MAIOLICHE E PORCELLANE DAL XV AL XVIII SECOLO

18 APRILE 2018
Asta, 0247
10

Luca della Robbia “il giovane”

Stima
€ 25.000 / 35.000
Aggiudicazione:  Registrazione

Luca della Robbia “il giovane”

(Firenze 1475-1548)

TONDO CON STEMMA VISDOMINI, 1510-1515 CIRCA

terracotta invetriata policroma, diam. cm 62

 

Provenienza

Firenze, Carlo De Carlo;

Lombardia, Collezione privata

 

Esposizioni

Fiesole, Basilica di Sant’Alessandro, I Della Robbia e l’arte nuova della scultura invetriata, 29 maggio – 1 novembre 1998 (n. IV.19);

Firenze, Galleria dell’Accademia, Un Tesoro Rivelato. Capolavori dalla collezione Carlo De Carlo, Firenze, marzo 2001 (n. 20)

 

Bibliografia

G. Gentilini, I Della Robbia. La scultura invetriata nel Rinascimento, Firenze 1992, p. 334, 314;

F. Quinterio in G. Gentilini, I Della Robbia e l’“arte nuova” della scultura invetriata, Firenze 1998, p. 314, n. IV.19;

M. Scalini, A. Tartuferi, Un Tesoro Rivelato. Capolavori dalla collezione Carlo De Carlo, Firenze 2001, p. 59, cat. 20, tav. XVII;

R. Dionigi, Stemmi Robbiani in Italia e nel Mondo. Per un catalogo araldico, storico e artistico, Firenze 2014, n. 129

 

L’opera si presenta composta di una ghirlanda di foglie e frutti e di un tondo centrale in cui campeggia uno scudo sannitico affiancato da iscrizione. Il fregio di frutta, in questo caso privo della cornice architettonica esterna, presenta sei gruppi di tre frutti ciascuno (pere, uva, mele, pigne, limoni e cetrioli) alternati a fiori, foglie e fave. Lo stemma reca il nominativo della famiglia Visdomini (DE BISD[ONI]NIS) diviso in due parti e centrato da uno scudo sannitico gigliato con leone passante su una banda di vaio obliqua.

Come spiega Francesco Quinterio (op. cit.) i Visdomini costituivano un gruppo famigliare che per privilegio aveva il diritto di amministrare la diocesi fiorentina nei momenti in cui la sede vescovile era vacante. A Firenze a partire dal secolo XI il vicedominato divenne retaggio di una casata, che si attribuì in seguito il cognome derivandolo da questo stesso ufficio.

L’attribuzione dell’opera a Luca “il giovane” è stata proposta da Giancarlo Gentilini in ragione della modellazione particolarmente incisiva e raffinata, e delle tonalità delicatamente variate degli smalti. Proprio la particolare bellezza degli smalti e la perfetta cottura degli stessi dimostra una perizia acquisita e una realizzazione da parte di una bottega e di un maestro di eccellenti capacità.