Archeologia

Archeologia

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
18 DICEMBRE 2018
ore 15.30

Esposizione

FIRENZE
14 - 17 dicembre 2018
orario 10-13 / 14–19 
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
info@pandolfini.it

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1 - 30  di 180 LOTTI
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ANFORA

ATENE, METÀ VI SECOLO A.C.

Anfora a collo distinto, con orlo ad echino, collo cilindrico, corpo ovoidale compresso, piede a disco, due anse verticali sono impostate sulla spalla. Decorazione secondaria: catena di fiori di loto sul collo, linguette alla base della spalla, corona di raggi nel tratto inferiore del corpo. Lato A: Eracle in lotta contro il leone Nemeo fra Hermes (con petaso e caduceo) ed Atena, elmata. L’eroe con il braccio sinistro soffoca l’animale, mentre con il braccio destro trattiene una zampa. Lato B: figura maschile nuda rappresentata nell’atto di indossare uno schiniere,mentre a terra davanti a lui sono un elmo con alto cimiero e scudo circolare. Ai lati della scena un oplita armato di tutto punto, retrospiciente, ed una figura femminile. H. 23,5 cm; diam. orlo 12 cm.

L’anfora, una neck amphora (anfora a collo distinto) di piccole dimensioni, rientra in una categoria di prodotti ben attestata in Etruria: un confronto per la semplificazione delle forme è costituito dall’esemplare RC 6992 dal Museo Nazionale di Tarquinia - G. Jacopi, CVA Tarquinia 1, Roma 1956, p. 6, tav. 28.2-3. Particolarmente significativo è il fatto che di questo vaso, pubblicato in Materiali di antichità varia - II scavi di Vulci, p. 29, n. 573, si conosca l’esatta provenienza: la tomba 157 della necropoli di Vulci (scavo 7/5/1963).

 

Provenienza

Vulci, scavi società Hercle

Collezione privata, Milano

Oggetto dichiarato d’interesse particolarmente importante (D.D.R. Lombardia 23 gennaio 2013)

Stima  € 5.000 / 7.000
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Stima  € 3.800 / 4.500
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ASCLEPIO
MONDO ROMANO, II SECOLO D.C.

Statua in marmo bianco a grana fine raffigurante un uomo stante, avvolto in un voluminoso mantello che lascia scoperti parte del torace e la spalla destra. Il peso del corpo è sostenuto dalla gamba sinistra, mentre la destra è lievemente arretrata e flessa. Il braccio destro, conservato fino al gomito, scende parallelamente al torso per poi volgersi all’esterno con l’avambraccio. Il braccio sinistro è invece piegato sul fianco, e tiene la veste con un gesto che mostra solo due dita, l’indice e il medio. Le notazioni anatomiche sono accurate e contraddistinte da un naturalismo accentuato, visibile anche nella resa accurata del mantello, disposto su numerosi piani sovrapposti. H. 49 cm.

La piccola scultura, contraddistinta da una finezza esecutiva particolarmente pregevole se rapportata alle dimensioni limitate, si può ascrivere alla tradizione copistica di età adrianea/antonina. Rientra in un tipo iconografico ben riconoscibile nel complesso delle immagini del dio medico Asclepio: si tratta in particolare del tipo Anzio, così definito da una statua in bigio morato dalla villa imperiale di Anzio (Musei Capitolini, inv. S659; da ultima B. Cacciotti, 7. Statua di Asclepio, in Le Sculture del Palazzo Nuovo, Musei Capitolini 2 (a cura di E. La Rocca, C. Parisi Presicce), Roma 2018, pp. 250-255, con bibl.). Seppur accomunata alla statua capitolina dall’elaborata resa dell’himation, con un risvolto triangolare sull’addome e una ricca serie di pieghe sulla spalla sinistra, se ne differenzia per l’assenza del bastone con il serpente, attributo del dio, e per la differente resa della mano sinistra, le cui dita definiscono il Redegestus, caratteristica questa che rimanda alle immagini di culto di Asclepio (e Zeus) a Pergamo: P. Kranz, Die Asklepiosstatue im Schlosspark von Klein-Glienicke, in JdI 104, 1989, in particolare pp. 128-134, fig. 23-24. Considerando la popolarità di Asclepio, il formato ridotto trova copiosi confronti con altre immagini del dio, fra cui possiamo ricordare, sempre nel tipo Anzio, la replica dalla raccolta dell’università di Vienna: H. Kenner, Die Marmorbildwerke in der Archäologischen Sammlung der Universität Wien, in Österreichische Jahreshefte 46, 1961-1963, pp, 26-27, fig. 13.

 

Provenienza

Collezione privata, Germania (acquisto all'inizio del '900)

Charles Ede London, acquisto 18 novembre 2004

Collezione privata, Roma

Stima  € 20.000 / 30.000
1 - 30  di 180 LOTTI