ARCADE | Argenti, libri, porcellane e maioliche

ARCADE | Argenti, libri, porcellane e maioliche

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
30 -  31 MAGGIO 2019
30 maggio ore 11.00 
ARGENTI ITALIANI ED EUROPEI

30 maggio ore 15.00 
LIBRI, MANOSCRITTI E AUTOGRAFI

31 maggio ore 11.00 
MAIOLICHE E PORCELLANE

Esposizione

FIRENZE
24 - 27 maggio 2019
orario 10-18 
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
info@pandolfini.it

Tutte le categorie

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121 - 150  di 485 LOTTI
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Stima   150 / 200
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D’ANNUNZIO, Gabriele (1863-1938). Tre lettere autografe inviate all’architetto Gian Carlo Moroni (1893-1952), all’epoca direttore dei lavori al Vittoriale. La prima, di 3 pagine in 4to, a matita, datata 13.V.1931; la seconda di 2 pagine in 4to, a penna, su carta intestata “HIC MANEBIMUS OPTIME”, datata “6.VI.1931”; la terza di 6 pagine in 4to, datata 30.VII.1931. Tutte firmate “Gabriel”. Con una busta con su scritto a pastelli rosso e azzurro “a Gian Carlo Moroni / Mezzanotte”.

                     Bell’insieme di lettere dannunziane, in tutto 11 pagine scritte, in cui il Vate racconta con tipica verve seccature varie al suo amico architetto, e gli dà istruzioni. Nella prima, ad esempio, scrive: “alla mia miserie si aggiunge da alcuni giorni l’invasione delle formiche, detestate perfino da San Francesco! Non dormo più, non ho più pace … Ti prego di dare istruzioni perché il lavoro … sia fatto con diligenza e mi offra conforto.” Nella seconda, lamenta poca disponibilità economica: “Quel che ho non basta neppure per le spese interne della mia casa. Ti mando diecimila lire, non senza disagio. E mi propongo di rifiutare il concordato, e di vivere alla ventura: che è nel mio istinto e nella mia consuetudine.” Nella terza, dopo aver accennato ad un imminente taglio di capelli (“Ho già fissato il parrucchiere per tagliare i miei capelli di Assalonne, o forse di Sansone tuttora immuni dalle cesoie di Dalila”), fornisce al Moroni istruzioni precise in merito ai lavori architettonici da condurre al Vittoriale: “Desidero avere là un bagno di gran lusso in contrasto con questa vecchia casa traballante. Porremo là il mio bagno bianco … Bisogna che l’Eremo abbia una cucina solenne, poiché tutti gli Eremi sono abitati da ghiotti solitari e protetti dalla boccuta iddia Gozzoviglia.”

(11 pagine e 1 busta)

 

Three autograph letters (11 pages) sent by D’Annunzio to his architect friend Gian Carlo Moroni, who was supervising works at the Vittoriale. D’Annunzio tells with typical verve various nuisances to Moroni, and gives him instructions.

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MOLINI, Giuseppe (1772-1856). Lettera autografa firmata, 2 pagine in 4to, datata "Parigi, 20 luglio 1847", indirizzata a "A Monsieur Chev. J. Graeberg de Hemso, Bibliothèque de la Palatine de Florence, Italie", di carattere bibliofilo. Si intuisce dallo scritto che Hemso aveva dato mandato a Molini di acquistare alla "vendita del Sig. Prof. Libri" opere per la Biblioteca Palatina, senza però superare la somma di 6,000 franchi. Molini si lamenta perché i libri raggiungono cifre esorbitanti e perché Hemso non gli ha detto quanto spendere per ciascuna opera, ma solo di non superare la cifra pattuita. Dice Molini: "Sebbene io abbia agito con estrema prudenza, lasciando andare quei libri che erano spinti a troppo caro prezzo, pure io ho già acquistato tante opere da trovarmi già impegnato a 4mila franchi circa. Se dovessi acquistare tutti i libri... non basterebbero fr 15,000. I libri che sono tutti rarissimi sono anche per lo più splendidamente legati in marocchino, e vengono spinti a prezzi esorbitanti... Il peggio è che il libraio Payne di Londra è qui venuto con ampia commissione per la libreria dei British Museum, e spinge i libri a prezzi così enormi che sarebbe follia il voler con esso combattere ... Le opere più rare verranno tutte nelle quattro ultime sere. Come potrò io regolarmi? Dovrò abbandonarle? Ciò sarebbe assai dispiacevole non solo, ma anche poco decoroso. Per esempio il Boccaccio di Ripoli N. 2259 andrebbe comprato ad ogni costo. In Firenze non ne esiste un solo esemplare. I due altri che finora se ne conoscono al mondo sono uno alla Libreria Corsini a Roma e l’altro che possedeva M. Grenville è ora passato per legato a quella del British Museum ... se non mi saranno aumentate le facoltà i libri più preziosi non potranno essere acquistati."

MOLINI, Giuseppe (1772-1856). Lettera autografa firmata, 2 pagine in 4to, datata "Parigi, 20 luglio 1847", indirizzata a "A Monsieur Chev. J. Graeberg de Hemso, Bibliothèque de la Palatine de Florence, Italie", di carattere bibliofilo. Si intuisce dallo scritto che Hemso aveva dato mandato a Molini di acquistare alla "vendita del Sig. Prof. Libri" opere per la Biblioteca Palatina, senza però superare la somma di 6,000 franchi. Molini si lamenta perché i libri raggiungono cifre esorbitanti e perché Hemso non gli ha detto quanto spendere per ciascuna opera, ma solo di non superare la cifra pattuita. Dice Molini: "Sebbene io abbia agito con estrema prudenza, lasciando andare quei libri che erano spinti a troppo caro prezzo, pure io ho già acquistato tante opere da trovarmi già impegnato a 4mila franchi circa. Se dovessi acquistare tutti i libri... non basterebbero fr 15,000. I libri che sono tutti rarissimi sono anche per lo più splendidamente legati in marocchino, e vengono spinti a prezzi esorbitanti... Il peggio è che il libraio Payne di Londra è qui venuto con ampia commissione per la libreria dei British Museum, e spinge i libri a prezzi così enormi che sarebbe follia il voler con esso combattere ... Le opere più rare verranno tutte nelle quattro ultime sere. Come potrò io regolarmi? Dovrò abbandonarle? Ciò sarebbe assai dispiacevole non solo, ma anche poco decoroso. Per esempio il Boccaccio di Ripoli N. 2259 andrebbe comprato ad ogni costo. In Firenze non ne esiste un solo esemplare. I due altri che finora se ne conoscono al mondo sono uno alla Libreria Corsini a Roma e l’altro che possedeva M. Grenville è ora passato per legato a quella del British Museum ... se non mi saranno aumentate le facoltà i libri più preziosi non potranno essere acquistati."

 

Very interesting letter in which the Florentine printer and bibliophile Giuseppe Molini writes to Jakob Gråberg da Hemsö, librarian of the Bilioteca Palatina in Florence, to say that he is about to finish the sum of money that Hemsö had given him to buy books from the Guglielmo Libri sale. Molini describes the beauty of the books and explains that they are selling at very high prices, and that therefore he needs more money to make sure he gets the rarest ones.

Stima   150 / 250
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(Viaggio - India) CALDERARI, Giulio Cesare. Quarant’anni dopo, ossia, Viaggio alle Indie Orientali, Dimora in Esse, Ritorno in Patria, Negli anni 1844-48. Con estese Nozioni sull’Egitto e sull’India. Milano, 1883-1888.

 

15 diari manoscritti (di cui 8 misurano circa 175 x 120 mm, mentre gli altri 16 sono un po’ più grandi, massimo 194 x 148 mm), di circa 600 pagine l’uno, per un totale di circa 9/10.000 pagine scritte in inchiostro bruno dalla stessa mano in una grafia minuta e ordinata, perfettamente leggibile. Legature coeve in mezza tela scura con resti di tasselli cartacei ai dorsi (tranne tre volumi che hanno titoli in oro). L’opera presenta segni di usura alle legature, ma è complessivamente ben conservata.

 

STRAORDINARIO REPORTAGE SULL’INDIA OTTOCENTESCA AD OPERA DEL MISSIONARIO MILANESE GIULIO CESARE CALDERARI. OLTRE 9000 PAGINE MANOSCRITTE, REDATTE TRA IL 1883 E IL 1888, E QUASI DEL TUTTO INEDITE. 

 

Giulio Cesare Calderari (1815-1901), di nobile famiglia milanese, studiò al Collegio Paganini di Genova e venne ordinato sacerdote nel 1836. Il 12 settembre 1844 intraprese un viaggio verso l’India, che terminò con il suo rientro a Napoli il 18 maggio 1848. Quarant’anni dopo, il sacerdote missionario decise di mettere in ordine tutti i suoi appunti, costituiti dalle sue lettere ed annotazioni di viaggio, e da consistenti raccolte di informazioni sull’India antica e moderna raccolte nel corso di tutta la sua vita. Questi 15 volumi, redatti all’incirca tra il 1883 e il 1888, sono il risultato di tale fatica. I primi 9 volumi contengono il reportage del viaggio dalla partenza nel 1844 al rientro nel 1848; sono datati dal 10 marzo 1883 al 5 giugno 1884 e consequenziali nei contenuti. Degli altri 6 volumi, quelli contrassegnati X-XI contengono la narrazione della “Rivolta Indiana 1857-1858” (2 volumi, il secondo datato in fine “1 marzo 1887”), il dodicesimo reca al tassello “Parte Geografica” e contiene una mappa ripiegata dell’India, datata 1857, mentre i restanti tre recano al dorso i seguenti titoli dorati: “India Nozioni Diverse” e “Nozioni Storiche Indiane”.

 

Uno dei 15 volumi, alla sguardia volante del quale una mano posteriore ha scritto la fuorviante nota “ultimo”, è invece forse il primo, in quanto si apre con un frontespizio che recita “Quarant’anni dopo, ossia, Viaggio alle Indie Orientali, Dimora in Esse, Ritorno in Patria, Negli anni 1844-48 // Con estese Nozioni sull’Egitto e sull’India // Per il Sacerdote Giulio Cesare Calderari // Vol.e I in Parti 2 - Pte. I, Milano 1887.” Il volume prosegue con un dettagliato indice, e una introduzione ove l’autore descrive la sua innata propensione al viaggio e alla scoperta, coltivata fin dalla più tenera età. Alle pagine 30-32, la “Dichiarazione e Voto” e l’“Avvertenza” spiegano l’impianto dell’opera:

 

“Sto per metter mano ad un ben lungo ed intricato lavoro che da quanto arguir posso dai raccolti materiali supererà i 12 volumi d’oltre 550 pagine … dell’attuale formato. [Il Mio Viaggio è … l’apertura] Gli terran dietri gli altri diversi Volumi che versano interamente sull’India. È il frutto di 40 anni di spigolature! E mi sobbarcai a detto lavoro e per l’interesse che sempre mi destò l’India, e per la difficoltà ch’altri avrebbe trovato ad ordinar il materiale ov’io lasciato l’avessi tal quale. … // A rendere più interessante ai Lettori la narrazione del mio Viaggio alle Indie, della dimora in esse e del ritorno in patria, trovai opportuno non solo l’aggiungere quanto io stesso osservai in quel Paese, ma l’approfittar ben anco di molte nozioni, antiche e recenti, da me raccolte intorno ai Paesi d’Oriente e delle Indie dal 1844 al 1886 … nelle svariate italiane, francesi e inglesi letture, alternate in 40 anni, relative a queste contrade. Non poche in vero di dette nozioni offriran sovente più d’un anacronismo per rispetto al mio Viaggio, dictando esso solo dal 12 Settembre 1844 in cui lasciai Milano, al 18 Maggio 1848 in cui toccai Napoli; mentre più d’un’aggiunta porterà date anteriori, o posteriori alle sovracitate.  … Quanto al racconto dell’intero viaggio, esso procede sempre esatto e consecutivo, quale il trassi dalle Memorie mie tracciate in que’ giorni. Sol che, posto essendomi ad ordinarle e trascriverle 38 anni dopo averle estese, pensai trar profitto dalle molteplici letture a miglior riuscita del lavoro stesso, dando così più di vivacità a di pienezza a questo ed avvalorandolo con istoriche e scientifiche cognizioni. Perché infine a che mai si consultano i libri? A vantaggio e diletto proprio ed altrui. Tale il pensiero che guidommi in questa lunga fatica. Ed altra idea mi suggerì di unire alla semplice descrizione dell’interessante Viaggio quanto v’aggiusi, al punto di estenderlo a più Volumi. Io mi trovo aver raccolto tanto materiale sulle Indie a fornire [?] 6 altri Volumi pari al presente e gli altri 5 che descrivono il mio Viaggio. Ve ne ho per un Volume di geografia storica - per altro di storia propriamente detta - per un 3° sui costumi, usi, clima, popolazione, governo, feste indiane - per un 4° sulla Religioni degli Hindooi - per un 5° sulla famosa rivolta del 1857 - per un 6° sui progressi del Cattolicesimo in India e via dicendo… più volumi d’altre diverse materie negli anni tra il 1850-80 … come a dire: Spiegazioni Evangeliche e Discorsi Sacri - Racconti e Descrizioni - Storia Naturale - Lettere descrittive e no - Ricordi americani - Poesie di diverso genere - L’Economia della vita umana - Materia letteraria - Scritti inglesi e francesi … Ho intenzione di proseguir cogli altri. Ma Dio m’accorderà vita sufficiente!”

 

Questo monumentale lavoro affronta ogni genere di argomento legato all’India (e altri paesi), di cui Calderari descrive in dettaglio storia, luoghi, città, piante, religione (numerose pagine dedicate ad induismo e buddismo). Non mancano parti dedicate allo Sri Lanka (volume IX, inserto datato 12 aprile 1887), e all’apertura dell’istmo di Suez. Si tratta di una vera e propria miniera di informazioni ad oggi inedite, ad esclusione di qualche lettera del settembre 1845 pubblicata su “L’Amico Cattolico”, Milano, Boniardi-Pogliani, 1847, tomo XIV, pp. 155-159.

 

Dopo l’esperienza missionaria, Calderari fu coadiutore alla Barona, poi parroco a Camnago (1854) e, dal 1864, a S. Nazaro in Milano. Dal 1866 fu quiescente in S. Eustorgio e custode del Catalogo all’Ambrosiana dal 1868 al 1896. Un “Rev. Giulio Cesare Calderari, Custodian of the Ambrosian Library, Milan” compare nell’elenco dei Fellows of the Royal Historical Society nel 1878.

 

Il Servizio Bibliotecario Nazionale elenca le seguenti opere di Calderari:

 

- L’economia della vita umana. Vetusto sanscrito manoscritto filosofico-morale attribuito a Brahmano Ginnosofista sulla traduzione inglese. Nuovamente or volto in italiano dal sacerdote milanese G.C. Calderari. Milano, Libreria editrice ditta Serafino Majocchi, 1875.

- Poesie d’argomento religioso e melanconico. Parte prima del sacerdote milanese Giulio-Cesare Calderari. Milano, Libreria editrice ditta Serafino Majocchi, 1875.

- La religione e l’uomo, ossia Efficacia della religion divina sulla umana vita : poemetto in quattro canti del sacerdote Giulio Cesare Calderari, Milano, Tipografia Eusebiana, 1883.

- Poesie diverse. Milano. Tipografia pontificia S. Giuseppe, 1891.

 

Bibliografia: GB. TRAGELLA, Le Missioni estere di Milano nel quadro degli avvenimenti contemporanei, 3 voll., Milano 1950-63.

 

EXTRAORDINARY REPORTAGE ON 18TH CENTURY INDIA BY THE MILANESE MISSIONARY GIULIO CESARE CALDERARI. OVER 9000 MANUSCRIPT PAGES, HANDWRITTEN BETWEEN 1883 AND 1888, MOSTLY UNPUBLISHED

Stima   6.500 / 9.500
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(Genova) MASCARDI, Agostino (1591-1640) - DELLA TORRE, Raffaele - VICETI, Francesco Maria. La Congiura del Conte Gio. Luigi de’ Fieschi Descritta da Agostino Mascardi. Stampata l’anno 1629 in Aversa. [CON:] Congiura di Giulio Cesare Vacchero [sic] Descritta dal Dottore Raffaele della Torre Nobile Genovese. [CON:] Relazione de i Successi Seguiti nella Guerra tra il Duca di Savoia e la Repubblica di Genova Dell’anno 1672. Descritta da Francesco Maria Viceti Segretario della Repubblica di Genova. [CON:] Relazione di Genova Suoi Diversi Stati, ultime Differenze, Aggiustamento con la Corona di Francia. Fine del XVII secolo.

Manoscritto cartaceo (200 x 145 mm) in 4 parti scritte dalla stessa mano in bella grafia leggibile, la prima in [118] pp. non numerate, la seconda in 190 pp. numerate, la terza in 240 pp. numerate, la quarta in 99 pp. numerate, per un totale di circa 650 pagine. Legatura coeva o di poco posteriore in piena pelle, dorso a nervi con titolo “CONGIURA DI GENOVA” in uno scomparto, gli altri decorati in oro, tagli spruzzati, contropiatti marmorizzati. Macchia d’olio al margine della prima opera, tracce del tempo alla legatura, per il resto buono stato di conservazione.

                     Interessante manoscritto secentesco che raccoglie quattro opere dedicate a Genova e alla sua storia. Il primo testo, pubblicato nel 1629 ad Anversa, Milano e Venezia, è una ricostruzione della congiura ordita nel 1547 dal Fieschi contro Andrea e Giannettino Doria. Della Congiura Vachero, vi è una copia in un manoscritto della Biblioteca Universitaria di Genova (che include anche il Mascardi), e poi SBN elenca edizioni ottocentesche. Del Viceti, l’Archivio Storico del Comune di Genova conserva un manoscritto dal titolo “Compendioso Racconto De principali Successi della Guerra mossa l’anno 1672 Alla Repubblica di Genova Dal Duca di Savoia Collo stabilimento della Pace nell’Anno 1673 Descritta Dà Francesco M:a Viceti”. Della Relazione di Genoa, suoi diversi stati, ultime differenze, e aggiustamento con la Corona di Francia di Casimir Freschot, SBN cita due edizioni, di cui una datata 1685.

 

Interesting manuscript from the end of the 17th century, containing four works dedicated to Genoa and to its history. About 650 pages in Italian.

Stima   600 / 800
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(Astrologia - Metoscopia - Chiromanzia) [MARTINEZ, Juan Silíceo] De microcosmi signatura doctor ioannes martinus hispanus salamanticensis. 1630.

Manoscritto cartaceo in 8vo (195 x 127 mm), di 300 carte scritte fittamente con inchiostro bruno di difficile lettura, e illustrate da numerosissime figure tracciate con lo stesso inchiostro, che ha in varie parti bruciato la carta rendendo il manoscritto piuttosto fragile. Pergamena flessibile coeva (sciupata).

                     STRAORDINARIA ANTOLOGIA DI SCRITTI RELATIVI ALLA DIVINAZIONE, molti dei quali recano il nome di “doctore ioanne martino hispano salamanticense”, che potrebbe essere forse Juan Martínez Silíceo (1486-1557), cardinale, arcivescovo cattolico e matematico spagnolo, che insegnò filosofia naturale, logica, retorica, poetica, grammatica e astrologia all’Università di Salamanca (cfr. A. Poncela González, La Escuela de Salamanca, Verbum 2015, p. 101). Il presente manoscritto è posteriore, come si può anche constatare dal fatto che i disegni relativi ai dodici segni zodiacali si rifanno a quelli della Fisionomia del Della Porta. Contiene le seguenti 10 opere:

 

 - Phisionomia natura selecta & Pars. Ia microcosmicae sic naturae. Per d.i.m. hispanum salamanticensem docta, 32 carte (una bianca), con alla prima il frontespizio;

 - Phisionomia celestis & c – parte astrologica con de consideratione 12 signorum, 21 carte illustrate da 13 disegni (uno con altro applicato sopra);

- De consideratione planetarum, 13 carte illustrate da 7 disegni;

- Neumantia sive tractatus de nevorum portentu significat a doctore ioanne martino hispano salamanticense duct. & doctus, .. & directus, 18 carte (una bianca) illustrate da 4 disegni;

- Metaposcopia rationalis sive humanae frontis naturalis signatura. Per D.I.M.H. ducta amplificata, 82 carte (alcune molto fragili), illustrate da numerosissimi disegni di volti;

- Chiromantia rationalis cum astrologia comparata similaque a dimhisp salamantino ordinata, 21 carte illustrate da mani chiromantiche;

- Liber de signorum chyromanticorum judiciis a d.i.m. hispano Salamantic. hoc novo … ordinatus, 30 carte illustrate da mani chiromantiche;

- De juditiis linearum accidentalium & significationibus, 38 carte illustrate da mani chiromantiche;

- Speculum chiroma Artem experientia fecit exemplo monstrante viam, 31 carte illustrate da mani chiromantiche;

- Liber 3 de iis qui corporis & animo sunt comuna, 14 carte illustrate da mani chiromantiche.

 

EXTRAORDINARY ANTHOLOGY OF WRITINGS RELATING TO DIVINATION, many of which bear the name of “doctore ioanne martino hispano salamanticense”, possibly Juan Martínez Silíceo (1486-1557), cardinal, Catholic archbishop and Spanish mathematician, who taught natural philosophy, logic, rhetoric, poetics, grammar and astrology at the University of Salamanca.

Stima   600 / 800
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ALIGHIERI, Dante. Comento di christophoro Landino fiorentino sopra la comedia di Danthe alighieri poeta fiorentino. (Et impresso in Vinegia, per Octauiano Scoto da Monza, adi xxiii di marzo 1484).

In folio (315 x 227 mm). [258] (di 270)]) carte: assente il fascicolo a, la carta b8 (supplita in 3 carte manoscritte in grafia settecentesca), e l’ultima carta. Capilettera xilografici a bianchi girali, testo inquadrato dal commento. Seguono al testo [28] fogli di carta verdolina con “Allegoria di Francesco Sansovino Fiorentino” manoscritta in grafia settecentesca. Pergamena settecentesca con titolo in oro al dorso (leggermente danneggiata dall’umidità). Antiporta calcografica da edizione posteriore con ritratto di Dante inciso dal Lasinio su disegno di Angelo Volpini. Carenze ai margini esterni del fascicolo b, senza perdite di testo; restauro ad alcuni margini dei fascicoli p e &; fori di tarlo al fascicolo G, gallerie di tarlo ai fascicoli finali I e K, pallide macchie occasionali e altre minori tracce del tempo.

                     Seconda edizione con il commento del Landino, dopo la prima del 1481. La copia contiene infine anche il commento del Sansovino, manoscritto nel Settecento su carta verdolina. Copia difettosa ma non priva di fascino.

 

HC 5947. IGI 361. BMC V 279. GW 7967. ISTC id00030000 (102 copie)

 

Second edition with the commentary by Landino, after the first of 1481. The copy also contains the comment by Sansovino, manuscript in the 18th century on green paper. Defective copy but not without charm.

Stima   800 / 900
121 - 150  di 485 LOTTI