era: la cupola ricorda quella del Battistero di Pisa e del Duomo di San Marco e Sant’Antonio, che furono di esempio per altre costruzioni romaniche e romanico-gotiche del centro e nord Italia. Il tamburo con numerose finestre ad arco a tutto sesto, ricorda la Chiesa di Santa Sofia di Bisanzio e la Rotonda di San Lorenzo a Mantova. Questa veduta del Duomo vecchio e della città fortificata è la più antica esistente.

 

 

 

Stima  € 30.000 / 35.000
201905280108300.jpg
83

LIVORNO COSIMO III DE’ MEDICI (1670-1723) TOLLERO 1703

Ag gr. 27,13 D/ COSMVS III D G MAG DVX ETRVRIAE VI Busto paludato a d. coronato e con lunga capigliatura. Sotto il busto, nel giro, la data. R/ ET PATET ET FAVET Veduta del porto di Livorno

CNI 71 (solo cit.) MIR (cita l’es. del CNI) Di Giulio 146 (Raccolta Costantini, asta Vangelisti 1971, lot. 1221)

Della massima rarità. SPL, delicata patina iridescente.

Ex asta Ratto, 1956, lotto 947.

LIVORNO COSIMO III DE’ MEDICI (1670-1723) TOLLERO 1703 Of the maximum rarity. EF, Light iridescent patina.

Ex Ratto’s auction, 1956, lot 947.

Trattasi di una delle più importanti rarità della serie monetale medicea di grande modulo i cui esemplari noti, incluso il presente, si contano in soli tre pezzi.

Il primo tra questi, citato nell’XI volume del Corpus Nummorum Italicorum (cfr. zecca di Livorno, Tollero dell’anno 1703, n. 71), faceva parte della collezione numismatica di S.M. Vittorio Emanuele III ed è oggi custodito nel medagliere di Palazzo Massimo a Roma. Il secondo apparso in ordine temporale è quello qui esitato, proveniente dalla prestigiosa asta Ratto del 1956 (lotto 947) che vide all’incanto numerose rarità di zecche italiane medioevali e moderne, alcune delle quali mai apparse fino a quel momento in una vendita pubblica. Il terzo censito è quello rappresentato nel catalogo d’asta Vangelisti di Lucca del 1971 relativo alla vendita della “ricca e preziosa Raccolta Costantini” (lotto 1221).

Entrambi questi esemplari presentano uno stile incisorio più raffinato ed elegante rispetto a quello degli altri tolleri livornesi più comuni soprattutto grazie alla differente rappresentazione del Granduca, il cui busto appare nel campo di forma più piccola ma nel complesso meglio realizzato e più statuario. In particolare l’espressione fiera ed austera del Granduca viene enfatizzata in questo conio grazie alla particolare morfologia del suo volto, con il labbro inferiore più pronunciato e il mento più piccolo e spigoloso, quasi a volerne esaltare il suo atteggiamento ossessivo di superiorità verso gli altri (peraltro comprovato dalla sua storiografia ufficiale), mentre la corazza sulla spalla non è articolata in piastre ma appare invece lineare ed è liscia nella parte frontale del pettorale.

In merito alla mania ossessiva che più crucciava il Granduca, ovvero quella dell’ottenimento del “trattamento regio” che consisteva nel fatto che lui o i suoi ambasciatori non avrebbero più dovuto togliersi il cappello di fronte agli altri sovrani, lo storico Jacopo Riguccio Galluzzi scrisse: “Ricevè da quell’atto un nuovo pascolo la vanità di Cosimo III, il quale non mancò subito di farsi attribuire dai sudditi il trattamento di Altezza Reale, ma ne ritrasse ancora la mortificazione di vedersi contrastata questa prerogativa dalle altre corti; poiché sebbene alcune l’accordassero in progresso liberamente, altre assolutamente la denegarono, e specialmente quelle che avendo fino a quel tempo goduto di un egual trattamento non volevano riconoscersi da per se stesse inferiori” (da Istoria del Granducato di Toscana sotto il governo della Casa Medici, Livorno, Stamperia Vignozzi, 1781).

 

Stima  € 16.500 / 22.500
201905280105100.jpg
51

UNA COLLEZIONE DI MONETE DEL PATRIARCATO DI AQUILEIA

A COLLECTION OF COINS FROM THE PATRIARCHATE OF AQUILEIA

La collezione si compone di 43 monete databili tra il XII secolo, periodo di apertura della zecca patriarcale, ai primi anni del XV, quando Aquileia si sottomise a Venezia con la conseguente perdita dell’autonomia e della facoltà di battere moneta. L’insieme, formato nei primi anni settanta dello scorso secolo da un dottore milanese appassionato di storia della città friulana, testimonia un gusto collezionistico tipico di quei tempi mosso quasi esclusivamente dalla voglia di ricerca e dallo studio peculiare di ciascuna emissione della zecca medievale di Aquileia, grazie anche al supporto commerciale del noto numismatico triestino Giulio Bernardi di cui si possiedono le ricevute d’acquisto e la corrispondenza privata.

Da segnalare per la particolare importanza, rarità e stato di conservazione, il doppio grosso in argento del patriarca Bertando di San Ginesio con la figura intera di Sant’Ermagora, mancante anche nella Collezione Reale.

 

 

ANONIMI DENARO FRISACENSE (1045-1204)

Ag gr. 1,23 D/ Anepigr. Busto rozzo di fronte R/ Anepigr. Croce potenziata accantonata da quattro globetti

CNI VI/1 Bern. 2 Th. 2

Molto raro BB/SPL

ANONYMOUS DENARO FRISACENSE (1045-1204) Very rare VF/EF

 

ANONIMI DENARO FRISACENSE (1045-1204)

Ag gr. 1,24 D/ Anepigr. Busto rozzo con pastorale, sormontato da quadrifoglio e stella a d. R/ Anepigr. Tre torri sormontate da quadrifogli. Sotto, arco corredato da globetti

CNI VI/3/1-14 Bern. 3 Th. 3

Rarissimo q.SPL/SPL

ANONYMOUS DENARO FRISACENSE (1045-1204) Very rare almost EF/EF

 

ANONIMI DENARO CON LEGENDA ERIACENSIS (1045-1204)

Ag gr. 1,22 D/ Busto di fronte con pastorale e libro. Attorno legenda retrogada R/ Anepigr. Tempietto

CNI VI/3/15-18 Bern. 4 Th. 6

Rarissimo q.SPL

ANONYMOUS DENARO WITH ERIACENSIS AROUND (1045-1204) Very rare almost EF

 

ANONIMI DENARO CON LEGENDA ERIACENSIS (1045-1204)

Ag gr. 1,22 D/ Busto di fronte con pastorale e libro. Attorno legenda retrogada R/ Anepigr. Tempietto

CNI VI/3/15-18 Bern. 5 Th. 7

Rarissimo SPL+

ANONYMOUS DENARO WITH ERIACENSIS AROUND (1045-1204) Very rare EF+

 

ANONIMI DENARO CON LEGENDA ERIACENSIS (1045-1204)

Ag gr. 1,13 D/ Busto di fronte con pastorale e libro. Attorno legenda retrogada R/ Anepigr. Tempietto

CNI VI/3/15-18 Bern. 5 Th. 7

Rarissimo SPL bella patina

ANONYMOUS DENARO WITH ERIACENSIS AROUND (1045-1204) Very rare EF+ nice toning

 

GOTIFREDO (1182-1194) DENARO CON LEGENDA AQUILEGIA P

Ag gr. 1,18 D/ Busto di fronte con pastorale e libro. Attorno AQUILEGIA P R/ Anepigr. Tempietto

CNI VI/6/1-2 Bern. 6 Th. 8

Estremamente raro BB

DENARO WITH AQUILEGIA AROUND (1182-1194) Extremely rare VF

 

GOTIFREDO (1182-1194) DENARO CON LETTERE GO-TI (1194)

Ag gr. 1,24 D/ AQVILEGIA Busto di fronte con pastorale e libro su cui compare GO-TI. R/ Anepigr. Tempietto

CNI VI/6/3 Bern. 7 Th. 9

Della massima rarità q.SPL tondello largo e vecchia patina di monetiere

DENARO WITH GO-TI LETTERS (1182-1194) Of the highest rarity almost EF large flan and nice old toning

 

PELLEGRINO II (1195-1204) DENARO CON LETTERE PI-LI (1195)

Ag gr. 1,17 D/ AQVILEGIA Busto di fronte con pastorale e libro su cui compare PI-LI. R/ Anepigr. Tempietto

CNI VI/6/1 Bern. 8 Th. 10

Della massima rarità BB+/q.SPL

DENARO WITH PI-LI LETTERS (1195-1204) Of the highest rarity VF+/almost EF

 

PELLEGRINO II (1195-1204) DENARO CON LETTERE QVI IN NESSO

Ag gr. 1,12 D/ AQVILEGIA P Busto seduto di fronte con pastorale e libro R/ Anepigr. Tempietto

CNI VI/7/1-6 Bern. 10 Th. 11

Molto raro q.SPL bella patina

DENARO WITH QVI LETTERS LINKED (1195-1204) Very rare almost EF nice toning

 

VOLCHERO (1204-1218) DENARO CON AQUILA

Ag gr. 1,10 D/ VOLF KERP Busto seduto di fronte con pastorale e libro R/ CIVITAS AQVILEGIA Aquila nimbata ad ali spiegate

CNI VI/8/4-6 Bern. 12 Th. 13

Molto raro BB+

DENARO WITH EAGLE (1204-1218) Very rare VF+

 

GREGORIO (1251-1269) DENARO CON GIGLIO

Ag gr. 1,12 D/ GREGORI ELECTVS Il patriarca stante di fronte R/ CIVITAS AQVILEGIA Giglio con due fiori

CNI VI/12/5-12 Bern. 17 Th. 18

Raro SPL patinato e con tondello largo

DENARO WITH LILY(1251-1269) Rare EF toned and with large flan

 

GREGORIO (1251-1269) DENARO CON CROCE E TRIFOGLI

Ag gr. 1,16 D/ GREGO RIVPA Il patriarca seduto di fronte R/ AQVI LEGIA Croce con trifogli in ciascun quarto

CNI VI/14/29-36 Bern. 21 Th. 21

Raro SPL dettagli nitidi, centrato e con vecchia patina

DENARO WITH CROSS AND CLOVERS (1251-1269) Rare EF sharp details, centered and with old patina

 

GREGORIO (1251-1269) DENARO CON AQUILA (c. 1269)

Ag gr. 1,03 D/ GREGO RIVPA Il patriarca seduto di fronte R/ AQVI LEGIA Aquila spiegata

CNI VI/13/17-27 Bern. 22 Th. 22

Raro q.SPL

DENARO WITH EAGLE (ab. 1269) Rare almost EF

 

RAIMONDO (1273-1298)

- DENARO CON TORRE Bern. 27 Th. 27 BB DENARO WITH TOWER VF

- DENARO CON BASTONI DECUSSATI Bern. 30 Th. 30 BB DENARO WITH DECUSSED STICKS VF

- DENARO CON CHIAVI E TORRI Bern. 31 Th. 28 BB DENARO WITH KEYS AND TOWERS VF

(3)

 

PIETRO (1299-1301) DENARO CON AQUILA

Bern. 33 Th. 33 Raro MB/BB

DENARO WITH EAGLE Rare F/VF

(2)

 

BERTRANDO (1334-1350) GROSSO DA DUE DENARI CON SANT’ERMAGORA (1334)

Ag gr. 2,18 D/ BER TRAN D’PA Th’A Croce che interseca la legenda; nei quarti lettere D E V S R/ S h’ MAChOR  AQVILEGNS Il Santo in piedi di fronte benedicente con piviale ornato da crocette

CNI VI/25/3-5 Bern. 42 (rappresentato in fig. 11 di p. 27) Th. 40

Della massima rarità SPL

GROAT OF TWO DENARI WITH SANT’ERMAGORA (1334) Of the highest rarity EF

Questa moneta rappresenta una delle massime rarità della monetazione medievale italiana ed è sicuramente il più bell’esemplare noto esistente di questa tipologia. In una lettera privata del numismatico Giulio Bernardi indirizzata al proprietario di questa moneta, datata 28 febbraio 1972 e tutt’ora inedita, lo studioso fa presente in merito alla rarità del pezzo che “…manca alle massime collezioni. Manca nel Museo di Trieste e di Aquileia. Nel Corpus Nummorum Italicorum è soltanto disegnato (un disegno ricavato dal Themessl) perché al Re mancava. Nel catalogo della collezione Windischgraetz la descrizione del pezzo è ornata di RRR, un onore ben raro a quel tempo (anno 1895), paradiso terrestre dei numismatici (…). In questo secolo mi risulta apparso in vendita una sola volta (asta Hollscheck)”.
La corrispondenza privata di cui sopra verrà consegnata all’acquirente dell’intero lotto.

 

BERTRANDO (1334-1350) DENARO CON SANT’ERMAGORA 

Ag gr. 1,08 D/ BER TRAN D’PA Th’A Croce che interseca la legenda R/ S hEMA CORAS Il Santo seduto in trono benedicente con piviale ornato da crocette

CNI VI/26/4-6 Bern. 43 Th. 42

Raro q.SPL

DENARO WITH SANT’ERMAGORA Rare almost EF

(2)

 

BERTRANDO (1334-1350) DENARO CON LA BEATA VERGINE (ante 1340) 

Mi gr. 0,95 D/ BERTR  AN DVS PA La Beata Vergine seduta con in braccio il Bambino R/ AQUIL EGENS I Aquila spiegata con la coda gigliata e la lettera B gotica sul petto

CNI VI/26/6-8 Bern. 47 Th. 49

Molto raro BB

DENARO WITH BLESSED VIRGIN Very rare VF

Nell’anno 1340 vennero commissionate alla zecca di Firenze 432 monete di questa tipologia “con un giglio nel petto dell’aquila” in luogo della lettera B gotica. Poiché non si sono mai rinvenuti esemplari con questa caratteristica iconica, l’unica moneta attribuibile a quella ordinata nel documento di coniazione citato da Bernardi (id. 1975, p. 43) è quella qui rappresentata. Nel dettaglio, la sua affinità stilistica e iconografica col grossetto di Pisa coevo (tipo con Vergine col Bambino/aquila spiegata; cfr. MIR 411) ci suggerirebbe una correlazione nella produzione dei conii delle due diverse monete. Erano forse stati gli stessi incisori di quelle pisane a produrre, nell’officina di Firenze su istanza del patriarca di Aquileia, i denari con la Beata Vergine e l’aquila con la coda gigliata? La documentazione attualmente fruibile sull’attività degli zecchieri toscani in Friuli, e in particolare dell’ingerenza di quelli fiorentini nella zecca patriarcale aquileiese nel XIV secolo, sembrerebbe confermarne l’ipotesi (su questo tema cfr. Passera 2008).

 

BERTRANDO (1334-1350) MEZZO DENARO CON LA BEATA VERGINE (ante 1340) 

Mi gr. 0,43 D/ BERTRANDVS P La Beata Vergine seduta con in braccio il Bambino R/ AQUILEGENSID Aquila spiegata con la coda gigliata

CNI VI/27/18 Bern. 48 Th. 45

Estremamente raro MB/BB

HALF DENARO WITH BLESSED VIRGIN Extremely rare F/VF

 

NICOLÒ (1350-1358) DENARO CON IL LEONE 

Ag gr. 0,84 D/ MONETA NICOLAI Leone rampante di Boemia con lettera N sul petto R/ PATKE AQUILEGE Croce fogliata

CNI VI/28/1-12 Bern. 52 Th. 48

BB

DENARO WITH LION VF

 

LUDOVICO I (1359-1365) DENARO CON SCETTRO E AQUILA 

Ag gr. 0,72 D/ MONETA LVUDOVICI Scettri decussati R/ PATRIARCA AQUILEGENS Aquila spiegata con lettera L sul petto

CNI VI/28/2 Bern. 54 Th. 49

MB/BB

DENARO WITH SCEPTER AND EAGLE F/ VF

(2)

 

LUDOVICO I (1359-1365) DENARO CON SANTO E TORRE

Ag gr. 0,76 D/ LVUDOV ICIPA Santo seduto in trono R/ AQUIL EGIA Torre con scettri decussati

CNI VI/30/6-9 Bern. 50 Th. 49

MB/BB

DENARO WITH SAINT AND TOWER F/ VF

 

MARQUARDO (1365-1381) DENARO CON CROCE TIROLINA

Ag gr. 0,98 D/ MARQVARDVS PATA Globo con cuscino e lettera M R/ AQUI LE GEN SIS Croce tirolina

CNI VI/31/6-9 Bern. 58 Th. 52

MB/BB

DENARO WITH CROSS OF TYROL F/ VF

(2)

 

FILIPPO (1381-1387) DENARO CON STEMMA

Bern. 60 Th. 63 BB/SPL

DENARO WITH CREST VF/EF

(2)

 

GIOVANNI (1387-1394)

- DENARO CON AQUILA DI MORAVIA Bern. 62 Th. 55 BB/SPL DENARO WITH MORAVIAN EAGLE VF/EF

- DENARO CON CIMIERO Bern. 63 Th. 56 BB DENARO WITH CREST EF

(8)

 

ANTONIO I (1395-1402) DENARO CON STEMMA E CROCE

Bern. 64 Th. 58 SPL

DENARO WITH CREST AND CROSS EF

(2)

 

ANTONIO II (1402-1411) SOLDO O DENARO

Bern. 67 Th. 59 BB

SOLDO OR DENARO VF

 

LUDOVICO II (1412-1420) SOLDO O DENARO

Bern. 69 Th. 61 BB

SOLDO OR DENARO VF

 

 

Stima  € 5.000 / 8.000
Aggiudicazione:  Registrazione
201905280115300.jpg
153

FIRENZE GOVERNO DELLA TOSCANA (1859) RUSPONE 1859

Au gr. 10,46 Giglio e San Giovanni seduto su zolla erbosa CNI tav. XXXIII, 10 Gal. I MIR 466 Pag. 227

Rarissimo Bello SPL

FLORENCE GOVERNO DELLA TOSCANA (1859) RUSPONE 1859 Very rare Superb XF

Questo nominale, ultimo della serie aurea fiorentina, venne coniato in un brevissimo intervallo temporale di sole ventidue settimane durante la nomina di un governo provvisorio della Toscana presieduto dal barone Bettino Ricasoli che gli dette la nomina di “Ruspone del Ricasoli”. La rivoluzione toscana era iniziata la mattina del 27 aprile 1859 in piazza Barbano al grido di guerra all’Austria e inalberando il tricolore in sostituzione della bandiera asburgica. Il granduca Leopoldo II, trincerato a Palazzo Pitti con i suoi ministri, convocò il principe Neri Corsini, liberale d’altissima reputazione non direttamente coinvolto con i rivoltosi, comunicandogli che avrebbe formato un nuovo governo, concesso una costituzione e si fosse schierato contro l’Austria. Il principe Corsini si recò presso la sede diplomatica del Regno di Sardegna dove erano riuniti i capi dei congiurati ma tornò dal granduca con un ultimatum volutamente inaccettabile. Lo stesso giorno Leopoldo II lasciò Firenze con la sua famiglia rifiutandosi di abdicare. Questo governo rimase in vita sino al plebiscito dell’11 e 12 marzo 1860 che decretò a larghissima maggioranza l’annessione della Toscana al Regno di Sardegna.

Trattasi di una moneta di elevatissima qualità e di grande pregio storico i cui esemplari conosciuti si stimano in meno di una trentina.

 

Stima  € 4.000 / 6.000
Aggiudicazione:  Registrazione
201905280102400.jpg
24

VENEZIA ANDREA GRITTI DOGE (1523-1538) MEDAGLIA IN BRONZO DORATA 1534 opus Andrea Spinelli (1508-1572)

Aed mm. 37,1 D/ ANDREAS GRITI DVX VENETIAR MDXXIII Busto a s. del Doge R/

DIVI FRAN CISCI MDXXXIIII La chiesa di San Francesco della vigna in Venezia. Esergo AN(DREAS) SP(INELLI) F(ECIT) Modesti 324 (questo esemplare pubblicato) Voltolina 288, p. 337 (questo es. pubb.)

Rarissima SPL straordinario conio originale con doratura coeva

VENEZIA ANDREA GRITTI DOGE (1523-1538) MEDAL opus Andrea Spinelli (1508-1572) Very rare EF Stunning old cast with gilting coeval

Secondo Adolfo Modesti (2016, pp. 442-443) questa medaglia realizzata da Andrea Spinelli nel 1534 rappresenta un’opera incisoria di straordinaria raffinatezza e impatto iconografico, sia per l’efficace rappresentazione del busto del doge Andrea Gritti, sul dritto, che per la precisione del prospetto della chiesa veneziana di San Francesco, incompiuta, sul rovescio. Di essa si sono occupati studiosi di medaglistica, ma anche storici dell’arte veneziana e cultori di arti magiche e cabalistiche e persino di massoneria. Tale medaglia infatti costituisce l’unica testimonianza del progetto di Jacopo Sansovino (1486-1570), protagonista della “Renovatio urbis” nella Venezia della prima metà del Cinquecento, per la costruzione della nuova chiesa di San Francesco della Vigna. Il 15 agosto del 1534 ebbe luogo la cerimonia della posa della prima pietra alla presenza del doge. Per l’occasione furono realizzate due medaglie, collocate anch’esse nelle fondamenta. Una, più modesta, riproducente la sola facciata, l’altra (qui esitata, pubblicata in A. Modesti n. 324), raffigurante l’intero prospetto della chiesa secondo il progetto originario. Gravi discussioni fra religiosi e secolari però, insorte già l’anno seguente sulle proporzioni da osservarsi nell’erigenda chiesa, causarono la sospensione dei lavori, prima, ed il cambiamento della struttura esterna, poi.

 

 

Stima  € 2.000 / 2.500
1 - 30  di 357 LOTTI