Importanti maioliche rinascimentali

17 APRILE 2019  
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COPPA, DERUTA, 1520 CIRCA

in maiolica dipinta in giallo ocra, giallo antimonio azzurro, blu e bruno di manganese; alt. cm 3,8, diam. cm 16,8, diam. piede cm 8,4

 

A BOWL, DERUTA, CIRCA 1520

 

 

La ciotola ha corpo emisferico con fondo appena umbonato ed orlo assottigliato, e poggia su una base bassa ad anello concava appena accennata. Al centro, entro una cornice blu con motivo ad archetti, un braccio con corazza che termina in una mano che sorregge una lettera B trafitta da due frecce: il decoro è chiaramente collegato ai motivi amatori in una modalità molto originale. Tutta la composizione è delineata e ombreggiata in blu e colorata in giallo e giallo ocra nel braccio e nella lettera. Sulla tesa fasce concentriche separate da filettature con motivi decorativi ad archetti di varia foggia, a sesto acuto e a sesto ribassato e motivi a cordonatura. Il retro è interessato da un motivo a sottili linee parallele blu riempite con piccoli tratti obliqui arancio.

Il confronto con un frammento con decorazione e lettera N paraffata, dipinto in blu e giallo simile al nostro e databile tra la fine del XV e gli inizi del secolo XVI, proveniente dagli scavi di Orvieto (in Satolli 1992, p. 71, n. 56) e attribuito a officine locali, ci porta verso una probabile origine umbra, probabilmente in una bottega derutese, come confermato dalla presenza di opere con decoro del retro del tutto coerente al nostro nella vetrina dei frammenti con decoro a “Petal Back” nel museo della città umbra, dove si trova anche un frammento con due mani che sembrano sostenere una lettera U (si veda al riguardo: G. Busti, F. Cocchi, Prime considerazioni su alcuni frammenti da scavo in Deruta, in “Faenza”, LXXIII, 1-3, Faenza 1987 pp. 14-21, e G. Busti e F. Cocchi, La ceramica derutese dal XIII al XVI secolo nei reperti da recenti scavi locali, in G. Bojani, Ceramica fra Marche e Umbria dal Medioevo al Rinascimento, Faenza 1992, pp. 76-92. fig. 42bis).

Sono molti anche gli esemplari con decorazione a più fasce e coerenza stilistica che riportano al centro della composizione le lettere o il nome dell’amata, attribuibili alle botteghe derutesi, come ad esempio un piattello con decoro sul retro in “Petal Back” del Victoria and Albert Museum dell’inizio del XVI secolo con scritta MILINAB (inv. 2070-1910), oppure il piattello con San Francesco e sigla paraffata sul retro del Fitzwilliam di Cambridge databile allo stesso periodo (inv. C 105-1927). Particolarmente interessante anche il confronto con due piccole coppe del museo di arti applicate del Castello Sforzesco di Milano (G. Busti, F. Cocchi in R. Ausenda (a cura di), Museo d’Arti Applicate. Le ceramiche, I, Milano 2000, pp. 69-70 nn. 49-50).

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