Archeologia

18 DICEMBRE 2018  
RILIEVO DA UNA CAPPELLA DEL FARAONE AMASI
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RILIEVO DA UNA CAPPELLA DEL FARAONE AMASI

MENFI, EPOCA SAITICA, XXVI DINASTIA (VI SECOLO A.C.)

Frammento di rilievo in calcare bianco che presenta nel suo tratto superiore uno sparviero o falcone ad ali spiegate in senso di protezione, che stringe fra gli artigli il geroglifico shen, che ha significato di protezione eterna (o di totalità). Sotto a destra si vede l’ipostasi di Horus, il falco, che poggia le zampe sul sérekh (cornice quadrangolare entro cui, fin dalle epoche più antiche, veniva iscritto il nome del sovrano) in cui è indicato il nome d’Horus del faraone Amasi: semen Maat, cioè “colui che ha stabilito la verità”. A destra di Horus si vedono due geroglifici sovrapposti indicanti il giunco, pianta simbolizzante l’Alto Egitto (quindi in quella posizione doveva essere l’indicazione Re dell’Alto e Basso Egitto). Nella metà destra della stele è leggibile il nome del toro Apis, posto sopra il geroglifico raffigurante un’anatra. 43 x 43 cm

Il rilievo, di straordinaria finezza, con accurati passaggi di piano, è riferibile alla decorazione interna di una cappella faraonica eretta a Menfi, dal faraone Amasi (570-526 a.C.), ultimo grande faraone prima della conquista persiana dell’Egitto, noto anche per aver stretto rapporti con i mercanti greci presenti nella zona del delta. Del monumento si conservano solo due frammenti, uno ancora in situ a Menfi ed uno, riferibile alla facciata esterna, attualmente nel museo di Memphis (Tennessee).

 

Provenienza

Galerie Pytheas Paris, acquisto 30/05/1991

Collezione privata, Emilia

 

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Stima   18.000 / 25.000

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