Archeologia

Archeologia

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
18 DICEMBRE 2018
ore 15.30

Esposizione

FIRENZE
14 - 17 dicembre 2018
orario 10-13 / 14–19 
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
info@pandolfini.it

Tutte le categorie

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61 - 90  di 180 LOTTI
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COPPIA DI ANFORE GEOMETRICHE

ETRURIA/ITALIA CENTRO-MERIDIONALE, FINE VIII- INIZIO VII SECOLO A.C.

Coppia di anfore geometriche con corpo ovoidale compresso, massiccio collo troncoconico con orlo estroflesso, alto piede a tromba, anse bifide impostate sulla spalla e nel tratto superiore del corpo. La decorazione in vernice di buona qualità di colore rosso, è stesa sull’ingobbio camoscio del vaso: la sintassi decorativa, elaborata, consiste in soli motivi geometrici, per lo più a tremolo, posti entro bande ed intervallati da gruppi di linee orizzontali. Sulla spalla, sopra il punto di massima espansione del vaso, è un motivo a triangoli alternati; il tratto inferiore del corpo, sopra il piede, è campito da una corona di ampi raggi triangolari. H. 47,3 cm

Questa monumentale coppia di anfore, ascrivibile ad una produzione dell’Etruria meridionale o della Campania, viene dalla collezione raccolta da Oddone di Savoia, duca di Genova e figlio di Vittorio Emanuele II, sulla cui figura: M.F. Giubilei, E. Papone (a cura di) Oddone di Savoia (1846-1866). Le collezioni di un principe per Genova, Genova 1996. Il giovane, appassionato di archeologia, integrò il nucleo originario della sua collezione (proveniente da Veio, dono di Maria Cristina di Savoia a Carlo Alberto), con acquisti sul mercato antiquario, e finanziando scavi dell’archeologo Giuseppe Fiorelli a Capua e Cuma: A.M. Pastorino, La collezione archeologica del Principe Odone di Savoia nel Museo Civico di archeologia ligure, in BdA 2004, pp. 197-204. Proprio da questi scavi è probabile che provengano le anfore, riconducibili alla temperie del primo periodo orientalizzante, contraddistinta dall’adozione da parte delle élites etrusche di modelli culturali allogeni.

 

Provenienza

Collezione di Oddone di Savoia (1846/1866), nn. 479 e 480

Collezione privata, Veneto

Pandolfini 18 dicembre 1998, lotto 28

Collezione privata, Piemonte

 

Oggetti dichiarati d’interesse archeologico particolarmente importante (D.M. 2 settembre 2002)

Stima  € 3.000 / 4.000
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RACCOLTA DI MATERIALE ETRUSCO

ETRURIA MERIDIONALE (CAERE), VII-VI SECOLO A.C.

Selezione di materiali, composta da 28 pezzi, che esemplifica bene la ceramica circolante in Etruria meridionale durante l’età arcaica. In quel periodo il mondo etrusco era particolarmente sensibile a modelli stranieri, greci ed orientali, che riscuotevano particolare interesse presso i ceti dominanti. Al mondo del banchetto e del consumo comunitario del vino, elemento cardine nelle società antiche, rimandano i vasi in bucchero, la classe ceramica più nota dell’arcaismo etrusco: due oinochoai trilobate, una bella olpe con decorazione incisa a scaglie che riprende modelli etrusco-corinzi, una coppia di anforette con le anse applicate sull’orlo, due attingitoi, e numerosi vasi potori. Fra questi segnaliamo un kantharos con anse sormontanti, una replica in bucchero di una coppa ionica, alcuni kyathoi ed una kotyle. La ceramica d’impasto è rappresentata in particolare da un calice su piede a tromba. La ceramica etrusco-corinzia, prodotta imitando modelli di Corinto è rappresentata da contenitori per profumi a base oleosa. Importazioni dalla Grecia sono invece un piccolo unguentario a forma di anfora, una lekythos attica a figure nere e soprattutto tre vasi di produzione greco orientale decorati con vernice rossa, fra cui un lydion e una rara lekythos ‘samia’ (su cui P. Zancani Montuoro, Lekythoi “samie” e bucchero “eolico”, in ArchCl 24, 1972, pp. 372-377).

 

Provenienza

Collezione privata, Roma

 

 

Stima  € 2.000 / 3.000
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Stima  € 3.800 / 4.500
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Stima  € 5.000 / 7.000
61 - 90  di 180 LOTTI