AUTO CLASSICHE

29 MAGGIO 2018  
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SAAB 96 (1964)

TELAIO N. 227020

MOTORE: 3 CILINDRI, 2 TEMPI

CILINDRATA: 841 CM3

POTENZA: 46 cv

CARROZZERIA: BERLINA

UNA BERLINA SPORTIVA UNICA

Svenska Aeroplan Aktie Bolaget: l’acronimo SAAB non lascia dubbi sulla vocazione dell’azienda che, prima dell’IKEA, ci ha insegnato ad apprezzare la creatività pragmatica degli svedesi.

Come molte altre aziende aeronautiche, dopo la 2° Guerra Mondiale la SAAB decise di riconvertirsi dedicandosi all’automobile: la produzione di aerei era crollata e nel contempo cresceva il desiderio di indipendenza che solo l’automobile poteva garantire.

Ma una fabbrica di aeroplani non è gestita da contabili o da designer, bensì da ingegneri che applicano il loro metodo scientifico ed analitico alla soluzione del problema-automobile. Così facendo, storicamente esse hanno realizzato automobili diverse, interessanti, talvolta estreme, ma mai banali. Nessuno meglio della Bristol e della SAAB ha incarnato questo stereotipo.

Contrariamente ai colleghi inglesi, gli ingegneri svedesi si focalizzarono saggiamente su un prodotte semplice e leggero, abbordabile ed affidabile. Una piccola vettura che suppliva con la leggerezza e l’aerodinamica alla carenza di cavalli vapore: le prime SAAB avevano una carrozzeria a goccia, la cui evoluzione andò avanti fino alla fine degli anni ’60 con vetture come quella che vedete in queste pagine e il modello successivo. Un semplice telaio a pianale e una carrozzeria a due porte, nella quale tutto il superfluo era stato cancellato. I vetri delle portiere, per esempio, avevano un semplice meccanismo in cui il vetro ruotava su un fulcro posto nel punto più anteriore, molto più semplice e leggero del tradizionale alzavetro.

Il ‘pensiero laterale’ fu utilizzato anche per il motore: posto che il miglior motore automobilistico è un sei cilindri di cilindrata medio-alta (ai tempi, diciamo il V6 della Lancia Aurelia…), ma considerando che la SAAB non avrebbe potuto permetterselo in termini di ingombro, peso e costo, gli ingegneri decisero di installare un tre cilindri a due tempi! La sua maggiore semplicità e assenza di vibrazioni, con la maggiore potenza specifica, ne facevano un’alternativa perfetta per chi era pronto a guardare oltre le convenzioni. Queste sue caratteristiche, peraltro, resero possibile l’utilizzo della 96 in gara e soprattutto nei rallies, specialità a lungo dominata dai piloti scandinavi: il più famoso pilota SAAB fu forse Erik Carlsson.

In questo modo SAAB, si è costruita negli anni una fedelissima clientela di persone abituate a sfidare l’ovvio, a vivere in modo alternativo e creativo. La sempre più stringente regolamentazione dei mercati e della nostra stessa società a partire dagli anni ’70 avrebbe poi costretto la SAAB ad allinearsi prima, a diventare una succursale della Opel poi, ed infine a soccombere.

Oggi avete l’occasione di acquistare una rarissima SAAB 96 con motore a due tempi, la vettura su cui si fondò la leggenda di questo marchio scandinavo. Lanciata nel 1960 per sostituire la 93, rimotorizzata con un V4 Ford a quattro tempi nel 1967, uscì di scena nel 1980.

Acquistata in Svezia un decennio fa dall’attuale proprietaria, una signora svedese trasferitasi in Italia, la 96 è stata usata poco e mantenuta con cura.

Essa rappresenta un’opportunità pressoché unica in Italia di aggiudicarsi una vettura diversa da tutte le altre, divertente e adattissima alle rievocazioni storiche di gare e rallies degli anni ’50 e ’60.

La vettura è in ottime condizioni meccaniche, ma per sicurezza consigliamo all’acquirente di sottoporla a un controllo e di sostituire i fluidi, i filtri e particolari deperibili.

 

 

Stima   8.000 / 12.000
Aggiudicazione:  Registrazione

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55.000 / 65.000
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